22 aprile 2008
tom zé
"Fabricando Tom Ze" di Decio Matos domani alle 17 al cinema nuovo olimpia, all'interno del rome indipendent film festival, è un documentario sulla tournèe del 2005, che è anche l'unica volta in cui l'ho visto dal vivo, al defunto (e compianto) fandango jazz festival alla palma.
Fu un concerto strepitoso. Erano passati pochi giorni dall'attentato nella metropolitana di londra e Tom Zé presentò una versione personalizzata in italiano di "companheiro bush", che diceva più o meno "se non sai chi ha messo le bombe a londra, secondo me è stato bush".
E, in risposta allo sfruttamento del corpo femminile nella musica, le musiciste del gruppo erano tutte vestite in tuta da meccanico. Era appena uscito "Estudando o pagode", concept album dedicato alla discriminazione sulle donne.
03 ottobre 2007
caetano veloso
Accompagnato da un trio chitarra basso e batteria e vestito di jeans, Caetano lascia il pubblico inizialmente perplesso, e subisce anche una imprevedibile contestazione alla fine del terzo brano, con uno spettatore che gli urla "torna in brasile" e "facci sentire qualcosa di Toquinho", prima di essere sommerso dalla contestazione degli altri. Caetano la prende scherzosamente, dicendo "Toquinho è stato mio fidanzato, da giovane".
In seguito il pubblico ha mostrato di gradire di più. Del resto (e per fortuna) Caetano Veloso ha sempre realizzato dischi a tema, come "fina estampa" con i classici della musica sudamericana. In questo caso c'è un disco e un tour da rocker e in scena si muove un po' alla mick jagger, con salti da una parte all'altra del palco, mostrando una discreta agilità per i suoi 65 anni già compiuti.
Solo per due canzoni ha suonato da solo con la chitarra, per un frammento di concerto come forse il pubblico avrebbe sperato, ricordando il concerto-veltronata di pochi anni fa a piazza del popolo: la classica "leãozinho" e un omaggio ad Antonioni con la (dimenticabile) canzone scritta nel 2000 "Michelangelo Antonioni" dedicata ovviamente al regista, con testi in italiano e à la Antonioni.
A parte le canzoni di Cé, recupera poche canzoni dal passato remoto, come "London London" e "desde que o samba é samba".
Alla fine, dopo due ore di concerto e due bis, come capita sempre all'auditorium il pubblico è entusiasta e finisce in piedi a ballare.
20 luglio 2007
chico cesar
Istruzioni per l'uso:
non cantare a squarciagola le canzoni, soprattutto se stonati.
se si arriva dopo, non mettersi davanti a qualcuno ostruendogli la visuale.
se si parla con qualcuno durante le canzoni, fare in modo che senta solo lui e non le trenta persone vicino.
Realizzatori di video con macchina fotografica digitale (piaga recente): non è che dico di non farli, ma pensateci. Siete sicuri che valga la pena di distrarsi dal concerto per fare un video di due minuti che poi vedrete in un rettangolino piccolo e con un audio difettoso (e in più date fastidio a quelli dietro) ?
Fascisti di piazza vescovio: non venire.
Portatori di coltello: lasciarlo a casa per tagliare il prosciutto.
Siccome questo post non parla davvero di chico cesar, cantautore brasiliano che dicono essere l'erede di caetano veloso, per chi arriva da google, questo è il suo sito ufficiale (in portoghese).
Update 2008:
incredibilmente (e fortunatamente) pochi a Roma sembrano essersi accorti di quanto è bravo Chico Cesar (per gli amici Ciccio Cesare) e così non solo è possibile vederlo di nuovo a Villa Ada (o villa ada savoia, come dice il sito dell'estate romana rifatto in stile orbace per alemanno) lunedì 20 luglio per soli 10 euro (volendo c'è anche un abbonamento da 7 giorni a 15 euro), ma andando verso le 10 è possibile piazzarsi comodamente in prima fila sotto al palco. Nel frattempo Ciccio ha fatto un altro ottimo disco "Francisco, forrò e frevo" molto tradizionale nordestino.
04 giugno 2007
estate romana
Negli anni scorsi si potevano effettivamente vedere molti bei concerti a buon mercato, poi però c'è stato un aumento vertiginoso dei prezzi e anche un crollo della qualità.
