31 maggio 2007

Chavez, antichavisti e tv

Come si sa, Chavez è il presidente del Venezuela, l'iniziatore di un movimento di progresso di tutta l'America latina e, in questo momento, l'esperienza
statuale più supportabile nel mondo.
Come si sa, sui giornali italiani si fa un gran parlare della chiusura della televisione RCTV, chiusa, secondo questi giornali, per un'operazione di censura, visto che durante il tentato golpe del 2002 la televisione esortava a rovesciare Chavez.
I giornali italiani dicono anche che in tutto il Venezuela la protesta impazza.

Informandosi un po' di più si può scoprire che a RCTV è stata revocata (per fine concessione) solo la licenza di trasmettere in chiaro, ma può continuare a trasmettere via cavo o via satellite, che in Venezuela l'80% delle tv è privato e contro il governo (Globovision, Televen,Venevision, per dire le più grandi), che le manifestazioni sono state sia pro che contro questo provvedimento.
E che in Italia c'è una televisione che occupa le frequenze senza autorizzazione (Retequattro) che spettano ad un altra televisione (Europa tv), ma il precedente governo ha fatto una legge ad personam per rimandarne la chiusura. E se facessero chiudere retequattro, di certo si griderebbe alla censura politica.

Per finire l'indagine, ho chiesto a 3 studenti venezuelani con cui gioco a calcio cosa ne pensavano. Dopo aver parlato un po' di Simon Diaz, Luis Silva e altri trovadores llaneros, ho chiesto se RCTV era così vista. Hanno risposto che era la più vista del Venezuela, che era una specie di monumento nazionale ("come chiudere Piazza Navona"), che trasmetteva prestigiose telenovelas, che tutto il Venezuela è arrabbiato. Che c'è criminalità di strada, hanno ucciso anche un imprenditore italiano, di Ferrara, per rubargli il rolex. Che Chavez vuole stroncare le opposizioni, che si è fissato con Fidel Castro e "quell'altro, il boliviano", che vuole fare la guerra agli Stati Uniti, che fa venire i medici cubani.
Insomma, non avevo considerato che è probabile che studenti che possono venire a studiare in Italia facciano parte di quelle classi abbienti che vedono Chavez come fumo negli occhi. Se non altro, a meno che non leggano questo blog, ho guadagnato gli mp3 di Simon Diaz che mi porteranno la prossima settimana.

23 maggio 2007

la caja

(Spagna 2006) di Juan Carlos Falcón Rivero, con Ángela Molina, Elvira Mínguez, Antonia San Juan, Vladimir Cruz, Maria Galiana
A Doña Eloisa (Angela Molina), attempata signora di un villaggio nelle canarie negli anni '60, muore improvvisamente il marito. Poiché la bara (la cassa del titolo) non potrebbe passare nelle strette scale della loro casa, il defunto viene depositato nella casa di una vicina. E così, mentre i vicini gestiscono il prete, le prefiche e il funerale, Eloisa ringiovanisce riscoprendo la vita e l'amore e lo spettatore scopre che suo marito era un uomo odiato e temuto da tutti, delatore del regime franchista e chissà cos'altro, fino al mistero finale: dov'è finito il suo tesoro, costruito con soprusi e orrori ai danni dei suoi compaesani. Commedia nera molto divertente, riesce a far ridere anche della morte e di quella dittatura atroce dalla facciata bonaria che si è trascinata in Spagna fino a 30 anni fa.

