29 aprile 2015
16 aprile 2015
In difesa dei Rom
I rom sono antipatici a (quasi) tutti: ed è indubbio che una parte
di essi vive nella illegalità, commette reati e induce i propri
figli all’accattonaggio. Per molti italiani i rom costituiscono il
primo motivo di allarme sociale. Tutto ciò può giustificare
l’aggressiva mobilitazione anti-zingari oggi in corso nel nostro
paese? Una sorta di pogrom culturale ai loro danni? Una minoranza di
circa 180mila persone per metà cittadini italiani e per il 60%
residenti in abitazioni rischia di rappresentare il capro
espiatorio delle ansie collettive, delle frustrazioni sociali
e dell’inquietudine per la propria sicurezza. Oggi i rom, quelli buoni
e quelli cattivi, sono tragicamente soli: nessuno sta dalla loro
parte e nessuno sembra ricordare che i diritti sono indivisibili.
E che negare ai rom le garanzie e le risorse della cittadinanza vuol
dire accettare che quelle stesse garanzie e quelle stesse risorse
possano venire limitate e compresse nei confronti di noi tutti.
Consentire che i rom diventino l’oggetto dell’ostilità sociale e il
bersaglio di un vero e proprio meccanismo di degradazione morale
significa contribuire a far sì che la nostra società sia sempre più
cattiva e ingiusta. Assistere in silenzio a questa
mobilitazione dell’odio equivale alla resa verso chi vuole
criminalizzare tutta una minoranza per poterla mettere al bando.
Luigi Manconi , Alessandro Bergonzoni, Anna Foa, Gad Lerner, Ermanno Olmi, Moni Ovadia, Santino Spinelli
.... e conteoliver
Luigi Manconi , Alessandro Bergonzoni, Anna Foa, Gad Lerner, Ermanno Olmi, Moni Ovadia, Santino Spinelli
.... e conteoliver
15 febbraio 2015
Un'intervista a Rossana Rossanda
vale sempre la pena di essere letta, anche se come in questo caso premessa e domande dell'intervistatore non sono dello stesso livello.
http://www.sinistrainrete.info/politica/4684-rossana-rossanda-qe-stata-la-bellezza-del-mondo-a-salvarmi-dal-fallimento-politicoq.html
http://www.sinistrainrete.info/politica/4684-rossana-rossanda-qe-stata-la-bellezza-del-mondo-a-salvarmi-dal-fallimento-politicoq.html
10 febbraio 2015
il giorno del ricordo
Oggi è il giorno del ricordo, istituito dal governo Berlusconi nel 2004.
E allora ricordiamo.
“Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava…non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell’Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani”.
Benito Mussolini, 1920
A Pola xe l’Arena / la Foiba xe a Pisin : / che i buta zo in quel fondo / chi ga certo morbin . (A Pola c’è l’Arena, / a Pisino c’è la Foiba : / in quell’abisso vien gettato / chi ha certi pruriti).
Fioi mii,chi che ofende pisin, la paghera':in fondo alla foiba finir el dovara’.
Canzone squadrista degli anni '20.
E allora ricordiamo.
“Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava…non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell’Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani”.
Benito Mussolini, 1920
A Pola xe l’Arena / la Foiba xe a Pisin : / che i buta zo in quel fondo / chi ga certo morbin . (A Pola c’è l’Arena, / a Pisino c’è la Foiba : / in quell’abisso vien gettato / chi ha certi pruriti).
Fioi mii,chi che ofende pisin, la paghera':in fondo alla foiba finir el dovara’.
Canzone squadrista degli anni '20.
12 dicembre 2014
28 ottobre 2014
Trieste, tra fascismi e foibe
Nel sessantesimo anniversario del ritorno di Trieste all'Italia, un sintetico e condivisibile articolo senza il mefitico revisionismo che va tanto di moda di questi tempi.
09 ottobre 2014
Bressanini - pane e bugie - Le bugie nel carrello
Partiamo per una volta dalla conclusione. Se cercate informazioni serie e non banali su quali prodotti o ingredienti facciano bene o male alla salute, questi libri non fanno per voi.
Se invece cercate una giustificazione pseudoscientifica per mangiare di tutto senza preoccuparsi troppo oppure se avete una chiara antipatia per coop, naturasì, greenpeace, slow food e Carlo Petrini, movimenti ecologisti in genere, prodotti biologici e Alfonso Pecoraro Scanio, questi libri probabilmente vi piaceranno molto.
Mi sono procurato questi libri spinto dalla grande popolarità di Dario Bressanini, praticamente un comandante Schettino al contrario.
Sono scritti alla maniera di un articolo da rivista scientifica, con le (molte) note numerate e riportate a fine capitolo.
Ogni paragrafo inizia con una prolissa trattazione di metodo, ad esempio argomentando che gli esperimenti su tossicità o effetto cancerogeno sono effettuati sui ratti e potrebbero non essere indicativi sugli effetti sull'uomo (in realtà nel corso del libro gli esperimenti saranno alternativamente indicativi oppure no a seconda della tesi che Bressanini vorrà sostenere) oppure una lunga trattazione su come funziona la produzione di un articolo scientifico, l'esperimento che gli sta alla base, la pubblicazione, la peer review o il prestigio.
A fine paragrafo arriva, imprevista, una sentenza lapidaria.
Per chi come me ha frequentato il corso di Economia applicata all'ingegneria del compianto Ilio Adorisio, in cui le nozioni di microeconomia classica erano integrate da letture di epistemologia da Popper a Kuhn fino a Rorty, la sacralità che Bressanini assegna alla scienza appare un po' ottocentesca.
Oltre 100 pagine sono dedicate agli OGM, con tutta una serie di citazioni di "prestigiosi" articoli da seguire, altri da ridicolizzare, addirittura un capitolo dedicato alla disamina di atti processuali americani, una ardita comparazione con l'irradiamento del grano che secondo l'autore meriterebbe la stessa opposizione che si dà agli OGM, tutto per arrivare alla conclusione che non si può dire oggi se gli OGM fanno male.
Anzi no, la vera conclusione è la seguente postilla:
l'autore del presente libro dichiara di non avere conflitti di interesse, di non possedere azioni Monsanto, di non ricevere donazioni o finanziamenti da istituzioni pubbliche o aziende private per parlare e scrivere di OGM, e di non avere in generale nulla da guadagnare, o da perdere, dalla coltivazione e dal commercio di organismi transgenici.
Se è stato ritenuto opportuno inserirla, si vede che la sua trattazione poteva apparire sospetta non solo ai malpensanti come me.
Si passa poi all'agricoltura biologica. Si può saltare direttamente alle conclusioni: dal punto di vista nutritivo non c'è differenza con quella con uso di pesticidi. Dal punto di vista della biodiversità quella biologica è più rispettosa dell'ambiente a parità di superficie coltivata, ma poiché spesso la resa del biologico è minore, la situazione è pari. Per confondere le idee si parla dell'Africa, dove in presenza di malnutrizione e terreni aridi, promuovere il biologico per l'autore sarebbe uno schiaffo alla povertà.
