01 maggio 2008

non era il 1993

Non era il 1993, evidentemente, anche se gli ultras della destra in festa lunedì associavano proprio il 1993 al 2008. Nel 1993 fu la prima volta in cui misero la testa fuori dalla sabbia, quest'anno hanno vinto. Sarebbe interessante controllare i votanti per Fini nel 1993, non mi stupirebbe che fossero di più di quelli di Alemanno nel 2008.
Perdere le elezioni, con questo candidato, questi partiti e questi programmi fotocopia se non peggio (ad esempio sembra che Rutelli fosse a favore della costruzione di termovalorizzatori, Alemanno contrario), ci può anche stare, ma vedere i picchiatori della sezione di colle oppio festeggiare al campidoglio è una cosa che non fa piacere.
Il richiamo dell'antifascismo non ha funzionato. Del resto non è che ci si può scoprire antifascisti solo quando serve. Anni e anni di ammiccamenti e di appoggi alle varie case pound si sono fatti sentire.
Adesso non si sa bene cosa succederà. C'è anche chi non pensa che Alemanno se la prenderà con immigrati (braccia da lavoro a basso costo a beneficio di molti suoi elettori) e rom, sgombererà centri sociali o sopprimerà feste del cinema e notti bianche (ma non ho ancora trovato nessuno che sia preoccupato di quest'ultima evenienza). E che quindi si limiti, senza gesti plateali, all'amministrazione della città (che finora non è che fosse amministrata un granché bene). In questo caso il rischio è di finire come Milano, che nel 1993 elesse un leghista con un voto di protesta e da allora, a protesta finita, la destra ha sempre avuto in mano la città.
La sinistra, che ha perso tutto, non può che riguadagnare terreno. Ma danni irreversibili sono stati già fatti. Ad esempio la maggior parte della città è razzista (questa parola per qualcuno è troppo forte, mi riferisco a opinioni del tipo: "i rumeni sono tutti criminali, la Romania li manda tutti qua"). Una cosa è fare in modo che alcuni di questi elettori tornino a votare per la sinistra, un'altra, più complicata, è rendere la società più civile ed equa.
Le prossime elezioni sono le europee, tra un anno. Saranno con il sistema proporzionale, quindi non ci saranno cartelli elettorali, porcellum e voto utile. Sarà un'occasione di vedere la reale composizione delle forze di sinistra. Intanto da Vicenza arriva un'indicazione: il candidato di centro-sinistra, dichiarando la sua opposizione alla base, ha vinto. Ha lasciato le ossessioni sulla sicurezza e gli immigrati alla destra e ha fatto una proposta minimamente di sinistra. La strada, secondo me, è quella.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

ciao Conte Oliver, siamo entrambi frequentatori del blog di Paolo (la cripta dei Cappuccini) e sono venuto a renderti visita.

Ho letto il tuo ultimo post e mi ci sono ritrovato, soprattutto in questi due passaggi:
"Una cosa è fare in modo che alcuni di questi elettori tornino a votare per la sinistra, un'altra, più complicata, è rendere la società più civile ed equa."

E poi sul voto alle europee che con un voto proporzionale senza condizionamenti di schieramento proveremo davvero a contarci con la speranza (illusione?) che se saremo abbastanza forti forse riusciremo a condizionare/mettere in crisi gli attuali dirigenti del PD.

Purtroppo è la massa della popolazione italiana che non vuole essere più civile ed equa e sarà dura, per molti anni.
Rosvelliano.

Ed ha detto...

Sul voto europeo ci conto poco, sulla strategia del sindaco di Vicenza molto di più. Staremo a vedere.

conteoliver ha detto...

Ciao Rosvelliano,
grazie della visita. In effetti provare ad arrestare questa deriva è un obiettivo ambizioso.

Per le europee, e rispondo anche a Ed, dovrebbero almeno rientrare i voti persi per il voto utile. Poi ci saranno gli effetti di un anno di governo Berlusconi.
Poi l'effetto del voto europeo sarà solo simbolico. Però a seconda della credibilità del progetto si capirà se la sinistra potrà tornare a incidere o solo a vivacchiare.

moltitudini ha detto...

Vicenxa ottimo segnale.
p.s. ti ho risposto da me.