18 maggio 2007

zero per mille

Ora che il family day è finalmente passato, si può pensare a come fare in modo che i nostri soldi non contribuiscano più al finanziamento di adunate oceaniche con finalità discriminatorie. Ad esempio facendo una giusta informazione su come viene realmente attribuito l'otto per mille, anche quello per cui non è stata effettuata nessuna scelta. Il resto si trova sul sito dell'uaar.
E sul family day e tutto quello che ruota intorno, lascio l'ultima parola a bobo/staino.

no bush-no war day

Il 9 giugno arriverà a Roma il più grande terrorista mondiale, George W. Bush, invitato dal governo italiano, per convincerlo che è questo governo è suo alleato non meno di quello precedente. Chiaramente Bush approfitterà per passare a trovare anche il suo amicone Ratzinger.
Ci vorrebbe troppo tempo per elencare le imprese addebitabili a Bush figlio, dalle bombe di Falluja alle torture di Guantanamo e Abu Ghraib.
Per questo, bisogna accogliere Bush come si merita.
E' in preparazione una grande manifestazione il 9 giugno a Roma per dire, come ha fatto il resto del mondo, no alle guerre permanenti e preventive di Bush.

Update 8 giugno: sembra che il macellaio texano abbia capito che non è gradito qui a roma: infatti non andrà più a trastevere. Può andare a casa di Prodi, a casa di Ratzinger, restare chiuso nella sua ambasciata, ma non potrà girare per la città.

15 maggio 2007

Dagli all'ecologista

Gli ecologisti, dopo gli immigrati, sono una delle categorie più vittima di discriminazioni e generalizzazioni da parte di stampa e tv in Italia. Un solo esempio: un articolo di ieri uscito su repubblica e intitolato: "Le tribù minacciate dagli ecologisti", in cui si citano alcuni esempi di contrasti tra le organizzazioni dei parchi naturali e gli abitanti delle zone interessate. Secondo l'articolo, finora i parchi naturali sono pensati escludendo la presenza umana al loro interno; addirittura in alcuni casi l'istituzione del parco nazionale è un pretesto per combinare affari con aziende private ai danni degli abitanti.

E' difficile entrare nello specifico della questione, sicuramente contrasti di questo tipo sono spiacevoli, ma non credo che si possa discutere l'opportunità di creare parchi naturali nel mondo, nè indicare, come fa il titolo, il movimento ecologista come principale nemico delle popolazioni del terzo mondo. E' evidente che i veri nemici sono altri.
Però conviene far passare gli ecologisti come persone ottuse che sono contro allo sviluppo o al benessere o che cadono in contraddizione. Contrari al trasporto su gomma, ma anche alla ferrovia ad alta velocità. Contrari alle centrali elettriche inquinanti a carbone o a gas ma anche al nucleare.

Ciò perché gli ecologisti sono contrari alle opere faraoniche, al consumo acritico, allo spreco di risorse: quindi andranno sicuramente contro agli interessi degli inserzionisti pubblicitari.

13 maggio 2007

Come ho festeggiato fine del mondo

(Romania 2006) di Catalin Mitulescu, con Doroteea Petre, Timotei Duma, Ionut Becheru, Jean Constantin
Nella Romania del 1989, ignara dei capovolgimenti che avverranno a fine anno, vivono la diciassettenne Eva (Doroteea Petre) e suo fratello di sei anni Lalalilu. Insofferente verso la scuola e la famiglia, Eva divide i suoi sentimenti tra Alex, premuroso ma figlio di un poliziotto, quindi inviso socialmente e Andrej, figlio di dissidenti, che progetta assieme a lei una fuga oltre cortina con l'attraversamento notturno del Danubio. Il regime è onnipresente, il popolo sembra esserci rassegnato, Ceausescu è una macchietta di cui tutti, segretamente, si fanno beffe. Finchè non arriverà la rivoluzione, che cambierà le vite di tutti i rumeni. Un po' film di formazione, un po' affresco bucolico, ciò che sorprende di questo film è la sarcastica nostalgia per quel periodo ingenuo, la burocrazia, le ristrettezze economiche e le sue canzoni di propaganda, quasi una impossibile versione rumena dell'ostalgie berlinese.

