18 luglio 2007

mala tempora currunt




Naturalmente è sempre sbagliato cercare di ricavare informazioni sui cambiamenti della società osservando le scritte sui muri, dal momento che potrebbero essere opera di qualche isolato. Eppure qualche indicazione di massima si può ottenere.
La prima è stata scritta a casal bertone, a pochi metri da dove è stato fatto l'assalto dell'11 luglio, probabilmente dagli assalitori stessi. La seconda parte è stata ben cancellata e non si legge quasi più, ma c'era scritto "più case, meno calabresi!".
E' sintomatico pensare che una ventina d'anni fa (almeno per quello che mi ricordo io) il razzismo a roma di fatto non c'era. Non c'era neanche l'immigrazione di massa dall'estero. Quando è arrivata l'immigrazione, sono mancate le politiche di integrazione, e contemporaneamente la sinistra in città si è lanciata nella politica del grande evento mediatico e ha smesso di fornire risposte alle periferie. A cui sono rimaste solo le risposte, sbagliate, della destra. E così, via gli stranieri dall'italia, via i calabresi da roma, via i romani da focene, in un delirio che sembra peggiorare ogni giorno.


La seconda scritta invece è ancora leggibile (ma è rassicurante che per ogni scritta idiota c'è sempre una mano pietosa pronta a cancellare o a ritoccare) e svela l'obiettivo ultimo dell'offensiva filo-vaticana del family day: la legge 194. E' stato scritto vicino alla sede dell'inquietante movimento "militia christi", la risposta cattolica ai talebani afghani. Anche se dopo il roma pride e i sex crimes i papa boys mi sembrano piuttosto abbacchiati, non è il caso di dimenticare dove vorrebbero arrivare.

L'ultima scritta è vicino a casa mia. E' solo la dimostrazione che se proprio si vogliono scrivere delle cazzate, è almeno possibile fare in modo che siano simpatiche e divertenti.

14 luglio 2007

Non son l'uno per cento

(Italia 2006) di Antonio Morabito con Alfonso Nicolazzi, Gigi Di Lembo, Donato Landini, Dominique Stroobant, Massimiliano Giorgi, Angelo Dolci
"Se si guarda a come va il mondo, come si fa a non essere anarchici?".Comincia così questo documentario in forma di intervista a 5 anarchici della FAI. Si scorrono così la storia del movimento, il rapporto con la città di Carrara, le cave di marmo, la sede conquistata con la liberazione, le vite degli intervistati, la vittoria popolare della chiusura dell'inceneritore della montedison che inquinava la città, i rapporti con i movimenti no global e i recenti episodi attribuiti a sigle anarchiche.
Con una sorpresa amara: Alfonso Nicolazzi, il tipografo che stampava Umanità Nova, che mentre lo si sente parlare viene voglia di andare a Carrara apposta per conoscerlo, è morto nel 2005, durante la lavorazione del documentario.
Dove, come non capita spesso, a parlare dell'anarchismo sono gli anarchici stessi.

06 luglio 2007

Processo agli aggrediti

Il processo agli aggrediti di giovedì a villa ada è cominciato oggi per direttissima.
Ricapitolando la storia, giovedì scorso, dopo il concerto della banda bassotti, quando buona parte delle persone (tra cui me) era andata via, un centinaio di fascisti di piazza vescovio è arrivato al grido di "duce, duce", armato di coltelli e bastoni ( e di corsa e in formazione militare, sembra) a seminare il panico: tra gli spettatori, che hanno provato a difendersi, il più grave ha ricevuto 9 coltellate, di cui due a un centimetro dal polmone.
La polizia è arrivata molto in ritardo (nonostante a fianco all'entrata di villa ada ci sia una grande caserma dei carabinieri) e non ha trovato di meglio da fare che fermare quattro spettatori per i consueti reati "da manifestazione".
Gli aggressori erano intanto scappati e non sono stati identificati.
Aggressioni fasciste di questo tipo avvengono spesso fuori da luoghi politicizzati come i centri sociali, stavolta è avvenuta in un luogo "neutrale" (anche se il concerto non lo era) e ricorda piuttosto il caso di renato biagetti.
Invece è purtroppo usuale trovare guai ad avere a che fare con le forze dell'ordine: da napoli e genova 2001 a Federico Aldrovandi, dalla manifestazione contro forza nuova a milano a questi fatti di villa ada, per restare solo nel ventunesimo secolo.
E' altrettanto usuale che qualche politico e qualche giornale abbia accomunato aggressori e aggrediti nella teoria degli opposti estremismi.
Il processo per direttissima ai quattro spettatori è cominciato oggi.
Sarebbe inaccettabile una conclusione con una doppia beffa: aggrediti e condannati.

