26 agosto 2008

pasolini (e nanni)


E' successo che il giorno di ferragosto mi sono trovato ad attraversare Spinaceto. Ho visto quindi i palazzi popolari ma decenti, i parcheggi, i viali spaziosi e il verde. E ho anch'io pensato "non è per niente male". Così qualche giorno dopo, dovendo andare ad Ostia a vedere un concerto, ho pensato che potevo toccare un'altro punto dell'itinerario morettiano e andare a vedere il monumento a Pasolini.
Trovare su internet dove si trova il monumento non è facilissimo: via dell'idroscalo, ma non è chiaro a quale altezza. Alla fine mi ha aiutato google earth, o meglio quel servizio di google earth piuttosto fastidioso che si chiama panoramio, che mostra foto degli utenti sopra alle viste dal satellite. C'era un'unica foto del monumento. A questo punto, dovesse servire, le informazioni ce le metto io: se prendete via dell'idroscalo dal centro di Ostia, è poco prima del porto. Se sulla sinistra cominciate a vedere imbarcazioni, dovete tornare poco all'indietro. Oppure potete fare come nel film: arrivare alla fine della strada (poco dopo c'è la foce del Tevere e la strada finisce) e tornare indietro girando in quella che con una certa indulgenza si potrebbe chiamare piazza.
Il monumento non è più nelle condizioni viste in caro diario. E' stato restaurato e adesso è bianco abbagliante; tutta l'area è un'oasi lipu, la stradina per andare al monumento è stata corredata da qualche blocco di marmo e ribattezzata parco letterario. L'area è aperta solo alcune mattine, quindi anch'io ho dovuto vederlo attraverso la recinzione. In realtà la rete è sollevata in modo da permettere di rendere omaggio a Pasolini nel luogo dove fu ucciso anche fuori dagli orari di apertura, ma non l'ho fatto. Mi avevano descritto la zona come degradata ma suggestiva. Mi è sembrata più degradata che suggestiva, con una spiazzo sterrato, una giostra in disuso e un cerchio di case abusive. Sembrava certe zone d'albania, ma l'albania deve essere più che altro un luogo della mente, visto che mi capita di vederla spesso altrove.



Nella seconda foto c'è un altro dei 3 monumenti di ostia dedicati a pasolini, è anche l'unico che si trova in una posizione centrale, a pochi passi dal pontile, in una piazza piena di ristoranti e pizzerie, e grazie questo è uscito indenne dagli atti di vandalismo a cui sono stati sottoposti gli altri.

Nanni, dicevo. E' curioso che fuori Italia, segnatamente in Francia, Moretti sia visto come l'erede di Pasolini. Una volta mi è capitato di vedere un'intervista a Giovanna Marini in bouillon de culture di france 2 (quella che prima si chiamava apostrophes) in cui dopo averle chiesto della sua amicizia con Pasolini, Bernard Pivot commentava "adesso l'eredità di Pasolini è stata raccolta da Nannì Morettì". Certo, quelli lo seguono dai tempi di "Andrea, mangia il budino di papà... quant'è buoooooono" saranno rimasti sorpresi dalla sua dissociazione dalla manifestazione di piazza Navona di luglio, ma soltanto loro: regime dolce, opposizione impalpabile e stampa allineata hanno invece molto apprezzato. Del resto Nanni è impegnato con successo in diverse attività: regista, produttore, gestore di cinema, interprete, direttore della mostra di Torino, monografia a Locarno. E' allora comprensibile che privilegi la vita professionale e artistica rispetto alla vita civile. E, con questa Italia ai minimi termini, una certa tentazione di ripiegamento la sentiamo quasi tutti.

2 commenti:

klochov ha detto...

Un itinerario pasoliniano, invece, è andare fino al Testaccio, anche se non è più quello di un tempo, e poi al cimitero acattolico, fin davanti alla tomba di Gramsci, magari lasciando lì un fiore rosso, e ripulendo un po' la superficie di pietra dalle pietruzze e dalle foglie o fiori secchi...

Non sono molto d'accordo con i francesi: non credo sia giusto cercare in Moretti l'erede di Pasolini: temo si rischi di sminuire l'opera di entrambi...

conteoliver ha detto...

Bello l'itinerario.
Sull'eredità Pasolini-Moretti non sono d'accordo neanch'io, magari agli occhi dei francesi li rende simili una certa "italianità" che noi ovviamente non percepiamo.