Passiamo al km.0. L'autore deve ammettere che in qualche caso i prodotti locali permettono di risparmiare energia, ma non sempre. E comincia a citare situazioni limite, prodotti fuori stagionalità, paesi artici. Fino ai paradossi di considerare la benzina che il consumatore fa per raggiungere il punto vendita, il forno per cuocere e la luce accesa mentre si mangia.
In generale Bressanini, contesta i vocaboli "naturale" e "chimico" utilizzati nel mercato agroalimentare in quanto, sostiene, tutto è naturale e chimico.
Infine parla di alcuni cibi. La banana che si estinguerà entro 20 anni se non si passa al biologico. Il pesto che contiene una sostanza cancerogena (per i topi) presa dal basilico. Il glutammato che è una sostanza contenuta in natura in vari elementi, responsabile del sapore umami, che non merita secondo l'autore la guerra che gli si fa. Lo zucchero bianco che non è diverso da quello di canna. E il latte, che se non pastorizzato può causare gravi infezioni batteriche. Cosa hanno in comune questi casi? Sono funzionali a sbugiardare ecologisti, blogger o sostenitori del biologico, che in questi casi hanno preso posizione nettamente e, secondo l'autore, in maniera incoerente.
Una nota a parte meritano i titoli accademici di Bressanini, che nei due volumi si definisce alternativamente "scenziato" o "chimico". La quarta di copertina lo presenta come "Ricercatore all'università dell'Insubria": ciò crea un momento di umorismo involontario quando scrive che i mass media prendono per oro colato "uno studio dell'università pincopallo"(sic!)
Come lettore avrei preferito ad esempio sapere perché, e se è sano, che negli insaccati ci siano E300 acido ascorbico, E252 (nitrato di potassio), E250 (nitrito di sodio), lattosio e saccarosio.
Con Bugie nel carrello Bressanini aggiusta un po' il tiro. Devono avergli fatto sapere che persone attente all'alimentazione sono suoi possibili lettori e non detestano Greenpeace o Slow Food e quindi più saggiamente punta il mirino verso il marketing e il business alimentari.
E quindi fornisce anche qualche informazione utile.
La suddivisione in argomenti discende dalla seconda parte di Pane e bugie: un capitolo, un prodotto.
Se non volete investire i 12 euro circa, vi faccio da spoiler. Da qui in poi è un mio libero sunto delle opinioni di Bressanini.
Il kamut non è un tipo di frumento ma un marchio registrato di una società americana. Non è più nutriente di altri cereali, non discende dai faraoni, non è adatto ai celiaci, è biologico ed è molto caro: l'unica peculiarità sarebbe il gusto.
Le patate arricchite al selenio sono utili in luoghi dove gli alimenti sono poveri di selenio, come la cina del nord . In Italia gli alimenti sono sufficientemente ricchi di selenio e quindi la patata al selenio è un frutto del marketing.
La mortadella deve contenere conservanti, anche quella che il marketing chiama naturale, per evitare il rischio del botulino. I nitriti possono avere un effetto cancerogeno, ma se il consumo è basso è basso anche il rischio. Il prosciutto crudo invece è conservato solo con il sale.
Il pomodoro di Pachino è originario di Israele e coltivato in Sicilia solo dalla fine degli anni '70.
Il vino biodinamico equivale a un vino biologico (qui Bressanini ci infligge 20 pagine di citazioni steineriane con successiva ridicolizzazione).
La mozzarella di bufala può contenere latte vaccino (anche secondo il disciplinare d.o.p.).
I coloranti (classificazione da E100 a E199) si trovano in molti prodotti, alcune volte impropriamente: finalmente Bressanini è contro qualcosa di industriale.
Il tonno contiene mercurio.
Bere latte da adulti non è sconsigliato, se non siete intolleranti.
Le uova di galline allevate in gabbia (tipo 3) non hanno differenza nutritiva con quelle allevate a terra (tipo 1 e 0). Qui per un tipico paradosso Bressaniniano per cui se nulla è dimostrabile, tutto è possibile, ipotizza che le uova di galline allevate a terra potrebbero essere anche più dannose di quelle allevate in gabbia se il terreno fosse inquinato da diossina.
Il prezzo del vino influenza (secondo molti test effettuati alla cieca) la percezione del gusto.
E il capitolo migliore, sul burro: informazioni storiche, nutritive e industriali. Il burro centrifugato, come quelli prodotti all'estero è migliore di quelli per affioramento tipici delle produzioni italiane.
Il libro si chiude con due ritorni all'antico: un elogio del biologo Strampelli, inventore del grano Senatore Cappelli e padre spirituale (secondo Bressanini) dei ricercatori OGM e un cenno alle carni derivate dalla clonazione di animali: per ora i risultati sono insoddisfacenti, ma state tranquilli, dice Bressanini: non fanno male.
UPDATE: ho scoperto che esiste una specie di collana della serie XXX e bugie. Così esiste, con la stessa grafica, "Salute e bugie", filiazione di questo blog, che fa giustizia di omeopatia, metodi stamina e Di Bella, teorie anti-vaccini e scoop iene-style.
Se invece cercate una giustificazione pseudoscientifica per mangiare di tutto senza preoccuparsi troppo oppure se avete una chiara antipatia per coop, naturasì, greenpeace, slow food e Carlo Petrini, movimenti ecologisti in genere, prodotti biologici e Alfonso Pecoraro Scanio, questi libri probabilmente vi piaceranno molto.
Mi sono procurato questi libri spinto dalla grande popolarità di Dario Bressanini, praticamente un comandante Schettino al contrario.
Sono scritti alla maniera di un articolo da rivista scientifica, con le (molte) note numerate e riportate a fine capitolo.
Ogni paragrafo inizia con una prolissa trattazione di metodo, ad esempio argomentando che gli esperimenti su tossicità o effetto cancerogeno sono effettuati sui ratti e potrebbero non essere indicativi sugli effetti sull'uomo (in realtà nel corso del libro gli esperimenti saranno alternativamente indicativi oppure no a seconda della tesi che Bressanini vorrà sostenere) oppure una lunga trattazione su come funziona la produzione di un articolo scientifico, l'esperimento che gli sta alla base, la pubblicazione, la peer review o il prestigio.
A fine paragrafo arriva, imprevista, una sentenza lapidaria.
Per chi come me ha frequentato il corso di Economia applicata all'ingegneria del compianto Ilio Adorisio, in cui le nozioni di microeconomia classica erano integrate da letture di epistemologia da Popper a Kuhn fino a Rorty, la sacralità che Bressanini assegna alla scienza appare un po' ottocentesca.
Oltre 100 pagine sono dedicate agli OGM, con tutta una serie di citazioni di "prestigiosi" articoli da seguire, altri da ridicolizzare, addirittura un capitolo dedicato alla disamina di atti processuali americani, una ardita comparazione con l'irradiamento del grano che secondo l'autore meriterebbe la stessa opposizione che si dà agli OGM, tutto per arrivare alla conclusione che non si può dire oggi se gli OGM fanno male.