E sabato manifestazione, le ultime notizie dicono da villa ada a piazza sant'emerenziana e ritorno. Piazza Vescovio non è stata concessa per timori di scontri e perché è "troppo fascista". Ma comunque si potrà manifestare contro la violenza fascista nel quartiere "nero". Consiglio comunque la visita di piazza vescovio (senza dare troppo nell'occhio - e non sabato, perché c'è un sit-it neofascista): c'è un'atmosfera pesante, sembra un po' di essere in un film sulla dittatura argentina.

12 giugno 2007

speculatori teatrali

''Quella di quest'anno potrebbe essere l'ultima stagione dell'Ambra Jovinelli che, nonostante sia diventato il primo teatro romano, tra quelli di 800-900 posti, per pubblico con 96.000 spettatori nell'ultima stagione, ha ad oggi un disavanzo di 500.000 euro e aperto un contenzioso con la proprieta' dello stabile. Attendiamo risposte dal ministero per i Beni e le Attivita' Culturali'', dice il produttore dell'ambra Jovinelli Valerio Terenzio. "Il contratto d'affitto scade tra un anno e abbiamo avviato un contenzioso con la proprietà perché paghiamo un affitto altissimo, che pesa sui nostri costi di gestione".
Inoltre Terenzio e la direttrice Serena Dandini chiedono una legge che regolamenti il settore e la fine dei tagli del Fus realizzati dalle finanziarie di berlusconi.

L'Ambra Jovinelli, con la sua facciata in stile liberty inizio novecento, è lo storico teatro di varietà dove si sono esibiti, tra gli altri, Petrolini e Totò. Da sette anni è stato restaurato e riaperto con spettacoli molto apprezzati, soprattutto di cabaret.

Premesso che la chiusura del teatro sarebbe una perdita grave e che il taglio al fondo unico dello spettacolo è scandaloso, bisogna rendersi conto che poiché lo storico teatro è caduto nelle mani di uno speculatore, qualunque aiuto economico pubblico dato all'Ambra Jovinelli si trasformerebbe una generosa elargizione al proprietario dello stabile da parte della collettività.
Considerato che gli spettacoli si vedono anche un po' male, a causa della struttura antica, la mia modesta proposta è che la produzione si sposti un un altro teatro, magari moderno e dall'affitto molto più basso.
Così magari l'esoso proprietario potrebbe rimanere senza la comoda rendita costituita dall' affitto. E magari questa storia potrebbe diventare un esempio contro la speculazione immobiliare, che è una delle più odiose e diffuse forme di sfruttamento che ci sono attualmente in Italia.

09 giugno 2007

sgradito ospite


la giornata della visita del macellaio texano a roma si sta concludendo, con un esito tutto sommato positivo: lui chiuso a chiave in qualche palazzo a colloquio con i suoi compari prodi, ratzinger e berlusconi e noi che ci siamo presi la città.

La manifestazione vera e propria è stata pacifica e divertente, non si possono menzionare tutti i partecipanti, ma almeno i tantissimi "no dal molin" con le loro pentolate (foto 1), i clown in stile rostock che burlano la polizia (foto 2), il tizio con il bandierone rosso che passava davanti all'insensato cordone di poliziotti scudomuniti che difendeva (!) l'altare della patria (foto 3) e i no turbogas di aprilia, che manifestano domani.

Il dopo manifestazione è stato un po' movimentato, ma giusto un po'. Qualche provocatore, peraltro palesemente inviso al resto dei manifestanti, qualche carica della polizia (foto 4), un po' di lacrimogeni e un'uscita incordonata da piazza navona. Come danni, una vetrina di benetton lesionata e alcune fioriere rotte di un ristorante nella stradina da piazza navona a corso vittorio (tranquilli, non il pub che vende la birra economica, che non se lo sarebbe meritato).

