09 novembre 2007

la vendetta delle figurine

L'idea delle figurine del manifesto non mi era inizialmente piaciuta, la trovavo inappropriata, frivola e consumistica. Del resto in passato non apprezzavo il gambero rosso in allegato, con i suoi vini e ristoranti esosi (almeno per l'epoca, poi dopo il caro-euro quei prezzi sono diventati normali), oppure una rivista formato lenzuolo, mi pare che si chiamasse extra, in cui i tanti esperimenti grafici (esplosioni di colori, caratteri diversi, frasi di traverso) facevano dimenticare il contenuto.
Se l'obiettivo è aiutare economicamente il manifesto, pensavo, avrei preferito fare un'offerta piuttosto che comprare le figurine.
Probabilmente argomentavo così in una classica conversazione di coppia da domenica mattina, unico giorno in cui ci si può svegliare naturalmente, senza suonerie di sveglia, e una volta svegliati non c'è nessuna buona ragione per alzarsi.
Lei mi ha chiesto delle mie raccolte di figurine da piccolo.
Che poi consistevano principalmente nei calciatori panini. Infatti nel dialetto delle mie parti, piuttosto limitato in numero di parole, le figurine si chiamavano "i giocatori". E "li fai i giocatori di gesù di nazareth ?" voleva dire "effettui la raccolta di figurine di gesù di nazareth ?" (la risposta era "no, già ce lo propinano ogni anno in tv").
Ho parlato della strategia di raccolta, all'inizio con l'album vuoto conveniva comprare molte bustine, poi, a un certo punto che tutti riuscivano a individuare, si smetteva di comprare e si proseguiva con lo scambio dei doppioni. Che all'occorrenza, servivano anche per fare una specie di gioco d'azzardo che consisteva nel tirare delle manate per terra cercando di far rigirare sul retro le figurine. Chi le faceva rigirare vinceva e se le prendeva: si poteva facilmente riconoscere uno che giocava così perché i suoi doppioni acquistavano una forma convessa.
Gli album avevano una impaginazione diversa a seconda della serie della squadra. La squadra di serie A aveva due pagine, foto di tutti i giocatori su una singola figurina, foto per la squadra e anche figurina speciale con un logo, detta "scudetto". La squadra di serie B aveva di norma una pagina sola e su ogni figurina c'erano due calciatori. La serie C aveva solo la foto della squadra oppure il logo in piccolo, due o tre per figurina.
Un anno, per un errore di confezionamento, le figurine della serie C non si trovavano, nessuno ne aveva, tanto che qualcuno aveva persino incollato le pagine della serie C per non vedere quel vuoto. Solo Pierluigi, "il figlio della mammana", diceva di averne una, perché l'aveva trovata in una bustina comprata a Ferrara, in visita da parenti: "a Ferrara le figurine di serie C si trovano come qui Gentile o Cabrini".
Io non sapevo se credere a questa storia, tanto più che a me mancavano sia Gentile che Cabrini. Finché una mattina, dopo qualche giorno senza figurine perché l'unico giornalaio del paese le aveva finite, si sentirono le urla di gioia di qualche compagno di scuola: "ho trovato l'Acireale e la JuniorCasale". Per qualche minuto siamo tutti morti d'invidia, finché non abbiamo realizzato che era arrivata una nuova partita non difettosa di figurine.
Quell'anno mi adattavo anche a comprare una merendina di qualità scadente (all'epoca non esistevano gli hard discount) apposta perché in regalo nella confezione c'era una bustina di figurine. Credo costasse 100 lire, mentre una bustina singola costava 50. Il sapore di pan di spagna umido (che rimaneva attaccato alla base di cartoncino) e della marmellata industriale si fondeva all'odore di camomilla delle figurine.
E li completavo? Sì, almeno due o tre li ho completati con le mie sole forze, altri con l'aiuto della richiesta dei numeri alla panini (elencare i numeri mancanti sulla cartolina postale, strano oggetto che ora credo non esista più). Poi ho scoperto che era possibile comprare per 5000 lire un album arretrato intero con tutte le figurine da attaccare (ci voleva molto tempo, ma da piccoli se ne aveva), e io ne ho approfittato per riavere quelle annate in cui avevo distrutto l'album per maltrattamenti infantili (del resto da piccoli occorreva una rotazione a tutto braccio per girare le pagine). Mi ricordo che mi arrivò così quell'annata 76/77 in cui i calciatori erano raffigurati con un tondo in cui c'era la foto in primo piano e sotto, più grande, una foto in azione di gioco. C'era quella figurina di Nello Saltutti, della Sampdoria, che tirava verso l'obiettivo, e da bambino mi sembrava davvero che il pallone mi venisse in faccia. Nello Saltutti è morto, faceva parte di quei giocatori della Fiorentina anni '70, che si sono ammalati uno dopo l'altro a seguito, si pensa, di "cure" dopanti.