Anzi no, la vera conclusione è la seguente postilla:
l'autore del presente libro dichiara di non avere conflitti di interesse, di non possedere azioni Monsanto, di non ricevere donazioni o finanziamenti da istituzioni pubbliche o aziende private per parlare e scrivere di OGM, e di non avere in generale nulla da guadagnare, o da perdere, dalla coltivazione e dal commercio di organismi transgenici.
Se è stato ritenuto opportuno inserirla, si vede che la sua trattazione poteva apparire sospetta non solo ai malpensanti come me.
Si passa poi all'agricoltura biologica. Si può saltare direttamente alle conclusioni: dal punto di vista nutritivo non c'è differenza con quella con uso di pesticidi. Dal punto di vista della biodiversità quella biologica è più rispettosa dell'ambiente a parità di superficie coltivata, ma poiché spesso la resa del biologico è minore, la situazione è pari. Per confondere le idee si parla dell'Africa, dove in presenza di malnutrizione e terreni aridi, promuovere il biologico per l'autore sarebbe uno schiaffo alla povertà.
Passiamo al km.0. L'autore deve ammettere che in qualche caso i prodotti locali permettono di risparmiare energia, ma non sempre. E comincia a citare situazioni limite, prodotti fuori stagionalità, paesi artici. Fino ai paradossi di considerare la benzina che il consumatore fa per raggiungere il punto vendita, il forno per cuocere e la luce accesa mentre si mangia.
In generale Bressanini, contesta i vocaboli "naturale" e "chimico" utilizzati nel mercato agroalimentare in quanto, sostiene, tutto è naturale e chimico.
Infine parla di alcuni cibi. La banana che si estinguerà entro 20 anni se non si passa al biologico. Il pesto che contiene una sostanza cancerogena (per i topi) presa dal basilico. Il glutammato che è una sostanza contenuta in natura in vari elementi, responsabile del sapore umami, che non merita secondo l'autore la guerra che gli si fa. Lo zucchero bianco che non è diverso da quello di canna. E il latte, che se non pastorizzato può causare gravi infezioni batteriche. Cosa hanno in comune questi casi? Sono funzionali a sbugiardare ecologisti, blogger o sostenitori del biologico, che in questi casi hanno preso posizione nettamente e, secondo l'autore, in maniera incoerente.
Una nota a parte meritano i titoli accademici di Bressanini, che nei due volumi si definisce alternativamente "scenziato" o "chimico". La quarta di copertina lo presenta come "Ricercatore all'università dell'Insubria": ciò crea un momento di umorismo involontario quando scrive che i mass media prendono per oro colato "uno studio dell'università pincopallo"(sic!)
Come lettore avrei preferito ad esempio sapere perché, e se è sano, che negli insaccati ci siano E300 acido ascorbico, E252 (nitrato di potassio), E250 (nitrito di sodio), lattosio e saccarosio.
Con Bugie nel carrello Bressanini aggiusta un po' il tiro. Devono avergli fatto sapere che persone attente all'alimentazione sono suoi possibili lettori e non detestano Greenpeace o Slow Food e quindi più saggiamente punta il mirino verso il marketing e il business alimentari.
E quindi fornisce anche qualche informazione utile.
La suddivisione in argomenti discende dalla seconda parte di Pane e bugie: un capitolo, un prodotto.
Se non volete investire i 12 euro circa, vi faccio da spoiler. Da qui in poi è un mio libero sunto delle opinioni di Bressanini.
Il kamut non è un tipo di frumento ma un marchio registrato di una società americana. Non è più nutriente di altri cereali, non discende dai faraoni, non è adatto ai celiaci, è biologico ed è molto caro: l'unica peculiarità sarebbe il gusto.
Le patate arricchite al selenio sono utili in luoghi dove gli alimenti sono poveri di selenio, come la cina del nord . In Italia gli alimenti sono sufficientemente ricchi di selenio e quindi la patata al selenio è un frutto del marketing.
La mortadella deve contenere conservanti, anche quella che il marketing chiama naturale, per evitare il rischio del botulino. I nitriti possono avere un effetto cancerogeno, ma se il consumo è basso è basso anche il rischio. Il prosciutto crudo invece è conservato solo con il sale.
Il pomodoro di Pachino è originario di Israele e coltivato in Sicilia solo dalla fine degli anni '70.
Il vino biodinamico equivale a un vino biologico (qui Bressanini ci infligge 20 pagine di citazioni steineriane con successiva ridicolizzazione).
La mozzarella di bufala può contenere latte vaccino (anche secondo il disciplinare d.o.p.).
I coloranti (classificazione da E100 a E199) si trovano in molti prodotti, alcune volte impropriamente: finalmente Bressanini è contro qualcosa di industriale.
Il tonno contiene mercurio.
Bere latte da adulti non è sconsigliato, se non siete intolleranti.
Le uova di galline allevate in gabbia (tipo 3) non hanno differenza nutritiva con quelle allevate a terra (tipo 1 e 0). Qui per un tipico paradosso Bressaniniano per cui se nulla è dimostrabile, tutto è possibile, ipotizza che le uova di galline allevate a terra potrebbero essere anche più dannose di quelle allevate in gabbia se il terreno fosse inquinato da diossina.
Il prezzo del vino influenza (secondo molti test effettuati alla cieca) la percezione del gusto.
E il capitolo migliore, sul burro: informazioni storiche, nutritive e industriali. Il burro centrifugato, come quelli prodotti all'estero è migliore di quelli per affioramento tipici delle produzioni italiane.
Il libro si chiude con due ritorni all'antico: un elogio del biologo Strampelli, inventore del grano Senatore Cappelli e padre spirituale (secondo Bressanini) dei ricercatori OGM e un cenno alle carni derivate dalla clonazione di animali: per ora i risultati sono insoddisfacenti, ma state tranquilli, dice Bressanini: non fanno male.
UPDATE: ho scoperto che esiste una specie di collana della serie XXX e bugie. Così esiste, con la stessa grafica, "Salute e bugie", filiazione di questo blog, che fa giustizia di omeopatia, metodi stamina e Di Bella, teorie anti-vaccini e scoop iene-style.
03 ottobre 2014
piccolo glossario delle frasi fatte da riunione
Chi frequenta riunioni aziendali o sindacali o politiche sa bene che le espressioni sterotipate si diffondono in maniera virale, hanno un periodo in cui sono usate in maniera frequente e copiosa e poi finiscono, fortunatamente, nel dimenticatoio.
A fine 2014 dalle mie parti vanno di moda le seguenti:
contezza : "dare contezza" è un modo particolarmente astruso per "spiegare".
rappresentare: modo astruso per "dire"
non mi appassiona: modo gentile per dire "non me ne frega niente" ma anche operativamente "propongo che non si parli più di questa questione"
lascia(te)mi dire: subdola espressione finto-ossequiosa, in realtà sottintende che chi parla dirà qualcosa in maniera imprecisa o inesatta o incompleta, ma chi ascolta è tenuto a capirla bene (varianti: "la dico male", "la dico così'", "la dico porchettata").