E infatti quest'anno la situazione è piuttosto deprimente.
Villa ada, la cui tessera per tutta l'estate nel 1996 costava 5000 lire, o dove si potevano vedere con due lire Alì Farka Tourè, Gal Costa o Sebestyèn Marta, è ancora il meno peggio, perché i prezzi sono ancora piuttosto contenuti e ubicazione, fruizione e durata del concerto sono accettabili. Però più che "roma incontra il mondo" dovrebbe chiamarsi "roma incontra i romani" o "roma incontra quelli dell'anno scorso". Casualmente ci sono alcuni buoni concerti (comunque già visti): chico cesar, lenine, kletzmatics (nel 2001, per dare un esempio di come le cose siano cambiate, ho dovuto scegliere, nella stessa sera, tra i kletzmatics a villa ada e Ben harper a fiesta: ho scelto i klezmatics, sbagliando, visto che i klezmatics tornano quest'anno mentre ben harper non è più tornato), lou dalfin. A villa ada ogni anno ci sono sempre gli stessi nomi: daniele sepe, citarella, acquaragia drom, eugenio bennato, officina zoè, nonché gruppi che a roma si vedono più che spesso: modena city ramblers, roy paci, banda bassotti.
Chissà perché non possono invitare gli Zuf de zur o les femmouzes.
A fiesta, dove per 12 mila lire in passato ho visto lou reed o joe cocker, o per restare nella musica sudamericana, mercedes sosa o pablo milanes il programma non è completo, ma lo spettacolo di punta sembra essere ricky martin, che oltre a non piacermi costa anche 32 euro. Oppure peter gabriel, già venuto 2 o 3 anni fa e visto a 200 metri di distanza per 20 euro (ci fu anche un comitato che premeva per la restituzione del costo del biglietto, visto che il concerto non era stato di fatto nè visto nè sentito): ora costa 30. Per il resto, italiani o materiale da scuola di ballo, già visti e stravisti alla metà del prezzo.
La veltronata di quest'anno (finalmente non più al colosseo, dove si vedeva solo lo schermo gigante) è di profilo piuttosto basso: i genesis senza peter gabriel, al circo massimo.
La palma, che fino a due anni fa faceva il godibile e conveniente fandango festival, dove c'era una tessera da una sessantina di euro per due mesi con cui si poteva vedere Tom Zè o Marcus Miller, adesso organizza un festival piuttosto ridotto (vedrei solo Ray Lema) e (a quanto pare) senza tessera.
Alla cavea dell'auditorium, famosa per i concerti che durano un'ora e 15 bis compreso, i biglietti a prezzi esosi oppure gratis per chi è raccomandato, segnalerei solo (30 euro!) patti smith.
Al teatro romano di ostia antica, dove si pagano 20 euro in più a concerto solo per la location, ci sono i sonic youth (secondo me non sono indicati per il posto!). C'è anche paolo conte, che ha settant'anni: l'ho visto solo una volta, non vorrei pentirmi in futuro di non esserci andato; se costa meno di 35 euro (cazz, settanta mila lire) ci vado.
Al foro italico a luglio suoneranno chemical brothers, gregg allman band e john mayall: nessuno dei tre al di sotto di 30 euro.
Il concerto di Barbra Streisand, con biglietti a 850 euro, ero convinto fosse uno scherzo. Infatti lo era, non si fa più. I rolling stones mi sembra che costino oltre 100, vediamo se è uno scherzo anche quello: a quel prezzo e in uno stadio, comunque, non ci vado.
Speriamo in qualche manifestazione minore e nel buon sandro medici, presidente illuminato della X circoscrizione, che l'anno scorso ci ha regalato Manu Chao (già visto e stravisto, ma bel pensiero) e a settembre la rassegna di teatro affidata ad Ascanio Celestini, con cui abbiamo visto varie perle tra cui Leo Bassi (che a luglio gira per l'Italia, ma non a Roma: poveri noi, ma chi può approfitti).
Intanto, giorni fa, alla festa di Radio Onda Rossa, ho visto tra gli altri Gianfranco Manfredi, grande cantautore degli anni '70. Chissà se i migliori concerti non tornino nei centri sociali, come prima delle giunte di centrosinistra.