07 giugno 2007

corpus domini

E anche quest'anno mi hanno fregato con il corpus domini: zona di san giovanni chiusa, roma spaccata in due, ore di fila per tornare a casa.
Per l'anno prossimo avrei alcune proposte, in ordine di preferenza.
La più gradita è l'abolizione del corpus domini.
Se questo non si può fare, farlo a san pietro invece che a san giovanni e/o di domenica invece che un giorno feriale.
Se neanche questo si può fare, che almeno il comune avvisi la popolazione che quel pomeriggio si chiude san giovanni, è meglio non muoversi, non andare in ufficio o uscire subito dopo pranzo oppure restare nella metà della città dove ci si trovava.

E sia chiaro che lo dico per il vaticano. Altrimenti di cattolici a roma non ne resta nessuno, a giudicare dalle affettuose parole che si sentivano dai finestrini abbassati.

04 giugno 2007

estate romana

Una decina d'anni fa Giovanni Bai diceva: "i romani pensano che a Milano succedano molte più cose che a Roma. Da milanese, posso dire che non è vero: ad esempio a Roma si può vedere un concerto diverso ogni sera". Probabilmente adesso dovrebbe ricredersi.
Negli anni scorsi si potevano effettivamente vedere molti bei concerti a buon mercato, poi però c'è stato un aumento vertiginoso dei prezzi e anche un crollo della qualità.
E infatti quest'anno la situazione è piuttosto deprimente.
Villa ada, la cui tessera per tutta l'estate nel 1996 costava 5000 lire, o dove si potevano vedere con due lire Alì Farka Tourè, Gal Costa o Sebestyèn Marta, è ancora il meno peggio, perché i prezzi sono ancora piuttosto contenuti e ubicazione, fruizione e durata del concerto sono accettabili. Però più che "roma incontra il mondo" dovrebbe chiamarsi "roma incontra i romani" o "roma incontra quelli dell'anno scorso". Casualmente ci sono alcuni buoni concerti (comunque già visti): chico cesar, lenine, kletzmatics (nel 2001, per dare un esempio di come le cose siano cambiate, ho dovuto scegliere, nella stessa sera, tra i kletzmatics a villa ada e Ben harper a fiesta: ho scelto i klezmatics, sbagliando, visto che i klezmatics tornano quest'anno mentre ben harper non è più tornato), lou dalfin. A villa ada ogni anno ci sono sempre gli stessi nomi: daniele sepe, citarella, acquaragia drom, eugenio bennato, officina zoè, nonché gruppi che a roma si vedono più che spesso: modena city ramblers, roy paci, banda bassotti.
Chissà perché non possono invitare gli Zuf de zur o les femmouzes.
A fiesta, dove per 12 mila lire in passato ho visto lou reed o joe cocker, o per restare nella musica sudamericana, mercedes sosa o pablo milanes il programma non è completo, ma lo spettacolo di punta sembra essere ricky martin, che oltre a non piacermi costa anche 32 euro. Oppure peter gabriel, già venuto 2 o 3 anni fa e visto a 200 metri di distanza per 20 euro (ci fu anche un comitato che premeva per la restituzione del costo del biglietto, visto che il concerto non era stato di fatto nè visto nè sentito): ora costa 30. Per il resto, italiani o materiale da scuola di ballo, già visti e stravisti alla metà del prezzo.
La veltronata di quest'anno (finalmente non più al colosseo, dove si vedeva solo lo schermo gigante) è di profilo piuttosto basso: i genesis senza peter gabriel, al circo massimo.
La palma, che fino a due anni fa faceva il godibile e conveniente fandango festival, dove c'era una tessera da una sessantina di euro per due mesi con cui si poteva vedere Tom Zè o Marcus Miller, adesso organizza un festival piuttosto ridotto (vedrei solo Ray Lema) e (a quanto pare) senza tessera.
Alla cavea dell'auditorium, famosa per i concerti che durano un'ora e 15 bis compreso, i biglietti a prezzi esosi oppure gratis per chi è raccomandato, segnalerei solo (30 euro!) patti smith.
Al teatro romano di ostia antica, dove si pagano 20 euro in più a concerto solo per la location, ci sono i sonic youth (secondo me non sono indicati per il posto!). C'è anche paolo conte, che ha settant'anni: l'ho visto solo una volta, non vorrei pentirmi in futuro di non esserci andato; se costa meno di 35 euro (cazz, settanta mila lire) ci vado.
Al foro italico a luglio suoneranno chemical brothers, gregg allman band e john mayall: nessuno dei tre al di sotto di 30 euro.
Il concerto di Barbra Streisand, con biglietti a 850 euro, ero convinto fosse uno scherzo. Infatti lo era, non si fa più. I rolling stones mi sembra che costino oltre 100, vediamo se è uno scherzo anche quello: a quel prezzo e in uno stadio, comunque, non ci vado.
Speriamo in qualche manifestazione minore e nel buon sandro medici, presidente illuminato della X circoscrizione, che l'anno scorso ci ha regalato Manu Chao (già visto e stravisto, ma bel pensiero) e a settembre la rassegna di teatro affidata ad Ascanio Celestini, con cui abbiamo visto varie perle tra cui Leo Bassi (che a luglio gira per l'Italia, ma non a Roma: poveri noi, ma chi può approfitti).
Intanto, giorni fa, alla festa di Radio Onda Rossa, ho visto tra gli altri Gianfranco Manfredi, grande cantautore degli anni '70. Chissà se i migliori concerti non tornino nei centri sociali, come prima delle giunte di centrosinistra.