centravanti nato

(Italia 2007) di Gianclaudio Guiducci, con Carlo Petrini
Tratto dalla nota autobiografia "Nel fango del dio pallone", è la storia di Carlo Petrini, un calciatore degli anni '60 e '70 che ha raccontato la sua esperienza in tutti i malaffari del calcio professionistico. Dal doping alle scommesse e le partite truccate, dai soldi e i contratti in nero all'indifferenza verso i tifosi all'ossessione verso il lusso, le macchine e il sesso, fino ai guai dopo il suo ritiro: una finanziaria andata male, il fallimento e la fuga per sfuggire agli usurai, la morte del figlio diciassettenne che ammalato aveva fatto un appello, vano, per rivedere l'ultima volta il padre. Per chi ha letto il libro, il documentario aggiunge solo la possibilità di conoscere il viso attuale e la voce di Petrini, una sigaretta dopo l'altra, nonché alcune immagini che mostrano quanto finti fossero i gol delle partite truccate. Per chi non lo ha letto, è una storia appassionante, in cui i dettagli della carriera da calciatore sono scorsi velocemente, mentre c'è più spazio per la parte più scabrosa e drammatica. Realizzato prima di calciopoli, esce quando alla pulizia del calcio non crede più nessuno.

unveiled

(Germania 2005) di Angelina Maccarone, con Jasmin Tabatabai, Navíd Akhavan, Bernd Tauber, Majid Farahat, Georg Friedrich
Fariba (Jasmin Tabatabai), fuggita dall'iran perchè perseguitata in quanto lesbica, arriva in Germania. Per aggirare le cortesi ma rigide procedure d'asilo tedesche prende l'identità e il passaporto di un altro iraniano in attesa di asilo, che si è suicidato. Il film è la storia di questo travestimento, lo straniamento di essere diverso, in un paese diverso, nei panni di una persona diversa. La Germania è asettica e grigia come la fabbrica di crauti dove Fariba lavora e solo una volta si entra in quella luccicante di luci al neon. Jasmin Tabatabai, che ha contribuito alla sceneggiatura, passa senza alcun trauma dal ruolo di donna a quello di uomo. Di Angelina Maccarone, genitori italiani ma nata e vissuta in Germania, si sentirà ancora parlare. Dopo questo film che l'ha rivelata, con il successivo vincerà il pardo d'oro a locarno, un terzo è in preparazione.

11 maggio 2007

a piazza navona (e poi a ponte garibaldi)

Domani sarò a piazza navona, per la manifestazione del coraggio laico. Contemporaneamente il partito politico del vaticano mostrerà i muscoli con una grande manifestazione. Contro una modesta (e ancora sulla carta) legge sulle unioni civili, tanto per cominciare, e poi vedranno: il diritto di satira, la legge 194, chissà. In rotta completa nelle americhe, superato in reazionarietà dall'islamismo in Africa e Asia, il cattolicesimo va all'attacco in casa propria, galvanizzato da episodi contraddittori (il voyeurismo necrofilo su woityla, la prevedibile astensione dal voto nei referendum sulla fecondazione) e dall'asservimento di politici e fonti d'informazione.
Per fermare questo tentativo di ritorno al medioevo ci tocca scendere in piazza con Pannella, di cui non si dimenticano le lotte per un paese peggiore (cito un solo esempio: il referendum del 2000 per abolire l'articolo 18 dello statuto dei lavoratori) e la sua alleanza con Berlusconi nella passata legislatura; sta di fatto che attualmente Pannella è un pericolo molto meno grave del vaticano.
E alle cinque e mezza sarò a ponte garibaldi, per ricordare Giorgiana Masi nel posto dove è stata uccisa, 30 anni fa. Durante una manifestazione per ricordare la vittoria nel referendum sul divorzio di tre anni prima, fu raggiunta da proiettili che non si è mai fatto sapere da chi siano stati sparati.