A fine 2014 dalle mie parti vanno di moda le seguenti:
contezza : "dare contezza" è un modo particolarmente astruso per "spiegare".
rappresentare: modo astruso per "dire"
non mi appassiona: modo gentile per dire "non me ne frega niente" ma anche operativamente "propongo che non si parli più di questa questione"
lascia(te)mi dire: subdola espressione finto-ossequiosa, in realtà sottintende che chi parla dirà qualcosa in maniera imprecisa o inesatta o incompleta, ma chi ascolta è tenuto a capirla bene (varianti: "la dico male", "la dico così'", "la dico porchettata").
26 settembre 2014
Renzi e il centralismo democratico
C'è un mio amico, militante del Pci, Pds, Ds, Pd senza soluzione di continuità, che ha continuato ad applicare il centralismo democratico senza che nessuno glielo chiedesse.
E' sempre stato allineato al segretario in carica. Per questo cito questo suo scritto di ieri. Per riportare l'opinione di uno che ci crede davvero, non di un opportunista prezzolato.
E per conservarlo e farglielo vedere quando Renzi sarà caduto e comincerà il tiro al piccione.
mi chiedevi del perché dell'attacco furibondo di De Bortoli nell'editoriale di ieri sul Corsera. E ti ho risposto, sibillino, Renzi vuole sconfiggere le caste e le corporazioni di questo paese che da 40 anni lo tengono in ostaggio. Ha iniziato con la riforma costituzionale del senato e del sistema elettorale, ha continuato mettendo un limite agli stipendi dei dirigenti pubblici, ha tolto 150 milioni dal bilancio di quella vergogna chiamata RAI, ha sfanculato in diretta quella merda "umana" di Beppe Grillo, ha abbassato le tasse ad 11 milioni di lavoratori dipendenti del 5 % annuo, prima volta in tutta la storia di europa del dopoguerra, assumerà 150.000 precari nel mondo della scuola, salvato il Comune di Roma dalla bancarotta, e sta trattando e combattendo in Europa per rivedere l'applicabilità del limite del 3 % nel rapporto deficit/pil. Però, però sta affondando il suo coltello anche verso quei e veri e propri parassiti dei capitalisti italiani che dalla metà degli anni 60, ovvero da 50 anni a questa parte, hanno smesso di investire sul loro paese ciucciando vergognosamente la tetta del bilancio statale. Da qui l'attacco frontale della gazzetta ufficiale di Confindustria.
E' sempre stato allineato al segretario in carica. Per questo cito questo suo scritto di ieri. Per riportare l'opinione di uno che ci crede davvero, non di un opportunista prezzolato.
E per conservarlo e farglielo vedere quando Renzi sarà caduto e comincerà il tiro al piccione.
mi chiedevi del perché dell'attacco furibondo di De Bortoli nell'editoriale di ieri sul Corsera. E ti ho risposto, sibillino, Renzi vuole sconfiggere le caste e le corporazioni di questo paese che da 40 anni lo tengono in ostaggio. Ha iniziato con la riforma costituzionale del senato e del sistema elettorale, ha continuato mettendo un limite agli stipendi dei dirigenti pubblici, ha tolto 150 milioni dal bilancio di quella vergogna chiamata RAI, ha sfanculato in diretta quella merda "umana" di Beppe Grillo, ha abbassato le tasse ad 11 milioni di lavoratori dipendenti del 5 % annuo, prima volta in tutta la storia di europa del dopoguerra, assumerà 150.000 precari nel mondo della scuola, salvato il Comune di Roma dalla bancarotta, e sta trattando e combattendo in Europa per rivedere l'applicabilità del limite del 3 % nel rapporto deficit/pil. Però, però sta affondando il suo coltello anche verso quei e veri e propri parassiti dei capitalisti italiani che dalla metà degli anni 60, ovvero da 50 anni a questa parte, hanno smesso di investire sul loro paese ciucciando vergognosamente la tetta del bilancio statale. Da qui l'attacco frontale della gazzetta ufficiale di Confindustria.
20 settembre 2014
pietro ichino
Esiziale e inevitabile come le bombe d'acqua, a ogni attacco ai diritti dei lavoratori rispunta Pietro Ichino.
Siccome non sono tenace quanto lui, propongo questo scritto di Arnolfo Spezzachini (tratto dalla lista Rekombinant) che ho conosciuto grazie all'imprescindibile Mario Paravano.
Ho letto qualcosa di Pietro Ichino dopo aver sentito discutere delle sue opere in tv in questi giorni e soprattutto a proposito del suo libro 'I nullafacenti'. Allora ho pensato... Questo qui ne capisce di lavoro... lavora, avrà lavorato?! Insomma, sono andato a vedere il suo curriculum.
L'Ichino mi nasce a Milano nel 1949, fin da giovanissimo si appassiona al mondo del lavoro (non al lavoro ma al mondo del lavoro) ed alla tenera età di vent'anni (nel 1969) diviene dirigente sindacale della CGIL-FIOM, incarico che ricoprirà fino al 1972.Assolve gli obblighi di leva come marconista trasmettitore (come me, sigh, anch'io cantavo la canzoncina 'onda su onda noi siam trasmission, gente che non fa niente che non c'ha voglia di lavorar, gente specializzata a stare in branda a riposar') ed è quindi pronto a rientrare nel mondo del lavoro, ritorna infatti tra i ranghi della CGIL dove resterà sino al 1979.
Nel 1979 Ichino ha ormai trent'anni, posso immaginare la moglie che gli dice "Pie' ormai c'hai trent'anni, se non vuoi trovare un lavoro almeno trova uno stipendio ed una pensione". Detto fatto l'Ichino viene eletto alla Camera dei deputati, e va pure in Commissione Lavoro.
Però non è ancora contento, ha lo stipendio, si è assicurato una ricchissima 'pensione', che comincerà a percepire nell'aprile del 2009 dopo aver 'lavorato' ben 4 anni alla Camera (dal 1979 al 1983), ma sente che gli manca qualcosa. E qualcosa arriva, nel 1981 (non vi sfugga che nello stesso momento era parlamentare) viene assunto come ricercatore all'Università di Milano. Nel 1986 diviene docente di Diritto del lavoro dopo concorso.
Quasi dimenticavo la cosiddetta Legge Mosca, leggina allucinante (poco) nota per aver contribuito a creare una piccola voragine nei conti pubblici italiani, tale legge era nata come legge numero 252 del 1974 e consentiva a chi avesse collaborato con partiti e sindacati di vedersi regolarizzata la propria posizione contributiva scaricando i costi sulla fiscalità complessiva e dietro una piccola certificazione presentata dal partito o dal sindacato. In buona sostanza con questa legge vennero "regolarizzate" le posizioni di migliaia di persone che risultarono essere state impegnate come dirigenti sindacali sin dalle scuole medie, questa orda assetata di soldi è costata alle casse dello stato una cosuccia come 25mila miliardi di lire distribuiti tra oltre 40.000 persone, si badi bene non tra 40.000 lavoratori ma tra 40.000 oscuri funzionari di partito e nobilissimi rappresentanti dei lavoratori.