AGGIUNTA: mi ero dimenticato di parlare del prezzo osceno a cui è venduta la birra a villa ada. C'è una soluzione, cercate i ragazzi con il frigo portatile che si mettono appena fuori all'ingresso. Per i ragazzi con il frigo, non solo a villa ada: il prezzo corretto della birra secondo me è 2 euro per le lattine di ceres da 500 ml e 1 euro per le lattine di bergen (o equipollente da hard discount), altrimenti diventate come i venditori all'interno.

31 maggio 2007

Chavez, antichavisti e tv

Come si sa, Chavez è il presidente del Venezuela, l'iniziatore di un movimento di progresso di tutta l'America latina e, in questo momento, l'esperienza
statuale più supportabile nel mondo.
Come si sa, sui giornali italiani si fa un gran parlare della chiusura della televisione RCTV, chiusa, secondo questi giornali, per un'operazione di censura, visto che durante il tentato golpe del 2002 la televisione esortava a rovesciare Chavez.
I giornali italiani dicono anche che in tutto il Venezuela la protesta impazza.

Informandosi un po' di più si può scoprire che a RCTV è stata revocata (per fine concessione) solo la licenza di trasmettere in chiaro, ma può continuare a trasmettere via cavo o via satellite, che in Venezuela l'80% delle tv è privato e contro il governo (Globovision, Televen,Venevision, per dire le più grandi), che le manifestazioni sono state sia pro che contro questo provvedimento.
E che in Italia c'è una televisione che occupa le frequenze senza autorizzazione (Retequattro) che spettano ad un altra televisione (Europa tv), ma il precedente governo ha fatto una legge ad personam per rimandarne la chiusura. E se facessero chiudere retequattro, di certo si griderebbe alla censura politica.

Per finire l'indagine, ho chiesto a 3 studenti venezuelani con cui gioco a calcio cosa ne pensavano. Dopo aver parlato un po' di Simon Diaz, Luis Silva e altri trovadores llaneros, ho chiesto se RCTV era così vista. Hanno risposto che era la più vista del Venezuela, che era una specie di monumento nazionale ("come chiudere Piazza Navona"), che trasmetteva prestigiose telenovelas, che tutto il Venezuela è arrabbiato. Che c'è criminalità di strada, hanno ucciso anche un imprenditore italiano, di Ferrara, per rubargli il rolex. Che Chavez vuole stroncare le opposizioni, che si è fissato con Fidel Castro e "quell'altro, il boliviano", che vuole fare la guerra agli Stati Uniti, che fa venire i medici cubani.
Insomma, non avevo considerato che è probabile che studenti che possono venire a studiare in Italia facciano parte di quelle classi abbienti che vedono Chavez come fumo negli occhi. Se non altro, a meno che non leggano questo blog, ho guadagnato gli mp3 di Simon Diaz che mi porteranno la prossima settimana.