07 maggio 2007

una gaffe perdonabile

La questione aperta tra manifesto e cgil a seguito della gaffe del primo maggio è piuttosto imbarazzante per chi, come me, è sia iscritto alla cgil sia abbonato al manifesto.
Riassumo brevemente i fatti: il primo maggio è uscito sul manifesto un inserto di quattro pagine sul lavoro in cui due pagine erano a cura del coordinamento di precari May Day. In queste due pagine apparivano tra gli articoli due finte pubblicità, realizzate nello stile delle pubblicità vere con la tecnica del subadvertising, una di wind e, appunto, una della cgil in cui era scritto: "Ci fingeremo paladini dei precari e continueremo a non far nulla per loro ? Puoi contarci".
La cgil, come è ovvio, non ha gradito e sta meditando due possibili risposte: forti azioni legali oppure l'invito a ritirare gli abbonamenti al quotidiano.
Il manifesto ha ammesso che è stato commesso l'errore di non mostrare chiaramente che le pagine erano gestite da terzi e non direttamente dalla redazione.

In effetti non era facile accorgersene. Io ho guardato la pubblicità trovandola un po' strana ma senza pensarci troppo, ho apprezzato l'idea della testata del precariato "city of gods", con il logo della free-press e il riferimento a zè pequeno e non ho letto gli articoli. Il punto è che dopo aver letto a pagina uno dell'inserto l'imperdibile intervista a Vittorio Foa, classe 1910 e monumento vivente della sinistra italiana, qualunque cosa sarebbe sembrata ininteressante.
Fermo restando l'errore del manifesto, bisogna dire che non è isolata l'opinione che la cgil non abbia ancora trovato un modo efficace per appoggiare le lotte dei precari. Ed è urgente che le trovi al più presto, visto che con la legislazione vigente i precari sono destinati ad aumentare.
Intanto lo stesso giorno il segretario generale della cgil si esibiva in una inattesa e inspiegabile genuflessione al vaticano criticando le tranquille battute di Andrea Rivera.
Quindi auspicherei che la cgil accettasse le scuse del manifesto e non procedesse a ritorsioni, viste anche le precarie condizioni finanziarie del giornale.
Anche perché in caso contrario potremmo procedere a una dolorosa contromisura di protesta: il ritiro dell'iscrizione alla cgil.

05 maggio 2007

tekfestival

Dal 4 al 10 maggio c'è il Tekfestival, il più sperimentale tra i (bei) festival di cinema che si fanno a Roma. Consiglio di farci un salto a chi è di Roma o capita a Roma in questi giorni. Le proiezioni sono al Trevi e al Farnese, in pieno centro, un po' una maledizione da raggiungere.
Le opere sono un centinaio, gran parte documentari, quasi tutti praticamente impossibili da vedere altrove. Ci sono varie sezioni, segnalo quella phag off sul cinema GLT e quella del cinema delle donne, ma è consigliabile vedere il programma completo sul sito tekfestival.it

04 maggio 2007

Cronaca di una fuga

(Argentina 2006) di Israel Adrian Caetano,con Rodrigo De la Serna, Nazareno Casero, Pablo Echarri
Diario di un sopravvissuto a un sequestro durante la dittatura argentina, tratto da una storia vera: quella di Claudio Tamburrini, studente e portiere di una squadra di calcio di serie B, che viene accusato per sbaglio di essere oppositore del regime, sequestrato e torturato per 120 giorni. L'Argentina terrorizzata dei generali non si vede, poche scene di una partita e si piomba subito nell'incubo, la segregazione, la tortura, le minacce. Nella villa del terrore, i prigionieri cadono in uno stato di prostrazione e perdita di identità, in cui è difficile distinguere l'uno dall'altro, sempre sull'orlo della delazione, mentre gli aguzzini mostrano una crudeltà automatica, senza nessuna umanità. Film crudo e vibrante, trasferisce la tensione allo spettatore, che vorrebbe spingere i prigionieri alla rivolta e guidarli alla fuga che da il titolo al film. Basato scrupolosamente su fatti realmente accaduti, i titoli di coda avvertiranno onestamente dell'unica difformità: un personaggio minore è in realtà l'unione di due persone vere. E nel ruolo del "giudice", capo mandante dei torturatori, che interroga il prigioniero Guillermo, ha recitato il vero Guillermo.
Di Tamburrini, che alla presentazione del film ancora non nasconde il suo sollievo di essere uno dei pochi ad averla scampata, è disponibile in rete la testimonianza al processo del 1985 contro i crimini della dittatura, sul sito nuncamas.org. Da leggere magari dopo aver visto il film, altrimenti si rischia di conoscere anticipatamente per filo e per segno la trama.

