

Questo aspira ad essere un post di utilità. Certe volte penso che sia uno spreco scrivere di attualità o di politica, quando ci sono moltissimi che lo fanno, e meglio, mentre chiunque possiede una grande quantità di informazioni o, quanto meno, opinioni che sono inedite su internet. Oppure non si trovano, che è lo stesso.
Ad esempio io posso dare un po' di dritte sul quartiere di San Lorenzo, dove ho vissuto per quasi vent'anni e ho lasciato l'anno scorso per inadeguatezze strutturali della casa e divergenze (affinità nessuna) con il compagno padrone di casa.
Il passaggio da quartiere operaio a sede della movida della città è classico: "al termine degli anni settanta in cui [...] si concentrò un numero di sedi politiche extraparlamentari senza paragoni. Quasi 40 tra collettivi, comitati, redazioni, librerie e cooperative. Ma sappiamo come sono andate le cose nel decennio successivo, il riflusso guidato dai craxiani portò troppi ex operai a cimentarsi come bottegai del divertimento nel futuro luna park notturno."
Questo è Marco Philopat e parla della darsena a Milano, ma calza perfettamente anche a San Lorenzo.
In un libro che ho letto che parlava principalmente del bombardamento, leggevo che una frase comune dei suoi abitanti da cento anni è che San Lorenzo non è più quello di una volta. Una volta letto questo, mi sono sforzato di non pensarlo più, ma in effetti, dei miei tre vicini di pianerottolo, tutti anziani, due coppie sono morte e la donna del terzo appartamento è paralizzata, nel mio palazzo sono cambiati quasi tutti gli inquilini, i negozi del mio palazzo sono tutti cambiati, e in tutto il quartiere non ricordo più di cinque negozi superstiti. Al posto del tornitore una copisteria, al posto del calzolaio una creperia. L'unico cinema, parrocchiale con le sedie di legno e delle sedie isolate in galleria per sfuggire alla molesta chiacchera ad alta voce, è diventato un normale cinema di prima visione. Quello che resiste di più è proprio la politica. Radio Onda Rossa o la libreria anarchica Anomalia sono sempre lì.
Ma non era mio obiettivo fare un lamentato ricordo del quartiere che fu, ma piuttosto dare indicazioni, strettamente personali, su cosa è buono e cosa no.
Perché se vedete una lavagnetta con la scritta "aperitivo 7 euro fino alle 21, 9 euro dopo" (vera!) capite da soli che non dovete entrare. Ma in casi meno palesi, qualche dritta può servire.
Pizzerie: la migliore è indubbiamente formula uno a via dei reti. E’ piuttosto chiassosa, magari c’è fila, il vino della casa è da evitare, ma la pizza è più buona. E poi i camerieri sono gli stessi da vent’anni, segno che il padrone non è uno sfruttatore. In alternativa qualche volta andavo dal maratoneta a via dei sardi. La domenica, quando quasi tutte le pizzerie sono chiuse, per qualche tempo sono andato alle maschere, via degli umbri, ma successivamente ho pensato che era meglio aspettare il lunedì.
Come trattoria, senz’altro la migliore è pommidoro, piazza dei sanniti. E’ cara, è segnalata sulle guide quindi ci sono più turisti stranieri di quanti ne servano, però è ottima. La trattoria esiste da decine di anni, il primo pommidoro era il nonno di Aldo, l’attuale proprietario, mentre il padre era “pommidoretto”. E’ anche il locale dove Pasolini ha mangiato la sera che è stato ucciso. Sembra che quella sera abbia detto ad Aldo “devi andare via dall’Italia, è un paese orribile”. Aldo pare abbia risposto:"a Pierpa', ma 'ndo vado?"
A parte quello c’è colli emiliani a via tiburtina, economica e affascinante perché completamente fuori moda (guardare all’interno per credere).
A via dei sabelli quasi verso le mura c’è una trattoria ma è più bella a vedersi che a mangiarci.
Birrerie e pub, onestamente non li ho mai frequentati molto, bevendo a casa potevo spendere un quarto potendo scegliere musica, volume e avventori.
In ogni caso al sally brown a via degli etruschi c’è la possibilità di bere una birra con il Sigaro o il Picchio della banda bassotti. Al rive gauche fanno una buona ma esosa birra fatta in casa.
Scimeca a via dei sabelli è un mio amico. E’ di quelli che fa da bar la mattina, self service a pranzo, sala da tè il pomeriggio e pub la sera, infatti certe volte che è sorprendentemente chiuso probabilmente starà dormendo, distrutto dalla fatica.
Per i kebab, sono tutti recenti e secondo me tutti abbastanza mediocri, provate a scegliere quello più affollato, che magari smercia la carne più velocemente.
Come pizza al taglio suggerisco Natalino a piazza degli equi o ciccio pizza a via tiburtina.
Il fornaio all’angolo tra via degli etruschi e via dei volsci è ancora buono, sebbene facesse un impressione migliore quando era gestito dai genitori e vendeva solo pochi tipi di pane.
Per fare colazione la mattina consiglio il bar a piazza dei sanniti, dove si può incontrare Sabina Guzzanti ma i cornetti sono caldi solo ogni tanto oppure il bar del prado (ex bar di Elena) a via dei sardi, dove si incontrano sempre (tavolo nell’angolo a destra) i tre vecchietti bevitori di stravecchio (ricordo della vecchia gestione) e i cornetti sono provvidenzialmente tenuti nello scaldatore. Però la barista cambia ogni mese (vedi sopra).
Come negozi, non è più lo stesso disfunzioni musicali, che vent’anni fa era il negozio di dischi più fornito di roma, poi ha cominciato a perdere colpi e adesso credo sia definitivamente in crisi con il peer to peer. Videobuco a via degli equi invece è in salute, noleggia dvd e ha una scelta notevole, anche orientata alla storia del cinema e al cinema d’autore.
Scorci pittoreschi segreti non ce ne sono molti, per quello è meglio andare a trastevere. C'è la finestra finta a via tiburtina (vicino ai laboratori di fisica), un angolo bello è quella stradina chiusa dove c’è la fabbrica said. Bei cortili interni ci sono a via degli ausoni (il primo da via tiburtina) oppure a via dei ramni 8 (sfruttatissimo dal cinema). La facolta di psicologia era una vecchia fabbrica, nel cortile esiste ancora la ciminiera. La palafitta di via dei reti, una volta scoperta, rientrerà sicuramente tra le brutture d’italia. L'antica posta a via dello scalo san lorenzo e il retro del pastificio cerere a via dei reti sono appena stati restaurati e sembrano troppo finti, ma è il tipo di pittoresco che ha molti estimatori in questo periodo.
Come attrazioni da guida verde del touring club ci sono la basilica di San Lorenzo e forse il Verano, che però non è valorizzato come pere lachaise con la mappa, quindi è difficile trovarci qualcosa. Facile da trovare, appena dopo l'entrata a sinistra, è la famosa targa “quello che siete fummo, quello che siamo sarete” che divertiva Togliatti nelle passeggiate di riflessione quando l’Unità era a via dei taurini.
Mi sembra tutto. Per smentite, aggiunte o integrazioni, lasciate un commento.
Fotoistituto Luce del bombardamento umanitario anglo-americano del 19 luglio 1943, rispettivamente piazza dei sanniti e piazzale tiburtino.