23 maggio 2007

la caja

(Spagna 2006) di Juan Carlos Falcón Rivero, con Ángela Molina, Elvira Mínguez, Antonia San Juan, Vladimir Cruz, Maria Galiana
A Doña Eloisa (Angela Molina), attempata signora di un villaggio nelle canarie negli anni '60, muore improvvisamente il marito. Poiché la bara (la cassa del titolo) non potrebbe passare nelle strette scale della loro casa, il defunto viene depositato nella casa di una vicina. E così, mentre i vicini gestiscono il prete, le prefiche e il funerale, Eloisa ringiovanisce riscoprendo la vita e l'amore e lo spettatore scopre che suo marito era un uomo odiato e temuto da tutti, delatore del regime franchista e chissà cos'altro, fino al mistero finale: dov'è finito il suo tesoro, costruito con soprusi e orrori ai danni dei suoi compaesani. Commedia nera molto divertente, riesce a far ridere anche della morte e di quella dittatura atroce dalla facciata bonaria che si è trascinata in Spagna fino a 30 anni fa.

18 maggio 2007

zero per mille

Ora che il family day è finalmente passato, si può pensare a come fare in modo che i nostri soldi non contribuiscano più al finanziamento di adunate oceaniche con finalità discriminatorie. Ad esempio facendo una giusta informazione su come viene realmente attribuito l'otto per mille, anche quello per cui non è stata effettuata nessuna scelta. Il resto si trova sul sito dell'uaar.
E sul family day e tutto quello che ruota intorno, lascio l'ultima parola a bobo/staino.

no bush-no war day

Il 9 giugno arriverà a Roma il più grande terrorista mondiale, George W. Bush, invitato dal governo italiano, per convincerlo che è questo governo è suo alleato non meno di quello precedente. Chiaramente Bush approfitterà per passare a trovare anche il suo amicone Ratzinger.
Ci vorrebbe troppo tempo per elencare le imprese addebitabili a Bush figlio, dalle bombe di Falluja alle torture di Guantanamo e Abu Ghraib.
Per questo, bisogna accogliere Bush come si merita.
E' in preparazione una grande manifestazione il 9 giugno a Roma per dire, come ha fatto il resto del mondo, no alle guerre permanenti e preventive di Bush.

Update 8 giugno: sembra che il macellaio texano abbia capito che non è gradito qui a roma: infatti non andrà più a trastevere. Può andare a casa di Prodi, a casa di Ratzinger, restare chiuso nella sua ambasciata, ma non potrà girare per la città.

15 maggio 2007

Dagli all'ecologista

Gli ecologisti, dopo gli immigrati, sono una delle categorie più vittima di discriminazioni e generalizzazioni da parte di stampa e tv in Italia. Un solo esempio: un articolo di ieri uscito su repubblica e intitolato: "Le tribù minacciate dagli ecologisti", in cui si citano alcuni esempi di contrasti tra le organizzazioni dei parchi naturali e gli abitanti delle zone interessate. Secondo l'articolo, finora i parchi naturali sono pensati escludendo la presenza umana al loro interno; addirittura in alcuni casi l'istituzione del parco nazionale è un pretesto per combinare affari con aziende private ai danni degli abitanti.

E' difficile entrare nello specifico della questione, sicuramente contrasti di questo tipo sono spiacevoli, ma non credo che si possa discutere l'opportunità di creare parchi naturali nel mondo, nè indicare, come fa il titolo, il movimento ecologista come principale nemico delle popolazioni del terzo mondo. E' evidente che i veri nemici sono altri.
Però conviene far passare gli ecologisti come persone ottuse che sono contro allo sviluppo o al benessere o che cadono in contraddizione. Contrari al trasporto su gomma, ma anche alla ferrovia ad alta velocità. Contrari alle centrali elettriche inquinanti a carbone o a gas ma anche al nucleare.

Ciò perché gli ecologisti sono contrari alle opere faraoniche, al consumo acritico, allo spreco di risorse: quindi andranno sicuramente contro agli interessi degli inserzionisti pubblicitari.