AGGIUNTA: mi ero dimenticato di parlare del prezzo osceno a cui è venduta la birra a villa ada. C'è una soluzione, cercate i ragazzi con il frigo portatile che si mettono appena fuori all'ingresso. Per i ragazzi con il frigo, non solo a villa ada: il prezzo corretto della birra secondo me è 2 euro per le lattine di ceres da 500 ml e 1 euro per le lattine di bergen (o equipollente da hard discount), altrimenti diventate come i venditori all'interno.
23 marzo 2007
Una soluzione per il caro concerti

Silvio Rodriguez ha annullato un concerto in Cile perché il costo dei biglietti era troppo alto. Il concerto era previsto a Talca l'8 marzo, e i prezzi partivano da 40 mila a 80 mila pesos cileni (tra 80 e 110 dollari).
Sembra che molti ammiratori gli abbiano mandato lettere per lamentarsi del prezzo troppo alto del concerto, insostenibile per il livello di vita di molti cileni.
Lui allora si è informato sui prezzi degli altri concerti e ha deciso di cancellarlo.
Più volte, prima della tournèe, si era offerto di fare un concerto gratis a Santiago, l'ha anche proposto alla presidente della repubblica Bachelet che aveva voluto incontrarlo (i presidenti della repubblica non sono tutti ottuagenari che hanno fatto politica a vita), ma la risposta è stata negativa: un concerto gratuito avrebbe rovinato gli affari degli organizzatori dei concerti a pagamento.
Questa è un'esemplare distorsione dell'economia di mercato: il musicista si offre di suonare gratis, il pubblico sicuramente ne sarebbe stato felice, ma tutto va a monte perché l'intermediario, che ha un ruolo non indispensabile (ma lucroso), si oppone.
Adesso al buon Silvio Rodriguez è stata anche fatta causa. Lui è perplesso: "in 60 anni è la prima volta che vengo processato per qualcosa.", però convinto: "nessuno mi pagherà per questi concerti mancati e se qualcuno volesse pagarmi, rifiuterei. Se sono così non è perché ho la vocazione del santo. E' che pensare solo agli interessi materiali mi sembra una stupidaggine."
E il 30 aprile darà un concerto gratuito nella Repubblica Dominicana, "per i lavoratori, aspettando il 1° maggio".
Può darsi che vivendo in un paese come Cuba, dove i beni di prima necessità sono forniti gratuitamente, i beni di lusso non si trovano proprio e l'ostentazione di ricchezza è deprecata e dà nell'occhio, è più facile essere più distaccati rispetto al denaro.
Ma l'esempio è ammirevole. Chissà che qualche suo collega italiano non voglia seguirlo.
12 dicembre 2006
silvio rodriguez
Silvio Rodriguez sapete tutti chi è, quindi non devo aggiungere niente. O forse sì, in realtà in Italia non è molto conosciuto. Per chi non lo conosce, dico solo che Bob Dylan ha fatto una canzone su di lui, che si chiama "silvio". E' bob dylan che ha fatto una canzone su di lui, non il contrario. Per avere informazioni maggiori, la cosa più semplice è andare su google, anche se la maggior parte dei link che troverete sarà in spagnolo.
Insomma Silvio Rodriguez è un cantautore cubano e anche il mio musicista preferito, tanto che per vedere un suo concerto sono andato a San Sebastian (in Italia mi sambra che sia venuto solo al premio tenco una ventina di anni fa).
Data l'eccezionalità dell'evento avevo scritto anche un articolo che avevo mandato al manifesto, che prevedibilmente non mi ha mai risposto. A posteriori la cosa è facilmente spiegabile, dai lettori al manifesto non hanno bisogno di articoli , ma piuttosto di soldi. C'è da dire che non so nemmeno se l'indirizzo di mail era giusto. Anche se un'altra volta che avevo scritto alla redazione romana, per una comunicazione molto più prosaica (una rassegna cinematografica estiva al pigneto era tutt'altro che gratuita come avevano invece scritto), mi è arrivata una risposta di ringraziamenti fin troppo esagerati.
Comunque, per tornare a Silvio, posto qui l'articolo (e per una volta incollo roba scritta da me e inedita), scuserete lo stile un po' da aspirante articolo di quotidiano, e posto anche la foto, anche questa fatta da me quindi a prova di plagio, per quanto non si veda quasi nulla per colpa della poca luce.
