12 dicembre 2007

mala stampa

E' noto che leggendo tra le righe "la repubblica" è possibile dedurre informazioni sugli affari, noti e meno noti, del suo editore, che evidentemente non si occupa solo di editoria ma, come quasi tutti i grossi finanzieri d'Italia, spazia senza problemi tra tutti i settori d'impresa.
Così ad esempio i vari articoli su eventuali problemi energetici dell'italia, possibili black out, tagli del gas russo o algerino, assieme a quelli denigratori dei movimenti ecologisti, sono funzionali all'affare della costruzione di nuove centrali, da quella di Modugno alla turbogas di Aprilia.
Mentre gli articoli reiterati sullo sfascio di Alitalia, assieme alla benedizione di questi giorni alla cordata Air One più banche, lascia pensare che "l'ingegnere" in qualche modo faccia parte dell'affare.
E' anche noto che "la repubblica" sia piena di errori. Quello su "il grano e il loglio" diventato "il grano e l'olio" meritò un dibattito interno con un po' di piaggeria, ma i lettori sanno che se ne possono trovare tutti i giorni.
L'edizione on line accentua queste caratteristiche, sia perché i suoi sono scripta che in realtà "non manent", visto che possono essere corretti o cancellati in ogni momento e non c'è generalmente modo di ritrovare la versione originale, ma intanto un titolo ad effetto, poi cancellato, può aver contribuito a suggestionare molti lettori distratti, sia perché in generale nelle edizioni on line è possibile impiegare personale meno esperto, meno preparato, peggio pagato rispetto al quotidiano cartaceo.

I due esempi che riporto di seguito, notati stasera a pochi minuti l'uno dall'altro, sembrano troppo vistosi per essere classificati come errori tout court, ma d'altra parte non è facile trovare una finalità per interpretarli come supporto agli affari dell'editore. Ci si può vedere al limite, ma comunque non me ne spiego il motivo, il mostrare come allarmanti fatti che in realtà non lo sono.

Il primo riguarda la questione dello sciopero dei tir. Si dice, con molta enfasi, che nel paese manca la benzina e i supermercati hanno gli scaffali vuoti.
Se per la benzina posso capire che la gente si sia suggestionata e sia corsa a fare il pieno creando eccezionali code al distributore, la notizia dei supermercati vuoti onestamente mi sembra campata in aria.
Ovviamente non posso aver controllato tutti i supermercati d'Italia e può darsi che da qualche parte ci siano davvero dei supermercati con gli scaffali vuoti. Ma se ci sono, invito a fotografarli e mandare le foto a "repubblica", visto che ha dovuto inserire una foto di un supermercato francese, risalente chissà a quando, nella sua fotogallery (quelle che usualmente mostrano foto di calendari, streaker e installazioni di Spencer Tunick).

Il secondo è una notizia sulla crescita del tasso euribor a un mese. La crescita del tasso negli ultimi mesi è senz'altro allarmante e dannosa per chi ha fatto il pessimo affare di accendere un mutuo a tasso variabile, specie se ha fatto anche l'altro pessimo affare di comprare una casa a un prezzo molto sopravvalutato dalla speculazione immobiliare degli anni scorsi. Che bisogno c'è allora di scrivere che oggi è salito al 4,923% rispetto al 4,98% di lunedì visto che (credo si insegni alla scuola media) 4,923 è meno di 4,98 ?

3 commenti:

Anonimo ha detto...

:)) Grande quella sull'Euribor...

KK

Primaticcio ha detto...

Caro Conte,
ogni tanto in effetti "La Repubblica" le spara veramente grosse.
Come sul quotidiano di ieri, dove a pag.22 si legge il titolo inquietante "Milano, corteo pro-BR". Si trattava invece, come specificato nell'articolo, di una protesta di alcune decine di persone, perlopiù parenti e amici degli imputati presunti brigatisti, che chiedevano condizioni di detenzione più umane per i loro congiunti.

conteoliver ha detto...

Infatti.
Avevo anche pensato di raccoglierle tutte, solo che mi servirebbe probabilmente un blog dedicato e anche tantissimo tempo.