Comprendo bene la vostra obiezione, la Legge è del 1974 l'Ichino è stato sindacalista fino al 1979, se ne ha goduto è solo per una parte della sua carriera ed in fondo la legge c'era, lui che poteva fare. Errore, la legge era del 1974 ma è stata prorogata più volte; particolarmente interessante per meglio illuminare il personaggio Ichinesco è l'ultima proroga, avvenuta nel 1979; abbiamo detto come il nostro sia stato deputato nella VIII legislatura, durata dal 20 giugno 1979 all'11 luglio 1983, ma l'Ichino non è arrivato alla Camera il 20 giugno 1979 ma il 12 luglio in sostituzione di un collega ed il suo primo atto, da vero alfiere dei veri lavoratori, è stato quello di correre ad aggiungere la sua preziosa firma alla proposta di legge numero 291 presentata il 10 luglio 1979 ed avente a titolo "Riapertura di termini in materia di posizione previdenziale di talune categorie di lavoratori dipendenti pubblici e privati", così facendo il deputato Ichino si affrettava ad aggiungere la sua firma sotto un progetto di legge che favoriva spudoratamente i sindacalisti come Ichino, contribuendo a causare una voragine nei conti pubblici che il professor Ichino propone oggi di sanare per il mezzo di rigore, sacrifici e duro lavoro (degli altri).
In buona sostanza io, che ho 39 anni, sono impiegato pubblico e, tra mille difficoltà, lavoro da quando avevo 21 anni non so come e quando andrò in pensione mentre il castigatore dei nullafacenti si trova ad avere già diritto a due pensioni ottime (quella di docente universitario e quella di deputato che SONO CUMULABILI) più un altro paio potenziali, quella di giornalista e quella di sindacalista. Insomma Ichino, ho capito che dovrò lavorare fino a 250 anni di età per pagare LE SUE pensioni, ma almeno non potrebbe evitare di prendermi pure in giro?
Siccome non sono tenace quanto lui, propongo questo scritto di Arnolfo Spezzachini (tratto dalla lista Rekombinant) che ho conosciuto grazie all'imprescindibile Mario Paravano.
Ho letto qualcosa di Pietro Ichino dopo aver sentito discutere delle sue opere in tv in questi giorni e soprattutto a proposito del suo libro 'I nullafacenti'. Allora ho pensato... Questo qui ne capisce di lavoro... lavora, avrà lavorato?! Insomma, sono andato a vedere il suo curriculum.
L'Ichino mi nasce a Milano nel 1949, fin da giovanissimo si appassiona al mondo del lavoro (non al lavoro ma al mondo del lavoro) ed alla tenera età di vent'anni (nel 1969) diviene dirigente sindacale della CGIL-FIOM, incarico che ricoprirà fino al 1972.Assolve gli obblighi di leva come marconista trasmettitore (come me, sigh, anch'io cantavo la canzoncina 'onda su onda noi siam trasmission, gente che non fa niente che non c'ha voglia di lavorar, gente specializzata a stare in branda a riposar') ed è quindi pronto a rientrare nel mondo del lavoro, ritorna infatti tra i ranghi della CGIL dove resterà sino al 1979.
Nel 1979 Ichino ha ormai trent'anni, posso immaginare la moglie che gli dice "Pie' ormai c'hai trent'anni, se non vuoi trovare un lavoro almeno trova uno stipendio ed una pensione". Detto fatto l'Ichino viene eletto alla Camera dei deputati, e va pure in Commissione Lavoro.
Però non è ancora contento, ha lo stipendio, si è assicurato una ricchissima 'pensione', che comincerà a percepire nell'aprile del 2009 dopo aver 'lavorato' ben 4 anni alla Camera (dal 1979 al 1983), ma sente che gli manca qualcosa. E qualcosa arriva, nel 1981 (non vi sfugga che nello stesso momento era parlamentare) viene assunto come ricercatore all'Università di Milano. Nel 1986 diviene docente di Diritto del lavoro dopo concorso.
Quasi dimenticavo la cosiddetta Legge Mosca, leggina allucinante (poco) nota per aver contribuito a creare una piccola voragine nei conti pubblici italiani, tale legge era nata come legge numero 252 del 1974 e consentiva a chi avesse collaborato con partiti e sindacati di vedersi regolarizzata la propria posizione contributiva scaricando i costi sulla fiscalità complessiva e dietro una piccola certificazione presentata dal partito o dal sindacato. In buona sostanza con questa legge vennero "regolarizzate" le posizioni di migliaia di persone che risultarono essere state impegnate come dirigenti sindacali sin dalle scuole medie, questa orda assetata di soldi è costata alle casse dello stato una cosuccia come 25mila miliardi di lire distribuiti tra oltre 40.000 persone, si badi bene non tra 40.000 lavoratori ma tra 40.000 oscuri funzionari di partito e nobilissimi rappresentanti dei lavoratori.
Comprendo bene la vostra obiezione, la Legge è del 1974 l'Ichino è stato sindacalista fino al 1979, se ne ha goduto è solo per una parte della sua carriera ed in fondo la legge c'era, lui che poteva fare. Errore, la legge era del 1974 ma è stata prorogata più volte; particolarmente interessante per meglio illuminare il personaggio Ichinesco è l'ultima proroga, avvenuta nel 1979; abbiamo detto come il nostro sia stato deputato nella VIII legislatura, durata dal 20 giugno 1979 all'11 luglio 1983, ma l'Ichino non è arrivato alla Camera il 20 giugno 1979 ma il 12 luglio in sostituzione di un collega ed il suo primo atto, da vero alfiere dei veri lavoratori, è stato quello di correre ad aggiungere la sua preziosa firma alla proposta di legge numero 291 presentata il 10 luglio 1979 ed avente a titolo "Riapertura di termini in materia di posizione previdenziale di talune categorie di lavoratori dipendenti pubblici e privati", così facendo il deputato Ichino si affrettava ad aggiungere la sua firma sotto un progetto di legge che favoriva spudoratamente i sindacalisti come Ichino, contribuendo a causare una voragine nei conti pubblici che il professor Ichino propone oggi di sanare per il mezzo di rigore, sacrifici e duro lavoro (degli altri).
In buona sostanza io, che ho 39 anni, sono impiegato pubblico e, tra mille difficoltà, lavoro da quando avevo 21 anni non so come e quando andrò in pensione mentre il castigatore dei nullafacenti si trova ad avere già diritto a due pensioni ottime (quella di docente universitario e quella di deputato che SONO CUMULABILI) più un altro paio potenziali, quella di giornalista e quella di sindacalista. Insomma Ichino, ho capito che dovrò lavorare fino a 250 anni di età per pagare LE SUE pensioni, ma almeno non potrebbe evitare di prendermi pure in giro?