Attenzione: chi arriva su questo blog cercando testi di canzoni di Silvio Rodriguez, può trovarli sul fondamentale sito cancioneros de trovadores
Chi invece arriva cercando informazioni sui prossimi concerti di Silvio Rodriguez in Spagna (ottobre 2007) può trovarle qui
Io andrò al concerto di Valencia. Se qualcuno è interessato lasci un commento.
Il doppio concerto di Silvio rodriguez all'auditorio del Kursaal a San Sebastian fa parte della sua tournèe europea più lunga da molti anni a questa parte, con una decina di date in Spagna e una speciale a Londra, with friends, il 22 settembre.
Poco conosciuto in Italia ma oggetto di culto in America Latina e Spagna, il cantautore cubano inventore della nueva trova ha lasciato nello sconforto i tantissimi fan delle città e regioni spagnole non toccate dal tour, come Barcellona, Valencia o le Canarie. Il sud si è dovuto accontentare di una sola data a Siviglia, mentre in Galizia, dove erano previste quattro serate, i concerti sono stati annullati a causa dei tragici incendi che hanno devastato la regione nel mese di agosto. Rodriguez ha poi trovato modo di riconciliarsi con il pubblico galiziano organizzando un concerto gratuito a Pontevedra. Anche il costo dei biglietti ha scatenato dure polemiche nei blog e nei forum, con prezzi che partivano da 40 euro, incompatibili, secondo molti appassionati, con un artista che si dichiara comunista.
Nonostante tutto ciò, solo in pochi hanno rinunciato alla rara occasione di vederlo suonare dal vivo e Rodriguez ha ricambiato offrendo a San Sebastian il 7 settembre un concerto molto lungo e ispirato, accompagnato da giovani musicisti, sua moglie, la flautista Niurka Gonzalez, il trio di chitarre acustiche trovarroco e il batterista Oliver Valdes.
La dimensione acustica e i luoghi raccolti dei concerti (quasi tutti auditorium con meno di duemila posti) sono congeniali per l'introverso cantautore.
Rodriguez sceglie solo due pezzi dall'ultimo doppio album appena uscito Erase lo que era, che comprende pezzi scelti tra gli inediti negli anni sessanta, quando si era imbarcato su un peschereccio che faceva il giro del mondo, e soltanto tre dal precedente Cita con angeles, frutto di un momento di grande creatività seguito alla nascita di una figlia, e composto da brani scritti per l’occasione, su argomenti di attualità come la guerra in Irak, mentre privilegia i suoi classici di tutta la quarantennale carriera, da Ojalà a Pequena serenata diurna, da Oleo de mujer con sombrero a Unicornio.
Non parla molto tra una canzone e l'altra ma risponde volentieri alle domande urlate dal pubblico, richieste di canzoni, concerti in altre città o informazioni sulla salute di Fidel Castro ("meglio, grazie, forse farà un'apparizione al vertice dei paesi non allineati").
Durante i bis sono apparsi striscioni e slogan a favore di Inaki la Juana, un detenuto indipendentista basco da più di un mese in sciopero della fame, con buona parte del pubblico che urlava "Iñaki Askatu", "Iñaki libero". Silvio si alza per chiedere cosa dica il pubblico e una volta saputo, annuisce.
Nei bis alterna pezzi da solo e con il gruppo, ritornando in scena varie volte. Dopo più di due ore e un quarto il concerto si conclude con il pubblico sodisfatto che ringrazia, ancora in basco: "eskerrik asko".
09 dicembre 2006
frank zappa
Ma se si vuole leggere un parere su un disco, mica vi volete affidare ai vari Scaruffi ?
Meglio andare qui, d'accordo, è in inglese, ma il tizio è competente. Ogni anno, a dicembre, tra la data di anniversario della nascita e quella della morte, si risente tutti i dischi di Zappa e revisiona il sito.
Per testi e note di copertina, invece, è ottimo questo.
Ah, dimenticavo: i miei tre preferiti di Frank sono Hot Rats, The Grand Wazoo e Sheik Yerbouti.
