16 settembre 2016

quarto stato, nuovo stato



Chi visita a Milano il Museo del Novecento è catturato dalla grande tela Il quarto stato di Pellizza da Volpedo. Fu dipinta nel 1901, quando le idee elaborate da Marx mezzo secolo prima ormai diventavano realtà, i lavoratori confluivano in un’immensa fiumana, la protesta individuale diventava lotta di classe, «piena di speranze umili e di minacce oscure», come annotava lo stesso pittore. 


Un secolo più tardi Berengo Gardin ci offre, con una sintesi profetica che è propria dei grandi artisti, la dissoluzione di quella fiumana, frantumata dal consumismo, dai media e dalla globalizzazione. Presi di spalle, gli operai pugliesi vanno verso il cantiere, isolati e perdenti. Ormai la lotta di classe è quella dei ricchi contro i poveri. E i ricchi l’hanno vinta, ma non per sempre. (D. De Masi)

25 giugno 2016

Rottamiamo il rottamatore


Le ultime elezioni amministrative sembravano indicare che gli elettori delle città avrebbero votato chiunque pur di andare contro Renzi e il suo PD: a Roma e Torino hanno votato il Movimento Cinque Stelle, a Napoli Gigino De Magistris, a Benevento Clemente Mastella, a Cascina di Pisa una leghista che ce l'ha con John Lennon e a Sesto Fiorentino, vivaddio, un sindaco di sinistra che si oppone a faraonici progetti di aeroporti e varianti di valico.
In leggera controtendenza due città dove l'avversario al ballottaggio era di destra: a Milano, il candidato Expo-renziano Sala la spunta per poche migliaia di voti e grazie al soccorso del candidato di sinistra Rizzo, in una città dove il vantaggio si aspettava molto maggiore, per meriti sia reali che virtuali e a Bologna, che il voto "tanto peggio tanto meglio" lo ha già sperimentato nel 2000, per punire un altro segretario presidente del consiglio del partito ex botteghe oscure.
Con questo scenario la possibilità di rottamare Renzi e la sua sgangherata riforma costituzionale con il referendum di ottobre è più che concreta, tanto che qualcuno comincia già a preoccuparsi del dopo: una alternativa di sinistra che oggi non c'è e la legge elettorale con cui si dovrebbe votare.
Infatti non è scontato che l'Italicum sia bocciato dalla corte costituzionale: sei giudici su quindici sono cambiati nel frattempo. La legge elettorale migliore, l'involontario proporzionale puro prodotto dai tagli della consulta al Porcellum, è in vigore per pochi altri giorni e sarà sostituito dall'inguardabile Italicum, che Renzi aveva progettato per vincere e ad oggi farebbe vincere il partito della  Casaleggio Associati.
D'altra parte la sinistra ha raccolto l'ennesimo risultato modesto. Le differenti proposte delle città erano di  comunque estemporanee, non radicate nella società e falcidiate da rivalità politiche di basso cabotaggio. Di fatto, la sinistra è ancora a ground zero, mentre l'astensionismo cresce senza sosta.




11 maggio 2016

Se Roma piange, Milano non ride

Leggo su the towner, un interessante sito "about cities", dicono loro, in cui ci sono articoli belli anche se un po' troppo convinti di esserlo, scritti da giovani che speriamo siano pagati, un reportage sul bagno di folla per l'inaugurazione del centro commerciale di Arese, dove un tempo si costruivano le Alfa Romeo.
Milano ultimamente ha imparato a mettersi in fila dappertutto per ore e ore, come per la Expo di cui ancora non ci hanno comunicato quanto è costata.
E Roma? Per ora sembra resistere alla tentazione di mettersi in fila a vuoto, ma la sua situazione è piuttosto disperata: un articolo, super condiviso sui social, di Christian Raimo ne registra lucidamente lo stato attuale.
Da notare anche una risposta polemica all'articolo di Raimo. Libernazione, non confondetevi con il vecchio quotidiano di Rifondazione Comunista, è un blog collettivo molto polemista e molto liberista, dove non è chiaro se Raimo non gli sia simpatico o è semplicemente la vittima della polemica del giorno.
UPDATE 17 maggio
Altra risposta sullo stesso registro, proveniente dall'area del sole 24 ore con identico messaggio di fondo (l'imprenditoria privata non va ostacolata), curiosamente lo stesso richiamo arbitrario al vino biodinamico che nessuno ha citato in origine e gli stessi luoghi comuni (okkupare con la k, sgrammaticature romanesche al punto giusto) .