13 maggio 2007

Come ho festeggiato fine del mondo

(Romania 2006) di Catalin Mitulescu, con Doroteea Petre, Timotei Duma, Ionut Becheru, Jean Constantin
Nella Romania del 1989, ignara dei capovolgimenti che avverranno a fine anno, vivono la diciassettenne Eva (Doroteea Petre) e suo fratello di sei anni Lalalilu. Insofferente verso la scuola e la famiglia, Eva divide i suoi sentimenti tra Alex, premuroso ma figlio di un poliziotto, quindi inviso socialmente e Andrej, figlio di dissidenti, che progetta assieme a lei una fuga oltre cortina con l'attraversamento notturno del Danubio. Il regime è onnipresente, il popolo sembra esserci rassegnato, Ceausescu è una macchietta di cui tutti, segretamente, si fanno beffe. Finchè non arriverà la rivoluzione, che cambierà le vite di tutti i rumeni. Un po' film di formazione, un po' affresco bucolico, ciò che sorprende di questo film è la sarcastica nostalgia per quel periodo ingenuo, la burocrazia, le ristrettezze economiche e le sue canzoni di propaganda, quasi una impossibile versione rumena dell'ostalgie berlinese.

centravanti nato

(Italia 2007) di Gianclaudio Guiducci, con Carlo Petrini
Tratto dalla nota autobiografia "Nel fango del dio pallone", è la storia di Carlo Petrini, un calciatore degli anni '60 e '70 che ha raccontato la sua esperienza in tutti i malaffari del calcio professionistico. Dal doping alle scommesse e le partite truccate, dai soldi e i contratti in nero all'indifferenza verso i tifosi all'ossessione verso il lusso, le macchine e il sesso, fino ai guai dopo il suo ritiro: una finanziaria andata male, il fallimento e la fuga per sfuggire agli usurai, la morte del figlio diciassettenne che ammalato aveva fatto un appello, vano, per rivedere l'ultima volta il padre. Per chi ha letto il libro, il documentario aggiunge solo la possibilità di conoscere il viso attuale e la voce di Petrini, una sigaretta dopo l'altra, nonché alcune immagini che mostrano quanto finti fossero i gol delle partite truccate. Per chi non lo ha letto, è una storia appassionante, in cui i dettagli della carriera da calciatore sono scorsi velocemente, mentre c'è più spazio per la parte più scabrosa e drammatica. Realizzato prima di calciopoli, esce quando alla pulizia del calcio non crede più nessuno.

unveiled

(Germania 2005) di Angelina Maccarone, con Jasmin Tabatabai, Navíd Akhavan, Bernd Tauber, Majid Farahat, Georg Friedrich
Fariba (Jasmin Tabatabai), fuggita dall'iran perchè perseguitata in quanto lesbica, arriva in Germania. Per aggirare le cortesi ma rigide procedure d'asilo tedesche prende l'identità e il passaporto di un altro iraniano in attesa di asilo, che si è suicidato. Il film è la storia di questo travestimento, lo straniamento di essere diverso, in un paese diverso, nei panni di una persona diversa. La Germania è asettica e grigia come la fabbrica di crauti dove Fariba lavora e solo una volta si entra in quella luccicante di luci al neon. Jasmin Tabatabai, che ha contribuito alla sceneggiatura, passa senza alcun trauma dal ruolo di donna a quello di uomo. Di Angelina Maccarone, genitori italiani ma nata e vissuta in Germania, si sentirà ancora parlare. Dopo questo film che l'ha rivelata, con il successivo vincerà il pardo d'oro a locarno, un terzo è in preparazione.

11 maggio 2007

a piazza navona (e poi a ponte garibaldi)

Domani sarò a piazza navona, per la manifestazione del coraggio laico. Contemporaneamente il partito politico del vaticano mostrerà i muscoli con una grande manifestazione. Contro una modesta (e ancora sulla carta) legge sulle unioni civili, tanto per cominciare, e poi vedranno: il diritto di satira, la legge 194, chissà. In rotta completa nelle americhe, superato in reazionarietà dall'islamismo in Africa e Asia, il cattolicesimo va all'attacco in casa propria, galvanizzato da episodi contraddittori (il voyeurismo necrofilo su woityla, la prevedibile astensione dal voto nei referendum sulla fecondazione) e dall'asservimento di politici e fonti d'informazione.
Per fermare questo tentativo di ritorno al medioevo ci tocca scendere in piazza con Pannella, di cui non si dimenticano le lotte per un paese peggiore (cito un solo esempio: il referendum del 2000 per abolire l'articolo 18 dello statuto dei lavoratori) e la sua alleanza con Berlusconi nella passata legislatura; sta di fatto che attualmente Pannella è un pericolo molto meno grave del vaticano.
E alle cinque e mezza sarò a ponte garibaldi, per ricordare Giorgiana Masi nel posto dove è stata uccisa, 30 anni fa. Durante una manifestazione per ricordare la vittoria nel referendum sul divorzio di tre anni prima, fu raggiunta da proiettili che non si è mai fatto sapere da chi siano stati sparati.