25 aprile 2007

precarietà

«Sono convinto che il libero mercato sia la migliore espressione possibile della comunità e del bene collettivo». Lo ha detto Philip Rosedale, il creatore di Second Life, una specie di sito/mondo virtuale di cui ogni giorno i giornali cercano di convincerci che non possiamo fare a meno. Ma potrebbero averlo detto in molti, perché purtroppo è un'opinione piuttosto diffusa. Come risultato, il libero mercato ha seguito il suo corso in vari settori, ad esempio sia nel campo abitativo sia in quello del lavoro. E i risultati sono che molta gente vive male, strozzata da entrambe le cose. Il cinema impero è un ex cinema costruito negli anni '30, a via dell'acqua bullicante, tor pignattara, roma, che ha funzionato fino agli anni '70 e poi è stato abbandonato. E' stato occupato a scopo abitativo da una quindicina di famiglie che ora sono a rischio sfratto da parte di un immobiliarista (finalmente questa parola ha acquisito nel senso comune il significato che merita). Ora, il cinema ha un valore storico, può essere trovato architettonicamente suggestivo, è stato citato più volte nei romanzi di Pasolini, ne esiste curiosamente una replica ad Asmara, Eritrea, però prima di tutto viene la sorte delle famiglie che ci abitano (tra l'altro, come si fa ad abitare in un cinema?). Sabato 21 aprile c'è stata una manifestazione, nata semplicemente contro lo sgombero del cinema impero ma ma poi ampliatasi contro la precarietà a due motori, il caro affitti e i lavori atipici. Il censis ha recente calcolato che dal 1999 al 2006 gli affitti sono aumentati del 112%. Probabilmente questa stima si riferisce agli affitti regolari e non comprende gli affitti in nero, che per alcune categorie di persone sono la norma. Quelli che non hanno lavoro o hanno un lavoro precario e nello stesso tempo sono in affitto, magari in nero, non vivono, al limite sopravvivono. E qualcosa succederà quando scopriranno di essere tanti e di non farcela più. Perché come dice Olivier Besancenot, che alle elezioni presidenziali francesi ha preso un discreto 4,3% per la Ligue communiste révolutionnaire, «le nostre vite valgono più dei vostri profitti».

20 aprile 2007

parlamentari nullatenenti

Qualche giorno fa è stato pubblicato un resoconto sui redditi dichiarati dagli attuali parlamentari nell'anno 2005. Senza sorpresa il più ricco è risultato Berlusconi, con i suoi 28 milioni di euro, altrettanto senza sorpresa tra i primi dieci ce ne sono sei di Forza Italia, due di An, uno dell'Udc e uno della rosa nel pugno.
Invece, dall'altra parte della graduatoria ci sono 7 deputati che, sorprendentemente, hanno dichiarato di non aver percepito alcun reddito in quell'anno. E' evidente che nel 2005 non fossero ancora parlamentari, altrimenti avrebbero sicuramente ricevuto il noto generoso stipendio. Però in una società come la nostra, dove salvo eccezioni il prestigio è dato direttamente dal denaro posseduto o da quanto si è capaci di generare denaro dalle proprie attività, come si fa a passare in pochi mesi da uno stato di, in pratica, reietto della società a quello di rappresentante eletto dal popolo? Anche da politico di professione, una graduale gavetta nelle amministrazioni locali un qualche reddito in forma di diaria dovrebbe produrlo.
Cosa facevano allora nel 2005 queste persone, prima di diventare parlamentari?

