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24 maggio 2008

partenze


Sembra una fuga causata dai risultati delle elezioni o dall'agghiacciante situazione che c'è adesso in Italia, ma non è così.
Soprattutto perché dura solo due settimane.
A Cuba ero già stato nel 1996. Fidel festeggiava il 26 luglio a Holguin, Che Guevara era ancora sottoterra in Bolivia, i pesos convertibles non piacevano ai cubani che preferivano i dollari, il periodo especial lasciava il passo alla doppia economia del turismo, erano appena nati i paladares e le casas particulares, i turisti sessuali erano già tanti. Non avevano ancora fatto la lonely planet nè altre guide simili e per sapere dove dormire o mangiare bisognava affidarsi ai jineteros, che arrivavano a frotte appena si entrava nelle città riconoscendo la targa "tur".
Adesso Fidel è malato, ma continua a dire cose, ad esempio su biocarburanti e carestie, in anticipo sul resto del mondo, i cinque sono ancora detenuti in America, l'embargo c'è ancora, non si muore di fame mentre ad Haiti, qualche chilometro di mare più in là, sì, Raul ha avviato una transizione timidamente applaudita da queste parti.
Vado a vedere. Torno l'8 giugno. Mi perderò il Roma Pride e la manifestazione ambientalista di Milano. Spero al ritorno di trovare molte Chiaiano e nessuna via almirante.

19 dicembre 2007

partenze


Può capitare, circa una volta o due all'anno, di poter sfuggire alla gabbia delle otto ore (più pausa pranzo) al giorno, delle quaranta ore a settimana, di tutti i giorni lavorativi dell'anno, esclusi ventitre e i permessi ex-festività.

Spero di incontrare il MST e di approfondire la MPB.
Ci risentiamo il 20 gennaio, quando torno, o forse prima.

10 agosto 2007

partenze


Sarò via da oggi fino al 26 agosto. L'itinerario previsto è quello tratteggiato in rosso nella mappa.

L'Albania, per chi si ricorda il mondo prima del 1989, era un paese dove era praticamente impossibile entrare, e questo esercitava in molti, tra cui me, un fascino enorme. La Yugoslavia invece era il socialismo dal volto umano, e poi era il paese dei burek.
Alcuni posti li avevo già visti nel 1995, vado a vedere come sono cambiati. Allora c'erano ancora i bunker di Hoxha e le scritte "Enver" fatto con le pietre sui fianchi delle montagne. In mezzo c'è stato un disastro finanziario, una guerra civile, eppure chi comanda è sempre Berisha.

29 dicembre 2006

partenza

Oggi partirò per la Tanzania. C'è stato un breve ballottaggio con il Mali sulla scelta della destinazione, ma per tutto un complesso di cose, dalle date meno buone al viaggio con la emirates contrapposto a 2 roma parigi con i vetusti md-80 dell'alitalia ci ha fatto scegliere la Tanzania.
Sarò via fino al 21 gennaio, ciò vuol dire anche, se interessi mai a qualcuno, a parte lo spider di google, che il blog potrebbe non essere aggiornato in questo periodo.
Certo, potrei scrivere ogni giorno dei resoconti di viaggio del tipo "dalla terrazza del mio albergo, dove servono la colazione, si vedono le barche dei pescatori sul lago vittoria" oppure "paul, la mia guida, è il secondo di sei figli e l'unico maschio, e dice che da quando suo padre si è ammalato tocca a lui mantenere la famiglia" e così via, ma credo che alla fine non lo farò per due motivi: il primo è che mi sembrerebbe qualcosa di già letto (e scritto peggio, oltre al fatto che di sicuro molti sono partiti da fatti più interessanti di quelli che potranno mai succedere a me) e il secondo è che francamente è meglio andare in giro per la Tanzania che chiudersi ogni giorno un'ora o più in un internet point.
Però invidio fortemente chi riesce a guadagnarsi da vivere raccontando quello che ha fatto in viaggio, tipo Tiziano Terzani. Anche se ho deciso che i suoi libri non facevano per me quando ho letto, in libreria, che secondo lui Almaty (allora Alma Ata) era una città splendente con i tetti d'oro mentre Samarcanda era una triste città sovietica; a me è sembrato esattamente il contrario (ma la città più bella dell'area per me è Bukhara).