12 settembre 2014
inventore della valigia trolley cercasi
Leggo che l'inventore delle finestre pop-up, uno sviluppatore di tripod,
ha chiesto scusa al mondo per l'uso improprio e dannoso che é stato
fatto della sua invenzione.
Dopo un complicato attraversamento della stazione termini, penso che sarebbe opportuno che facesse altrettanto l'inventore delle valigie con le rotelle.
L'umanità potrebbe ritenersi indennizzata se fosse vero quello che ci ha mostrato Sorrentino in This must be the place: invece era solo fiction, e Robert Plath in realtà è un vero miliardario che si è divertito a fare il fallito nel film di Sorrentino.
Dopo un complicato attraversamento della stazione termini, penso che sarebbe opportuno che facesse altrettanto l'inventore delle valigie con le rotelle.
L'umanità potrebbe ritenersi indennizzata se fosse vero quello che ci ha mostrato Sorrentino in This must be the place: invece era solo fiction, e Robert Plath in realtà è un vero miliardario che si è divertito a fare il fallito nel film di Sorrentino.
04 settembre 2014
amlo
Continuando la serie di siti e blog di gente che ci piace, segnalo Amleto da Silva, detto Amlo
Il suo stile napoletan-salernitano, nonché rude ed esplicito, necessita per essere apprezzato appieno che il lettore aderisca molto alle sue tesi.
Ciò nel mio caso non accade sempre, però in quei casi mi trovo ad ammirarne la cattiveria e la lucidità.
Un paio di esempi:
Su Cuba e Yoani Sanchez
http://www.amlo.it/?p=2211
Sul boom degli chef in televisione(almeno la prima parte)
http://www.amlo.it/?p=4454
Su una diramazione di repubblica, in maniera un po' più soft, scrive ad esempio di musica politically incorrect o di Bill Bryson.
30 luglio 2014
Da Giap
Giap è il blog-community del collettivo Wu Ming.
E' una miniera inesauribile di spunti e buone idee.
Ad esempio (in un solo post):
“Certo il riso espresse in origine la gioia dinanzi a una preda o a un cibo che parevano assicurati. Ogni caduta che suscita il riso fa ricordare la condizione indifesa del caduto: volendo lo si potrebbe trattare come una preda. Si ride invece di divorare. Il cibo sfuggito è ciò che suscita il riso: è la subitanea sensazione di superiorità, come già disse Hobbes. Egli non aggiunse però che tale sensazione si trasforma in riso solo se quella superiorità non ha conseguenze. Gli animali non si rifiutano alcun cibo che possono raggiungere, se ne hanno voglia. Solo l’uomo ha imparato a sostituire con un atto simbolico l’effettivo processo di incorporazione. Sembra che i movimenti del diaframma caratteristici del riso sostituiscano gli interni movimenti di deglutizione del corpo. Tra gli animali, soltanto la iena emette un suono che assomiglia molto al nostro riso. Lo si può provocare ponendo qualcosa da mangiare dinanzi a una iena e poi sottraendoglielo prima che abbia avuto il tempo di impadronirsene. Il nutrimento della iena consiste di carogne: ci si può immaginare quanto spesso le venga sottratto da altri ciò di cui avrebbe voglia.”
Elias Canetti - Massa e potere
«Il fascismo non era solo gagliardetti, camicie nere e adunate: quello era il folklore, come diceva Pasolini. Credo che chiunque stia mettendo in discussione il retroterra fascista di certe pagine di Nonciclopedia (e di Radiopadania, e di Forza Nuova, certo: ma lì razzismo e fascismo sono dichiarati e rivendicati, non camuffati da goliardia) dovrebbe armarsi di pazienza, fare un salto in biblioteca o emeroteca, e sfogliare un paio di annate (consiglio il 1921-22, o il 1924-25) della stampa fascista o filofascista (nell’area del centro-nord quasi tutta la stampa locale era filo–), per vedere come veniva costruita l’immagine dell’antifascista da additare alle squadracce. Vado a memoria, perché non ho i miei faldoni sottomano: dalla faccia di Gaetano Salvemini, così larga da attirare naturalmente gli sputi (a firma Nello Quilici), scampato per un pelo alla bastonatura assieme “ad alcuni esponenti della tribù di Levi”, alla durezza della cervice irpina di Giovanni Amendola, la cui scatola cranica sembra sfidare i bastonatori a saggiarne la resistenza. Ogni volta che una vittima viene costruita in questo modo siamo davanti al fascismo, comunque mascherato.»
Girolamo De Michele
L'effetto Dunning-Kruger
E un video di Gipi e SantaMaria Video con i commenti del gruppo di Facebook "Lasciate lo zio di Sarah alla folla" recitati da due robot professionisti e le foto degli autori dei commenti.
E' una miniera inesauribile di spunti e buone idee.
Ad esempio (in un solo post):
“Certo il riso espresse in origine la gioia dinanzi a una preda o a un cibo che parevano assicurati. Ogni caduta che suscita il riso fa ricordare la condizione indifesa del caduto: volendo lo si potrebbe trattare come una preda. Si ride invece di divorare. Il cibo sfuggito è ciò che suscita il riso: è la subitanea sensazione di superiorità, come già disse Hobbes. Egli non aggiunse però che tale sensazione si trasforma in riso solo se quella superiorità non ha conseguenze. Gli animali non si rifiutano alcun cibo che possono raggiungere, se ne hanno voglia. Solo l’uomo ha imparato a sostituire con un atto simbolico l’effettivo processo di incorporazione. Sembra che i movimenti del diaframma caratteristici del riso sostituiscano gli interni movimenti di deglutizione del corpo. Tra gli animali, soltanto la iena emette un suono che assomiglia molto al nostro riso. Lo si può provocare ponendo qualcosa da mangiare dinanzi a una iena e poi sottraendoglielo prima che abbia avuto il tempo di impadronirsene. Il nutrimento della iena consiste di carogne: ci si può immaginare quanto spesso le venga sottratto da altri ciò di cui avrebbe voglia.”
Elias Canetti - Massa e potere
«Il fascismo non era solo gagliardetti, camicie nere e adunate: quello era il folklore, come diceva Pasolini. Credo che chiunque stia mettendo in discussione il retroterra fascista di certe pagine di Nonciclopedia (e di Radiopadania, e di Forza Nuova, certo: ma lì razzismo e fascismo sono dichiarati e rivendicati, non camuffati da goliardia) dovrebbe armarsi di pazienza, fare un salto in biblioteca o emeroteca, e sfogliare un paio di annate (consiglio il 1921-22, o il 1924-25) della stampa fascista o filofascista (nell’area del centro-nord quasi tutta la stampa locale era filo–), per vedere come veniva costruita l’immagine dell’antifascista da additare alle squadracce. Vado a memoria, perché non ho i miei faldoni sottomano: dalla faccia di Gaetano Salvemini, così larga da attirare naturalmente gli sputi (a firma Nello Quilici), scampato per un pelo alla bastonatura assieme “ad alcuni esponenti della tribù di Levi”, alla durezza della cervice irpina di Giovanni Amendola, la cui scatola cranica sembra sfidare i bastonatori a saggiarne la resistenza. Ogni volta che una vittima viene costruita in questo modo siamo davanti al fascismo, comunque mascherato.»