Massimo Fundarò (verdi), primo deputato verde siciliano, era imprenditore agricolo biologico ad Alcamo, nel 2005 era anche membro dell'esecutivo nazionale. (1) .

Maria Ida Germontani (AN) ha un curriculum piuttosto folto: sebbene le date non siano indicate chiaramente, nel 2005 doveva essere Coordinatrice Nazionale delle Politiche Femminili di Alleanza Nazionale, "garante per le “quote rosa” nelle liste elettorali di Alleanza Nazionale", Coordinatrice delle Commissione Interministeriale “Comunicazione e ruolo delle Donne”, Consulente politico dell'On. Stefania Prestigiacomo. Inoltre la Germontani svolge contemporaneamente attività di consulenza e pubblicistica in materia di società fiduciarie, diritto commerciale e societario e dal 1996 tiene settimanalmente su “ Il Secolo d’Italia “ la rubrica di commenti e costume “ Il Flash “. (2)

Donatella Poretti (Rosa nel Pugno) si dedicava (sic!) a Radio Radicale con due rubriche dedicate una alla ricerca scientifica e alle cellule staminali e l'altra ai quotidiani dell'America Latina e all'Aduc, di cui il compagno Vincenzo Donvito è presidente. (3)

Francesco Laratta (Ulivo) Dal 21 febbraio 2004 è Vicesegretario regionale vicario della Margherita e, per lo stesso partito, membro del Dipartimento Mezzogiorno, settore Patti territoriali. Dal 9/11/05 è stato nominato dal sindaco di San Giovanni in Fiore, Nicoletti, assessore con delega alla Sanità e Politiche Sociali. Con Decreto n. 248 del 10 ottobre 2005 del presidente della Giunta Regionale, on. Agazio Loiero, Franco Laratta viene nominato Presidente della Commissione regionale per l'emersione del lavoro non regolare.
E in più, collabora con Gazzetta del Sud, ha al suo attivo oltre 2000 articoli apparsi su (il Crotonese, la Gazzetta del Sud, e altri periodici). Ha recensito dal 1985 in poi i dischi di Mina per diverse testate giornalistiche. Ha scritto 5 volumi di attualità e cultura calabrese.
(4) (5)
(Update: Francesco Laratta ha postato una replica che si può leggere, commento n.2)


Francesco Caruso (PRC) a cui va la mia solidarietà perché il sito corriere.it ha indicato soltanto lui come nullatenente accompagnando per suffragare il concetto una fotografia in cui sembra addormentato sui banchi della camera (6), come possibili fonti di reddito ha scritto 3 libri dal 2003 al 2005. E' noto che possieda anche dei terreni che ha ereditato, in quanto ha reso pubblici tutti i dati a seguito di una campagna di stampa de "il giornale". (7)

Alberto Filippi (Lega Nord) è il caso più interessante. E' notizia di ieri che Filippi si sia lamentato di essere stato affiancato a caruso: "bisogna rettificare - ha dichiarato al 'Giornale di Vicenza - io non sono un poveraccio". (8) Buon per lui! Ma che lavoro faceva Filippi ? Se non si passa per siti di controinformazione, non fa parlare molto di sé. Il sito della camera dei deputati lo definisce imprenditore. Attraverso "la domenica di vicenza" si scopre che è laureato in Economia e Commercio e imprenditore nel settore della chimica di base con un network di distribuzione a livello nazionale. (9) Ma scoprire di quale azienda è a capo non è proprio facile, bisogna andare sul sito del cornedo calcio a 5 (10), fino all'anno scorso unichimica cornedo, sponsorizzato dalla unichimica srl di Torri di Quartesolo (Vi).
Poi su siti di controinformazione si può trovare altro: la uniholding, collegata alla unichimica, e alcuni strani incidenti.
Del resto Unichimica è nella lista del ministero dell'ambiente, aggiornata all'aprile 2007, degli impianti suscettibili di generare incidenti rilevanti ( per un deposito di fitofarmaci e uno di materiali tossici). (11)

Ali Rashid (PRC) era primo segretario della delegazione generale palestinese in Italia. Non ho trovato nessun'altra attività a parte la scrittura di alcuni articoli di giornale.