22 aprile 2016

Centrali nucleari dietro l'angolo e inquinamento

A chi straparla di "centrali nucleari dietro l'angolo" e "tanto acquistiamo l'energia nucleare da Francia e Germania", e ce ne sono stati tanti durante la campagna elettorale del referendum sulle trivelle, chiederei, cartina delle zone più inquinate d'Italia alla mano, se fa differenza vivere esattamente in una di quelle zone o un po' più lontano.



Già che ci siamo, ecco la cantina delle zone più inquinate del mondo.

16 aprile 2016

Un sì contro le lobby petrolifere

E anche contro quelle che sono al governo.
Poi ci sarà il referendum contro la "deforma" costituzionale (lì bisognerà votare no, ma ci sarà tempo di riparlarne), e si stanno raccogliendo le firme per quattro referendum contro la "cattiva scuola", tre contro il jobs act, due contro la pessima legge elettorale Italicum.

Tanti referendum, forse troppi, ma tanti sono anche i danni fatti da questo governo micidiale.

03 gennaio 2016

zanardi


A quanto scrivono alcuni, wikipedia è un ricettacolo di imprecisioni, approssimazione, burle e faziosità politica. Descrizione piuttosto esagerata e inesatta. Wikipedia va sicuramente saputa usare. Un esempio secondo me perfetto dell'utilità di wikipedia è l'elenco degli episodi di Zanardi (Andrea Pazienza, immagino che chi arriva qui non ha bisogno della precisazione). Se lo aveste cercato fino a dieci anni fa, sul web o su carta, non lo avreste trovato di sicuro. In compenso le prefazioni dei volumi abbondavano di rinunciabili esegesi sullo Zanardi specchio dei tempi burrascosi (anni '70) oppure, alla bisogna, della fine delle utopie (anni '80). Frasi simili le trovate anche sulla pagina wikipedia, per fortuna, poi c'è anche l'elenco completo (e se non lo fosse, questo è il bello, potete completarlo o correggerlo voi). I tag in corsivo però sono miei, per ricordare quali ho e quali mi mancano.

    Giallo scolastico (Frigidaire, n. 5, marzo 1981)
 clubbino, gatto sventrato, preside
    Pacco (Frigidaire, n. 11, ottobre 1981)
in campeggio a San Menaio
    Verde matematico (Frigidaire n. 15, febbraio/marzo 1982)
artiglio, la figlia del farmacista
    Notte di carnevale (Frigidaire, nn. 18-20-23, maggio-luglio-novembre 1982)
collegio, fuoco
    La proprietà transitiva dell'uguaglianza (prologo realizzato per il volume Zanardi, Primo Carnera Editore, febbraio 1983)
risiko
    Massimo Zanardi l'inesistente (Frigidaire, n. 29, aprile 1983)
lettere, cravatte (ma non sono due diverse quella delle lettere e quella delle cravatte ?)
    Lupi (Corto Maltese, n. 8, maggio 1984)
trappole, ricardo
    Zanardi. La prima delle tre (alter alter, numero 1/2, gennaio/febbraio 1985)
pazienza, mostro di firenze
    Prologo (Comic Art, n. 28, dicembre 1986)
bagno di notte
    Cuore di mamma (Comic Art, n. 28, dicembre 1986)
ricatto, compagna di scuola
    Cenerentola 1987 (Comic Art, nn. 29/31, gennaio/marzo 1987)
ramira, fratello
    Zanna (Comic Art, n. 32, aprile 1987)
muta, nota anche come "ma la vecchiezza è una Roma"
    Zanardi at the war (Comic Art, n. 36, settembre 1987)
guerra appunto
    Zanardi medioevale (Comic Art, nn. 37/39-42/43, ottobre/dicembre 1987-marzo/aprile 1988)
incompiuta
    Storiella bianca (Comic Art, n. 40, gennaio 1988)
neve, montagna, nonna
    La logica del fast-food (Comic Art, n. 41, febbraio 1988)
pici, trattoria
    Storiella inedita di Zanardi (breve storia pubblicato sul volume Paz, editore Einaudi, 1997)

17 dicembre 2015

roba da nerd

Non che mi senta molto nerd, ma se mi piacciono queste cose, temo di esserlo almeno un po'.