Girolamo De Michele
L'effetto Dunning-Kruger
E un video di Gipi e SantaMaria Video con i commenti del gruppo di Facebook "Lasciate lo zio di Sarah alla folla" recitati da due robot professionisti e le foto degli autori dei commenti.
26 giugno 2014
Elezioni europee (e Renzi)
Dati alla mano, il dato più sorprendente delle elezioni europee è stato il successo del Pd e, inutile girarci intorno, quello personale di Renzi.
In tempi non sospetti avevo previsto, reiteratamente, la rapida scomparsa politica del boy scout fiorentino. Preso atto di aver fallito completamente la previsione, provo a spiegarmi i motivi di questo irresistibile amore degli elettori.
Renzi ha acquisito popolarità contro obiettivi facili, come ad esempio i vecchi leader del suo partito. Ed è evidente la sua capacità di andare incontro alle pulsioni populiste, come quando nell'ambito della riforma della pubblica amministrazione ha annunciato in anteprima misure contro gli stipendi dei manager e i permessi sindacali.
Il modo in cui ha fatto fuori Letta poi, richiama quelle doti di scaltrezza, cinismo e mancanza di scrupoli, che tanto sono apprezzate in Italia e poco altrove.
Infine saranno piaciuti la sua comunicazione e i suoi modi accattivanti, persino il suo accento fiorentino: confrontatene l'effetto rispetto all'irpino di un De Mita, il romano strascicato di un Rutelli o il bergamasco di un Bossi.
Infine, si noti che il partito di Monti ha ottenuto quasi tre milioni di voti (quasi il 10 per cento) nel 2013, quando era presidente del consiglio, per poi crollare a meno di duecentomila e sotto l'un per cento un anno dopo. Evidentemente c'è un buon 10 per cento di elettori che, influenzato dalla buona propaganda di stampa e tv, è disposto a votare per il capo del governo in carica. Casualmente è circa la quota in più che si ritrova Renzi.
In tempi non sospetti avevo previsto, reiteratamente, la rapida scomparsa politica del boy scout fiorentino. Preso atto di aver fallito completamente la previsione, provo a spiegarmi i motivi di questo irresistibile amore degli elettori.
Renzi ha acquisito popolarità contro obiettivi facili, come ad esempio i vecchi leader del suo partito. Ed è evidente la sua capacità di andare incontro alle pulsioni populiste, come quando nell'ambito della riforma della pubblica amministrazione ha annunciato in anteprima misure contro gli stipendi dei manager e i permessi sindacali.
Il modo in cui ha fatto fuori Letta poi, richiama quelle doti di scaltrezza, cinismo e mancanza di scrupoli, che tanto sono apprezzate in Italia e poco altrove.
Infine saranno piaciuti la sua comunicazione e i suoi modi accattivanti, persino il suo accento fiorentino: confrontatene l'effetto rispetto all'irpino di un De Mita, il romano strascicato di un Rutelli o il bergamasco di un Bossi.
Infine, si noti che il partito di Monti ha ottenuto quasi tre milioni di voti (quasi il 10 per cento) nel 2013, quando era presidente del consiglio, per poi crollare a meno di duecentomila e sotto l'un per cento un anno dopo. Evidentemente c'è un buon 10 per cento di elettori che, influenzato dalla buona propaganda di stampa e tv, è disposto a votare per il capo del governo in carica. Casualmente è circa la quota in più che si ritrova Renzi.
25 giugno 2014
mondiali di calcio 2014
Per puro caso scrivo questo post quando il grande samba mondiale ha perso interesse.
L'Italia, troppo scarsa per essere vera, è stata appena eliminata.
Ma l'interesse sarebbe calato anche se questa eliminazione non fosse avvenuta, per me la parte bella dei mondiali sono le prime due partite dei gironi eliminatori. Tre o quattro partite al giorno, squadre africane, asiatiche o oceaniche da tifare, e tutte le squadre corrono alla pari. In passato era ancora più bello. Nel 1986 introdussero la terza partita del girone in contemporanea, a seguito di un gigantesco imbroglio di quattro anni prima ai danni dell'Algeria.
Poi, non ricordo quando, introdussero Murdoch, Sky e le sue partite criptate. E, per finire, personalmente, introdussero l'età adulta, l'obbligo di lavorare e l'impossibilità di passare la giornata guardare tutte le partite.
Lasciando per un attimo da parte i mondiali, ho un quesito che da tempo provo a sottoporre.
Il perché, i grandi giocatori siano avversati in gioventù e poi riabilitati e amati in vecchiaia da tifosi e giornalisti.
Il passato è pieno di esempi.
Prendiamo Maradona: espulso nell'ultima partita e ritenuto inutile a Spagna 82, immenso ma disonesto a Messico 86, odiato a Italia 90, dopato a Usa 94. E detestato dal resto d'Italia durante la militanza al Napoli.
Oppure Baggio, che non ha mai convinto del tutto allenatori e tifosi, ha cambiato molte squadre, ha fatto solo un mondiale da titolare e solo in vecchiaia ha ottenuto la stima di tutti.
Totti, che ai mondiali 2002 fu espulso, agli europei 2004 fu squalificato per sputi, a una finale di coppa Italia sgambettò il giovane Balotelli ed era generalmente classificato come persona poco sveglia e intemperante, in questo finale di carriera è il veterano da apprezzare.
Di Cassano cito solo la storia dell'allontanamento dalla Sampdoria, causa lesa maestà del presidente a seguito di una lite per una serata con tifosi disertata per uscire con la fidanzata. Risultato: giornalisti scandalizzati, Sampdoria retrocessa e Cassano venduto.
Tutti questi giocatori citati si sono trovati in gioventù nella considerazione di tifosi e giornalisti in cui è oggi Balotelli. Scommetto che in vecchiaia Balotelli sarà stimato e citato come esempio di grande campione.
Cito solo una perla del Raffaello della banalità e del luogo comune, Gramellini, per l'occasione prestato al calcio.
Ma perché accade questo? La mia idea è il pubblico, statisticamente neutrale perché polarizzato per tifo di squadra o per i risultati recenti, sia influenzato dalle opinioni dei giornalisti, sportivi e non, i quali possiedono un egocentrismo da calciatore mancato che li porta a contrapporsi all'idolo di turno. Quando l'idolo, a fine carriera, è stato sostituito da altri più giovani, è considerato più degno di indulgenza..
A proposito: Balotelli ha giocato maluccio in questi mondiali, ma uscito lui era chiaro che l'Italia non avrebbe mai segnato.