16 novembre 2006
storie: il costo della musica
I concerti dal vivo d'altra parte raggiungono prezzi esorbitanti. Per vedere Bob Dylan questa estate bisognava pagare una settantina di euro. Sembra che a questo non ci sia rimedio, eppure negli anni settanta non era così. Sembra incredibile per chi come me non c'è passato (da adulto), però allora si poteva dire: questo concerto è troppo caro, quindi entriamo gratis. Questa lotta mi sembra che sia stata dimenticata (di certo conveniva quasi a tutti che si dimenticasse). Per questo propongo qui questa esauriente ricostruzione presa dal sito www.loureed.it. Non so bene se posso pubblicarla, in caso contrario mi si faccia sapere e la elimino subito, il punto è che è difficilissimo trovare documentazione sull'argomento.
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PRIMA FASE:
GLI INCIDENTI AI LED ZEPPELIN, AL VELODROMO VIGORELLI DI MILANO
Soltanto nel 1971, iniziano in Italia, con ritmo regolare, i concerti pop con artisti stranieri. Quasi tutti hanno uno svolgimento regolare.
Soltanto a Milano avvengono alcuni incidenti, a causa del prezzo dei biglietti, non accessibile a una parte del pubblico, giovani operai, apprendisti, proletari e sotto proletari, capelloni. Su ordine degli organizzatori, la polizia carica i giovani che tentano di "sfondare" i cancelli. La stagione termina con gravissimi incidenti al concerto dei LED ZEPPELIN al velodromo Vigorelli: la polizia entra nello stadio sparando i lacrimogeni; le cariche successive provocano lunghi scontri e oltre cento arresti; il palco viene distrutto: centinaia di feriti.
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SECONDA FASE: 1971-1973, UNA MINIERA D'ORO
Gli organizzatori cancellano Milano dal calendario delle tournée. In questo modo, non avviene più nessuna contestazione; solo episodi sporadici a Bologna e Firenze.
In assenza di grandi agenzie organizzate, si afferma un I impresario: Franco Mamone di Milano che gestisce più dell'80% dei concerti.
A Roma, Torino, Bologna, decine di migliaia di giovani 1 pagano regolarmente il biglietto, il cui prezzo è fissato sulle 1. 500 lire.
Nasce l'affare del pop in Italia. La stagione fortunata di Mamone culmina con il concerto dei Santana a Roma (Dicembre '73): 30.000-35.000-40.000 spettatori; 50.000, afferma alla radio il disc-jockey Raffaele Cascone.
Nella prima fase, le proteste erano una rivolta spontanea dei giovani emarginati. Nella seconda fase, il pubblico paga senza protestare: i mass-media musicali lo hanno convinto che il prezzo dei concerti è un prezzo equo e che non ci sono alternative. Oltre alla RAI, il principale organo di stampa che conduce la campagna di persuasione è il settimanale musicale Ciao 2001 (oltre 300. 000 copie di tiratura secondo il suo direttore, Saverio Rotondi, da 50 a 100. 000 secondo le varie voci), l'unico giornale per giovani in Italia. I concerti sono organizzati insieme a questo giornale, che assicura il lancio nazionale. Il pubblico viene ai concerti anche da centinaia di chilometri di distanza, dalla Sicilia, dalla Sardegna.
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TERZA FASE: 1974. LA DISOBBEDIENZA CIVILE DI MASSA. L'AUTORIDUZIONE
Le centinaia di migliaia di giovani attirati dai concerti ignorano tutto sulla struttura dell'industria della musica. Il concerto è un grande avvenimento che capita raramente, da non perdere (a Londra ogni sera ci sono decine di concerti, in una grande città italiana neanche uno). Il pubblico non conosce nemmeno i nomi degli organizzatori. Nella primavera del '73, tra l'indifferenza generale, STAMPA ALTERNATIVA decide di iniziare, in tutta Italia, la diffusione di notizie sugli organizzatori e l'industria della musica. I principali bersagli delle notizie sono: l'organizzatore Franco Mamone ("il Ladro"), il giornale musicale Ciao 2001 (il "bugiardo") e le case discografiche (il prezzo eccessivo dei dischi).
Ad ogni concerto, vengono diffusi volantini di notizie sui costi reali dei concerti, i guadagni degli organizzatori, le
bugie dell'informazione. La tesi è che, riducendo i profitti, il prezzo più basso potrebbe essere di poche centinaia di lire, o addirittura gratis.
