29 maggio 2015

Heysel

29 maggio 1985
"L'Heysel stava arrivando, com'è inevitabile che arrivi il Natale. Ciò che sorprese è che la causa di tutte quelle morti fu qualcosa di tanto innocuo quanto una carica, esercizio che almeno la metà dei giovani tifosi inglesi praticava, e che non aveva altro scopo se non quello di spaventare i tifosi avversari e di divertire chi correva. I tifosi della Juventus, molti dei quali erano uomini della media borghesia, non sapevano di quest'abitudine, e d'altronde perché mai avrebbero dovuto? Non conoscevano il complicato comportamento del pubblico inglese, che noialtri avevamo assorbito senza accorgercene. Quando videro una schiera di hooligan inglesi urlanti cominciare a correre verso di loro, si fecero prendere dal panico e si precipitarono verso l'estremità del loro settore. Crollò un muro, e nel caos che seguì la gente morì schiacciata. Fu un modo orribile di morire, e noi probabilmente, davanti alla TV, assistemmo a quelle morti: ricordiamo tutti quell'uomo robusto con la barba, assomigliante a Pavarotti, che con una mano cercava disperatamente un aiuto che nessuno riusciva a dargli. Alcuni dei tifosi del Liverpool arrestati più tardi devono essersi sentiti sinceramente sconcertati. In un certo senso, il loro reato era solo quello di essere inglesi: le abitudini della loro cultura, tolte dal loro contesto ed esportate in un luogo in cui non venivano capite, uccidevano le persone. (Nick Hornby - Fever Pitch -Febbre a 90°)"

Io ricordo che nel 1987, in vacanza studio, andai a vedere un Arsenal - Liverpool ad Highbury, che ora è stato demolito e ricostruito e si chiama Emirates Stadium.
Mi trovavo nel settore più economico, gli standing places, che costavano 8 sterline. Era
no delle gradinate in cui i gradini erano alti solo una decina di centimetri, in cui non ci si poteva sedere, ma quel leggero degrado consentiva a tutti di vedere stando in piedi.
Quando l'Arsenal segnò, partì un'altra scherzosa abitudine inglese: lo spettatore della fila sopra si buttava addosso a quello della fila sotto e il pubblico diventava una grande valanga.
Io ero nel panico, ma tutti gli altri sembravano divertirsi moltissimo.

29 aprile 2015

Redesign

Davide Boriani (1936) Redesign, 1993, Serigrafia su cartoncino, cm.80x80

16 aprile 2015

In difesa dei Rom

I rom sono anti­pa­tici a (quasi) tutti: ed è indub­bio che una parte di essi vive nella ille­ga­lità, com­mette reati e induce i pro­pri figli all’accattonaggio. Per molti ita­liani i rom costi­tui­scono il primo motivo di allarme sociale. Tutto ciò può giu­sti­fi­care l’aggressiva mobi­li­ta­zione anti-zingari oggi in corso nel nostro paese? Una sorta di pogrom cul­tu­rale ai loro danni? Una mino­ranza di circa 180mila per­sone per metà cit­ta­dini ita­liani e per il 60% resi­denti in abi­ta­zioni rischia di rap­pre­sen­tare il capro espia­to­rio delle ansie col­let­tive, delle fru­stra­zioni sociali e dell’inquietudine per la pro­pria sicu­rezza. Oggi i rom, quelli buoni e quelli cat­tivi, sono tra­gi­ca­mente soli: nes­suno sta dalla loro parte e nes­suno sem­bra ricor­dare che i diritti sono indi­vi­si­bili. E che negare ai rom le garan­zie e le risorse della cit­ta­di­nanza vuol dire accet­tare che quelle stesse garan­zie e quelle stesse risorse pos­sano venire limi­tate e com­presse nei con­fronti di noi tutti. Con­sen­tire che i rom diven­tino l’oggetto dell’ostilità sociale e il ber­sa­glio di un vero e pro­prio mec­ca­ni­smo di degra­da­zione morale signi­fica con­tri­buire a far sì che la nostra società sia sem­pre più cat­tiva e ingiu­sta. Assi­stere in silen­zio a que­sta mobi­li­ta­zione dell’odio equi­vale alla resa verso chi vuole cri­mi­na­liz­zare tutta una mino­ranza per poterla met­tere al bando.

Luigi Man­coni , Ales­san­dro Ber­gon­zoni, Anna Foa, Gad Ler­ner, Ermanno Olmi, Moni Ova­dia, San­tino Spinelli
.... e conteoliver

15 febbraio 2015

Un'intervista a Rossana Rossanda

vale sempre la pena di essere letta, anche se come in questo caso premessa e domande dell'intervistatore non sono dello stesso livello.
http://www.sinistrainrete.info/politica/4684-rossana-rossanda-qe-stata-la-bellezza-del-mondo-a-salvarmi-dal-fallimento-politicoq.html

10 febbraio 2015

il giorno del ricordo

Oggi è il giorno del ricordo, istituito dal governo Berlusconi nel 2004.
E allora ricordiamo.

“Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava…non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell’Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani”.
Benito Mussolini, 1920

A Pola xe l’Arena / la Foiba xe a Pisin : / che i buta zo in quel fondo / chi ga certo morbin . (A Pola c’è l’Arena, / a Pisino c’è la Foiba : / in quell’abisso vien gettato / chi ha certi pruriti).
Fioi mii,chi che ofende pisin, la paghera':in fondo alla foiba finir el dovara’. 
Canzone squadrista degli anni '20.

12 dicembre 2014

gli unici extracomunitari che ti rubano il lavoro

Quando il senso comune va in tutt'altra direzione, vignette come queste potrebbero contribuire a far ragionare le persone. Non è mia, ma è geniale.


28 ottobre 2014

Trieste, tra fascismi e foibe

Nel sessantesimo anniversario del ritorno di Trieste all'Italia, un sintetico e condivisibile articolo senza il mefitico revisionismo che va tanto di moda di questi tempi.