E le tue raccolte di figurine, invece ? Io ne ho fatte poche, mi ricordo quello di Camilla Milla, però mi compravano poche figurine. Ce le compravano solo se io o mia sorella eravamo malate. E l'album era quasi vuoto. E poi la stoccata finale. Che a me da adulto non interessano le figurine perché ho esaudito tutti i miei desideri da bambino, mentre lei no (che poi non è vero per niente, secondo me, ma non importa).
Insomma, si sarà capito, abbiamo iniziato la raccolta di figurine del manifesto. Che mi tocca spesso anche attaccare, perché quello che a lei piace è soprattutto aprire le bustine. Però come diceva uno che non è stato messo nelle figurine: "L'amore è servizio e perciò nel servizio si rallegra".
A proposito, a qualcuno mancano Gramsci, Che Guevara, Sacco e Vanzetti o Anna Kuliscioff ?

Update: su richiesta di Ed, pubblico la figurina di Veltroni, che però era già attaccata, assieme alla sua didascalia.
E in più la didascalia di Occhetto, che ho trovato molto divertente anche se un po' amara.


9 commenti:

Ed ha detto...

Ho già capito che della Kuliscioff devono averne stampate di più. Se trovi Veltroni, per favore, lo metti sul blog?
Grazie.

Primaticcio ha detto...

Eh, caro Conte, altri tempi quelli della Pergocrema e della Rhodense, della Turris e della Rondinella!
Tentava anche me l'Album di Famiglia, ma già la mia confusione ideologica è tanta, mettere nella mia collezione Gramsci e la Kuliscioff di fianco a Bordon e Oriali non avrebbe giovato...

P.S.: Tra gli inserti del manifesto salverei "Il cerchio quadrato" un lenzuolone che davano mi pare intorno al 1993 - forse era il mercoledì - e che era davvero un bell'approfondimento.

Ciao

conteoliver ha detto...

@ed:
a gentile richiesta.
@primaticcio:
in realtà non si può confondere la raccolta di adesso con quelle da bambino, sia per prezzo (euro 0,90 a bustina, quasi un cornetto algida, all'epoca 1 cornetto costava come sei bustine) sia, soprattutto, per la diversa passione.
Il cerchio quadrato non mi è nuovo ma non me lo ricordo bene, probabilmente è durato poco oppure costava troppo per me. :)
Ciao

Ed ha detto...

Grazie infinite, Conte. E' il pezzo più ricercato della raccolta!
Stampo, ritaglio e metto da parte, nel caso non dovessi trovare l'originale. E per il momento lo metto in un quadretto al muro.

Ed ha detto...

OT Del Manifesto ho tenuto solo TUTTI gli Alias.

meinong ha detto...

OLiver, ma tu di dove sei ?
A Napoli diciamo "i giocatori".
Io gli album che mi sono fatto con più soddisfazione erano quelli sui personaggi storici, quelli sugli animali e quelli dei mondiali del 1974 (mi ricordo lo Zaire, ancora mi ricordo i nomi : Mafu Kibonge, Etepe Kakoko, Tsimen Bwanga..., o le riserve della Germania Occidentale, i fratelli Kremers dello Schalke 04) Uno spasso.

conteoliver ha detto...

@ed:
alias mi piacerebbe pure, peccato che quasi mai sono d'accordo con le loro opinioni, specie per il cinema (moretti citò i critici del manifesto anche in caro diario, ricordi ?)

conteoliver ha detto...

@pensatoio:
Sono nato (si fa per dire, in realtà su "luogo di nascita" c'è un paese vicino dotato di ospedale) in un paese chiamato Verbicaro.
Potresti averlo sentito perché nel 1911 c'è stata una famosa rivolta contro le istituzioni, un po' bronte un po' banlieue, oppure perché negli anni '70 ha avuto un sindaco di lotta continua. O perché produce un vino doc, che però non sa assolutamente vendere.
Il dialetto è molto apparentato con il napoletano, nonostante la distanza.

Per i mondiali del 74 ero troppo piccolo. Però forse ti ricordi l'album del risorgimento, che sarà stato di un paio d'anni dopo, e che probabilmente mi ha inculcato una retorica patriottarda di eroi e battaglie di cui non sono mai riuscito a liberarmi.
Comunque sono d'accordo: uno spasso.

Anonimo ha detto...

Approfitto di questo blog per segnalare che ho da tempo finito l'album del Manifesto e che mi restano le seguenti figurine doppie:

22-25-27-28-34-39-40-42-68-
71-72-74-75-77-81-86-91-92-
98-114-115-118-125-132-133-
145-150-157-158-162-163-167-
174-183-185-187-190-
C-D-E-H-I-L-N-Q-S-V-X

Se qualcuno fosse interessato, scriva a barbax-wolit@tiscali.it