La semplice diffusione delle notizie ha un effetto lento sulla gente: tutti continuano a pagare, sia pure con un certo malumore. Il primo episodio clamoroso avviene a Napoli: al Festival di Avanguardia e Nuove Tendenze (Giugno '73: biglietto a 1. 500 lire), duemila napoletani fanno lo sciopero del biglietto. Tramite le notizie diffuse da Stampa Alternativa, avevano saputo che l'organizzatore non aveva dovuto sostenere nessuna spesa: erano tutte rimborsate dall'ente turismo o dalle case discografiche; in più i complessi partecipanti non erano pagati ma dovevano pagare (da mezzo milione in su) per partecipare. Di fronte alla folla inferocita l'impresario, Massimo Bernardi, ammette i fatti, e propone la riduzione dei prezzi, prima a 1. 000, poi a 500, poi a 300 lire: la gente non accetta, e l'organizzatore alla fine è costretto a pregare i giovani di entrare, altrimenti il festival (senza pubblico), non può avere inizio. L'episodio di Napoli, fa capire al pubblico che dietro al concerto ci sono grossi interessi: non solo spese, ma guadagni, un intreccio di bilanci, promozionali e pubblicitari, che non si conoscono.
Per quasi dieci mesi, dal Giugno '73 al Marzo '74, c'è un crescendo di scioperi del biglietto e contestazioni; spariscono gli impresari minori, più disorganizzati. Solo ai grandi concerti di Mamone tutto resta quasi tranquillo: ingenti forze di polizia impediscono qualsiasi contestazione, nessuno entra gratis. Nella primavera del '74, esplode la disobbedienza civile: due grandi tournée di Mamone (Premiata Forneria Marconi e Traffic) con incassi previsti superiori ai 100 milioni, falliscono clamorosamente: migliaia di persone riescono a entrare gratis, perché la polizia è impotente a fermare l'entrata di una massa troppo grossa di gente. 500-1. 000-2. 000 e più giovani insieme decisi a entrare sono infermabili. Gli sfondamenti avvengono senza violenze, senza feriti: i ragazzi premono semplicemente sui cancelli. In qualche caso, l'organizzatore ordina alla polizia la maniera forte: allora le cariche avvengono a freddo, per impedire che la gente si riunisca per sfondare; in questo caso, come a Cagliari, gli incidenti sono gravissimi. Gli sfondamenti non sono organizzati da gruppi o servizi d'ordine: semplicemente, ci sono quando il pubblico deciso all'autoriduzione è massiccio. Dopo la tournée Traffic, Franco Mamone annuncia ufficialmente il proprio ritiro.
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ULTIMA FASE: DAVID ZARD
Dopo il ritiro di Mamone, non ci sono più organizzatori. Tuttavia il mercato dell'industria discografica (cento miliardi all'anno, cfr. "La Stampa", 15-9-1974) esige i concerti di massa per lanciare artisti e dischi. In mancanza di impresari, l'industria organizza festival gratuiti: a Roma (Villa Borghese, oltre 30. 000 spettatori) seguono il Festival di Avanguardia e Nuove Tendenze.
Nella situazione di crisi, si inserisce un nuovo nome: David Zard. Zard capisce che l'impresariato muore se le case o i contestatori organizzano concerti gratis o a bassissimo prezzo: la figura dell'organizzatore 'salta'. E allora mette in moto un meccanismo brutale: disponendo di forti capitali a Londra, offre agli artisti, e soprattutto ai managers degli artisti, cifre doppie e perfino triple e quadruple di quelle offerte da Mamone o da altri piccoli impresari. La mossa è vincente: i musicisti accettano. Zard ha capito che esiste un pubblico 'ricco' dei concerti: il suo scopo è allontanare dai concerti la massa dei giovani con pochi soldi. A Roma, porta una super-star, Cat Stevens, subito dopo uno sfondamento di massa al Traffic (il prezzo è di 3. 500 lire, 2. 000 più del solito a biglietto): il gesto provocatorio per allontanare la folla de, i giovani non ricchi, è l'aumento del biglietto: 2. 500 lire, un prezzo per i posti popolari mai fissato in Italia.
L'industria discografica (in particolare la Ricordi) non capisce che le mosse di Zard sono pericolose, o non può fronteggiarle; e appoggia Zard, con i soliti sostegni (pubblicità, manifesti, conferenze stampa).
Verso Stampa Alternativa, Zard è altrettanto brutale: prima cerca di corromperla ("se state zitti, vi regalo mille, duemila biglietti") poi, al rifiuto, quando S. A. contrattacca (alle prevendite con volantini rivela che Zard a una certa ora farà entrare tutti gratis), ordina ai suoi gorilla di intervenire duramente impedendo la distribuzione delle notizie.