(1) notizie verdi anno II, n. 267;
(2) http://www.germontani.it/page.asp?cat=curriculum
(3) http://www.donatellaporetti.it/biografia.php
(4) http://www.francolaratta.it/leggi.asp?id_area=1&sarea=0&mac=1&id_art=1
(5) http://www.ebeteinfiore.it/chi_e.asp?key=111&mac=3 (sic!)
(6) http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/04_Aprile/17/redditi_deputati_camera.shtml
(7) http://www.altrosud.info/modules.php?name=News&file=article&sid=6
(8) http://it.news.yahoo.com/19042007/201/camera-filippi-lega-redditi-dei-parlamentari-non-poveraccio.html
(9) http://www.ladomenicadivicenza.it/a_55_IT_298_1.html
(10) http://www.cornedocalcioa5.com/leggi_news.php?id_news=1053
(11) http://www2.minambiente.it/sito/settori_azione/iar/stabilimenti/docs/veneto.pdf

17 aprile 2007

vete de mi

(Spagna 2006) di Victor Garcia Leon con Juan Diego, Juan Diego Botto, Cristina Plazas
un figlio trentenne indolente e approfittatore (Juan Diego Botto, attore fin da bambino), in fuga dalla madre, si presenta a casa del padre (Juan Diego, passato glorioso da attore militante), attore di teatro con ambizioni mai soddisfatte, scombussolandone la vita.
Nel corso del film il padre perderà la donna, il lavoro, la salute, la voglia di vivere e la faccia, mentre il figlio arriverà sempre a dire la cosa giusta e riuscirà a farsi benvolere da tutti, eccetto i suoi genitori.
Victor Garcia Leon si è detto stupito di come a ogni proiezione il pubblico rida molto, perché la materia trattata è ben tragica. In effetti non salva nè la generazione dei padri, che ricordano un sessantotto lontano, nè quella dei figli, che un sessantotto non l'hanno avuto proprio. A San Sebastiàn è piaciuto molto, potrebbe piacere anche qui.

il nostro messia

(Italia 2006) di Claudio Serughetti con Claudio Serughetti, Sarah Maestri, Sarah De Marchi, Vanessa Scalera, Maria Rita Cardella, Veronica Barbatano
In uscita, forse, a settembre 2007, è un film (molto) indipendente, con qualche probabile nota autobiografica, in cui un giovane regista in cerca di finanziamenti per il suo film viene ospitato da 5 aspiranti attrici in cerca di una svolta. Molte partecipazioni straordinarie, da Tinto Brass a Dolcenera, molte citazioni, da quelle esplicite, Fellini e Pasolini, ad altre più nascoste, da John Fante a Steno, per un risultato piuttosto prevedibile e didascalico, diretto con mano incerta. Il film è prodotto con il meccanismo dei coproducers, in cui tutti i partecipanti al film contribuiscono economicamente o con il lavoro alle spese di produzione. E si vede, perché attori e regista sono rappresentati come vittime del sistema, mentre i produttori sono rappresentati come dei mostri, e c'è anche un'invettiva contro il taglio dei finanziamenti al cinema. E fanno dire al critico, Tinto Brass con sigaro d'ordinanza, la spiegazione che avevamo già capito da soli.

il rabdomante

(Italia 2006) di Fabrizio Cattani, con Pascal Zullino, Andrea Osvart
Rischia di non essere mai visto, perchè attualmente è in cerca di distribuzione, ma è facile prevedere che la troverà presto.
Un contadino solitario, che ha il dono di trovare l'acqua e di parlare con le anime, aiuta a nascondere una ragazza dell'est che sta scappando da un mafioso locale e dai suoi tirapiedi.
Ambientato a Matera e nei suoi dintorni, con (bravi) attori quasi tutti pugliesi, ricorda altri film, da Rubini a Piva, passando per il Salvatores di Io non ho paura, ma la materia è inesauribile e il risultato è comunque ben riuscito, con momenti molto divertenti come quello dei due tirapiedi (stile capagira) alle prese con il vecchio fabbro (però in questa scena, più si è nati lontano dalla puglia, meno si capisce).