L'Italia, troppo scarsa per essere vera, è stata appena eliminata.
Ma l'interesse sarebbe calato anche se questa eliminazione non fosse avvenuta, per me la parte bella dei mondiali sono le prime due partite dei gironi eliminatori. Tre o quattro partite al giorno, squadre africane, asiatiche o oceaniche da tifare, e tutte le squadre corrono alla pari. In passato era ancora più bello. Nel 1986 introdussero la terza partita del girone in contemporanea, a seguito di un gigantesco imbroglio di quattro anni prima ai danni dell'Algeria.
Poi, non ricordo quando, introdussero Murdoch, Sky e le sue partite criptate. E, per finire, personalmente, introdussero l'età adulta, l'obbligo di lavorare e l'impossibilità di passare la giornata guardare tutte le partite.
Lasciando per un attimo da parte i mondiali, ho un quesito che da tempo provo a sottoporre.
Il perché, i grandi giocatori siano avversati in gioventù e poi riabilitati e amati in vecchiaia da tifosi e giornalisti.
Il passato è pieno di esempi.
Prendiamo Maradona: espulso nell'ultima partita e ritenuto inutile a Spagna 82, immenso ma disonesto a Messico 86, odiato a Italia 90, dopato a Usa 94. E detestato dal resto d'Italia durante la militanza al Napoli.
Oppure Baggio, che non ha mai convinto del tutto allenatori e tifosi, ha cambiato molte squadre, ha fatto solo un mondiale da titolare e solo in vecchiaia ha ottenuto la stima di tutti.
Totti, che ai mondiali 2002 fu espulso, agli europei 2004 fu squalificato per sputi, a una finale di coppa Italia sgambettò il giovane Balotelli ed era generalmente classificato come persona poco sveglia e intemperante, in questo finale di carriera è il veterano da apprezzare.
Di Cassano cito solo la storia dell'allontanamento dalla Sampdoria, causa lesa maestà del presidente a seguito di una lite per una serata con tifosi disertata per uscire con la fidanzata. Risultato: giornalisti scandalizzati, Sampdoria retrocessa e Cassano venduto.
Tutti questi giocatori citati si sono trovati in gioventù nella considerazione di tifosi e giornalisti in cui è oggi Balotelli. Scommetto che in vecchiaia Balotelli sarà stimato e citato come esempio di grande campione.
Cito solo una perla del Raffaello della banalità e del luogo comune, Gramellini, per l'occasione prestato al calcio.
Ma perché accade questo? La mia idea è il pubblico, statisticamente neutrale perché polarizzato per tifo di squadra o per i risultati recenti, sia influenzato dalle opinioni dei giornalisti, sportivi e non, i quali possiedono un egocentrismo da calciatore mancato che li porta a contrapporsi all'idolo di turno. Quando l'idolo, a fine carriera, è stato sostituito da altri più giovani, è considerato più degno di indulgenza..
A proposito: Balotelli ha giocato maluccio in questi mondiali, ma uscito lui era chiaro che l'Italia non avrebbe mai segnato.
28 maggio 2014
apple e i suoi bidoni
Non sono mai stato un devoto della religione di Steve Jobs, e non ho mai comprato oggetti Apple, se si eccettua una batteria di ricambio per un portatile comprato dall'azienda. Anche la batteria originale aveva fatto la medesima fine.
Il report sulla batteria risale naturalmente a prima di cominciare a gonfiarsi, anche se già non funzionava più.
Naturalmente si sono rifiutati di cambiarla, perché la garanzia è di un anno.
E naturalmente non è andata a tutti male come a me, altrimenti Apple non sarebbe la ditta più amata del mondo. O no ?
Il report sulla batteria risale naturalmente a prima di cominciare a gonfiarsi, anche se già non funzionava più.
Naturalmente si sono rifiutati di cambiarla, perché la garanzia è di un anno.
E naturalmente non è andata a tutti male come a me, altrimenti Apple non sarebbe la ditta più amata del mondo. O no ?
16 maggio 2014
Il corpo è mio
Essendo un simpatizzante sia del movimento femminista sia della lista Tsipras ho visto con un certo imbarazzo la polemica seguita alla foto della portavoce Bacchiddu, tra giusto e sbagliato, successo o insuccesso e così via. E non avevo una opinione chiara in proposito, finché non ho letto questo articolo di Ida Dominijanni. Talmente convincente che è diventato la mia opinione.
03 maggio 2014
Pelù (e Renzi)
In
passato, in momenti di grande scoramento, abbiamo gradito l'essere
contro (Berlusconi) di persone del calibro di Bossi, Fini o Mastella.
Se oggi soppesiamo con severità il profilo etico o artistico di Pelù è probabilmente perché non siamo (ancora) a quei livelli di scoramento.
Se oggi soppesiamo con severità il profilo etico o artistico di Pelù è probabilmente perché non siamo (ancora) a quei livelli di scoramento.
03 aprile 2014
Americani (o dell'intelligenza collettiva della rete)
Non ho ancora una opinione chiara sulla cosiddetta intelligenza collettiva della rete. In giro ci sono alcuni entusiasti e moltissimi scettici, categoria a cui per il momento appartengo anch'io.
Stamattina mi stavo per ricredere, quando ho letto un articolo sul disastroso (qualcuno userebbe scrivere cancelletto epicfail) tentativo riuscito di battere il record mondiale, guinness naturalmente, di lancio di palloncini nel 1986 a Cleveland.
E altri, nei commenti, hanno fornito altri esempi di idee geniali partorite e realizzate negli Stati Uniti: fare esplodere una balena(1980), affondare milioni di copertoni per creare una barriera corallina artificiale (1972), lanciare tacchini vivi da un aereo (dal 1946 a oggi, prima li lanciavano da un palazzo).
E ho riflettuto su quante cose nuove avessi scoperto, grazie ai contributi disinteressati di molte persone. Che, ho pensato poi, saranno semplicemente iscritti a una newsletter del tipo "strano ma vero".
Per quanto riguarda gli americani, queste storie mi hanno fatto ritornare in mente un monologo del buon vecchio Gaber.
Stamattina mi stavo per ricredere, quando ho letto un articolo sul disastroso (qualcuno userebbe scrivere cancelletto epicfail) tentativo riuscito di battere il record mondiale, guinness naturalmente, di lancio di palloncini nel 1986 a Cleveland.
E altri, nei commenti, hanno fornito altri esempi di idee geniali partorite e realizzate negli Stati Uniti: fare esplodere una balena(1980), affondare milioni di copertoni per creare una barriera corallina artificiale (1972), lanciare tacchini vivi da un aereo (dal 1946 a oggi, prima li lanciavano da un palazzo).
E ho riflettuto su quante cose nuove avessi scoperto, grazie ai contributi disinteressati di molte persone. Che, ho pensato poi, saranno semplicemente iscritti a una newsletter del tipo "strano ma vero".
Per quanto riguarda gli americani, queste storie mi hanno fatto ritornare in mente un monologo del buon vecchio Gaber.
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