Di fronte alle provocazioni, S. A. non si presenta ai concerti, ma presenta 13 denunce giudiziarie contro Zard. Verso i ragazzi, Zard usa la maniera forte: più di mille poliziotti circondano il Palasport in assetto di guerra a Cat Stevens, altrettanti agenti al successivo Yes. Quasi nessuno entra gratis. Però viene poca gente (5-6. 000 persone invece delle solite 15-20-25. 000 e più). Zard ha sbagliato i conti: allontanare i giovani senza soldi dai concerti vuole anche dire fare concerti per poche migliaia di persone in un'atmosfera triste. "Zard ha trasformato i concerti in campi di concentramento" scrive S. A.
Con il colossale festival internazionale di Santamonica (Rimini, oltre 100. 000 persone previste) fallito perché mancavano le attrezzature igieniche e quindi la questura non ha dato il permesso, Zard si inimica definitivamente il pubblico di massa (che aveva comprato i biglietti in prevendita a 7. 000 lire) e anche le autorità. Nella tournée di Frank Zappa (di Zard) in Settembre, su 40-50. 000 spettatori, più di un terzo entrano gratis; la polizia non vuole intervenire. Mentre Zard cerca di risolvere i problemi finanziari, Mamone (che col pubblicitario Gianni Sassi ha creato una nuova società, agenzia e casa discografica: la Cramps s. r. l. ) tenta un rientro sulla scena con la tournée Gentle Giant: ma è un fallimento finanziario, a Roma (28 nov. ) (con la polizia ordinatissima che non muove un dito) su 8. 000 spettatori, 6. 000 entrano gratis, scavalcando pacificamente.
La disobbedienza civile è diventata un fatto di massa. Le case discografiche non si adeguano: la CBS commette uno scivolone clamoroso e affida a Mamone la tournée del grandissimo Herbie Hancock (jazzista al primo posto in America); Mamone, giustamente, ripagato dalla CBS di tutte le spese, organizza un concerto clandestino, senza nessuna pubblicità, per evitare guai: risultato, 200 spettatori al Teatro Alfieri di Torino. Per la CBS è un fiasco colossale: i milioni spesi per Hancock non fruttano nessun lancio promozionale dei dischi.
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LA FASE ATTUALE: LOU REED. I DOLLARI DI REGALIA DELLA RCA NON BASTANO PER UNA POLITICA DI PREZZI POPOLARI
Infine l'industria discografica commette l'ultimo errore: affida tutto ancora a David Zard, che chiede e ottiene grossissimi contributi, facendosi forte di essere l'unico impresario sul mercato (dopo i fiaschi di Hancock e Gentle Giant, Mamone si è ritirato definitivamente). La RCA americana versa 10. 000 dollari per sovvenzionare la tournée di Lou Reed, astro internazionale che però in Italia ha venduto solo 5.000 dischi invece dei 30-50-80. 000 che costituiscono un successo (pari a incassi di oltre cento
milioni). La RCA italiana sovvenziona la pubblicità, i manifesti, le conferenze stampa e altre spese spicciole.
Tuttavia, Zard non abbandona la politica provocatoria verso le masse giovanili: "i contestatori vadano a sentire i concerti politici, ai miei concerti voglio solo il pubblico che paga". Il prezzo è fissato in 2. 000 e 3. 000 lire: l'anno prima, per una tournée di Lou Reed sovvenzionata meno lautamente dalla RCA, Zard aveva fissato il prezzo a 1. 200 (annuncio ufficiale su "Ciao 2001", 4-5-74, pag. 3). Adesso (sempre su "Ciao 2001", 26-1-75, pag. 22) dichiara: l'anno scorso abbiamo fatto pagare anche 3. 000 o 3. 500 lire: quest'anno scendiamo a 2. 000, nonostante il carovita generale, gli aumenti della manodopera, dei viaggi aerei, ecc. Porteremo anche a Febbraio Mahavishnu Orchestra, a Marzo Weather -Report, e poi Jethro Thull, Deep Purple, Jefferson". Facendo credere che abbassano i prezzi, Zard e il giornale fanno accorrere masse enormi di giovani ai loro concerti.