13 aprile 2007

riff


Da stasera, fino al 20 aprile, sarò al riff, rome indipendent film festival. E' uno dei migliori festival di cinema a roma, assieme al tekfestival, a asiaticafilmmediale, a panafricana (aggiungete .it per il loro sito ufficiale e non perdeteveli se siete in zona).


A chi va al cinema preferibilmente in spettacoli non affollati, in anticipo e cercando di non coprire la vista di nessuno e poi inevitabilmente a luci già spente entra qualcuno che con noncuranza gli si siede esattamente davanti, dedico questa vignetta di Gary Larson.

08 aprile 2007

miti

Il giorno di pasqua del 1995 mi trovavo a Ohrid, in Macedonia, a chiacchierare con un gruppo di albanesi (musulmani) di nazionalità macedone.
Si parlava in italiano semplificato, poiché loro avevano lavorato per qualche tempo in Italia.
Io: oggi in Italia è una grande festa, è il giorno in cui Gesù Cristo, che era morto, è ritornato vivo.
Loro (guardandosi): ma tu credi a questo ?
Io (sottintendendo "ovviamente"): Noo!
Loro (ridendo): è ovvio, se uno è morto come può ritornare vivo ?

05 aprile 2007

minimi delitti, pene esemplari

La peppermint jam è una casa discografica di hannover che ha ingiunto a telecom di farsi consegnare i nominativi di più di 3600 utenti italiani di internet che avevano messo in condivisione dei file musicali.
La richiesta è stata autorizzata da una sentenza del tribunale di roma, dopo che una precedente sentenza aveva negato la divulgazione dei nomi. L'operazione è stata realizzata con il contributo una società svizzera che ha reperito gli indirizzi IP degli utenti.
Una volta ottenuti i nominativi, la peppermint dice che forse non farà causa. Inizialmente manderà una lettera in cui richiede la cancellazione del file, un impegno scritto a non condividere più altri file e la richiesta di un "moderato" risarcimento dell'ordine delle centinaia di euro.
Fermo restando il legittimo diritto della peppermint jam di tutelare i propri interessi economici, propongo a tutti gli appassionati di musica di non comprare più materiale venduto da questa ditta. Niente più dischi o magliette del famosissimo James Kakande, da quel che sembra l'artista di punta. A meno che sperabilmente James Kakande non passi a una casa discografica meno adusa a pratiche simili. A quel punto potremmo pure comprarci un suo disco, una volta capito che tipo di musica fa (adesso non ci azzardiamo di certo a cercare di capirlo, troppo pericoloso).



Lorenzo Bassano è un regista di 40 anni arrestato a Dubai per il possesso di 0,8 grammi di hashish. Adesso rischia una pena fino a quattro anni. E' anche ammalato del morbo di Crohn, una malattia piuttosto perfida che colpisce l'apparato digerente.
Non ho trovato dettagli molto chiari sulle circostanze dell'arresto, sicuramente può sembrare molto incauto e pericoloso passare per l'aeroporto di Dubai con del fumo nei bagagli, specialmente se la quantità è così piccola (anche se dopo essermi documentato sul morbo di Crohn lo capisco già di più).
In ogni caso non si può stare quattro anni in galera per questo. L'unica strada per la sua liberazione è la grazia dello sceicco, e perché lo sceicco dia la grazia occorre perorare la causa di Lorenzo presso il governo italiano e il ministero degli esteri. E per quel quasi niente che può contare, peroro anch'io.