07 maggio 2007

una gaffe perdonabile

La questione aperta tra manifesto e cgil a seguito della gaffe del primo maggio è piuttosto imbarazzante per chi, come me, è sia iscritto alla cgil sia abbonato al manifesto.
Riassumo brevemente i fatti: il primo maggio è uscito sul manifesto un inserto di quattro pagine sul lavoro in cui due pagine erano a cura del coordinamento di precari May Day. In queste due pagine apparivano tra gli articoli due finte pubblicità, realizzate nello stile delle pubblicità vere con la tecnica del subadvertising, una di wind e, appunto, una della cgil in cui era scritto: "Ci fingeremo paladini dei precari e continueremo a non far nulla per loro ? Puoi contarci".
La cgil, come è ovvio, non ha gradito e sta meditando due possibili risposte: forti azioni legali oppure l'invito a ritirare gli abbonamenti al quotidiano.
Il manifesto ha ammesso che è stato commesso l'errore di non mostrare chiaramente che le pagine erano gestite da terzi e non direttamente dalla redazione.

In effetti non era facile accorgersene. Io ho guardato la pubblicità trovandola un po' strana ma senza pensarci troppo, ho apprezzato l'idea della testata del precariato "city of gods", con il logo della free-press e il riferimento a zè pequeno e non ho letto gli articoli. Il punto è che dopo aver letto a pagina uno dell'inserto l'imperdibile intervista a Vittorio Foa, classe 1910 e monumento vivente della sinistra italiana, qualunque cosa sarebbe sembrata ininteressante.
Fermo restando l'errore del manifesto, bisogna dire che non è isolata l'opinione che la cgil non abbia ancora trovato un modo efficace per appoggiare le lotte dei precari. Ed è urgente che le trovi al più presto, visto che con la legislazione vigente i precari sono destinati ad aumentare.
Intanto lo stesso giorno il segretario generale della cgil si esibiva in una inattesa e inspiegabile genuflessione al vaticano criticando le tranquille battute di Andrea Rivera.
Quindi auspicherei che la cgil accettasse le scuse del manifesto e non procedesse a ritorsioni, viste anche le precarie condizioni finanziarie del giornale.
Anche perché in caso contrario potremmo procedere a una dolorosa contromisura di protesta: il ritiro dell'iscrizione alla cgil.

05 maggio 2007

tekfestival

Dal 4 al 10 maggio c'è il Tekfestival, il più sperimentale tra i (bei) festival di cinema che si fanno a Roma. Consiglio di farci un salto a chi è di Roma o capita a Roma in questi giorni. Le proiezioni sono al Trevi e al Farnese, in pieno centro, un po' una maledizione da raggiungere.
Le opere sono un centinaio, gran parte documentari, quasi tutti praticamente impossibili da vedere altrove. Ci sono varie sezioni, segnalo quella phag off sul cinema GLT e quella del cinema delle donne, ma è consigliabile vedere il programma completo sul sito tekfestival.it

04 maggio 2007

Cronaca di una fuga

(Argentina 2006) di Israel Adrian Caetano,con Rodrigo De la Serna, Nazareno Casero, Pablo Echarri
Diario di un sopravvissuto a un sequestro durante la dittatura argentina, tratto da una storia vera: quella di Claudio Tamburrini, studente e portiere di una squadra di calcio di serie B, che viene accusato per sbaglio di essere oppositore del regime, sequestrato e torturato per 120 giorni. L'Argentina terrorizzata dei generali non si vede, poche scene di una partita e si piomba subito nell'incubo, la segregazione, la tortura, le minacce. Nella villa del terrore, i prigionieri cadono in uno stato di prostrazione e perdita di identità, in cui è difficile distinguere l'uno dall'altro, sempre sull'orlo della delazione, mentre gli aguzzini mostrano una crudeltà automatica, senza nessuna umanità. Film crudo e vibrante, trasferisce la tensione allo spettatore, che vorrebbe spingere i prigionieri alla rivolta e guidarli alla fuga che da il titolo al film. Basato scrupolosamente su fatti realmente accaduti, i titoli di coda avvertiranno onestamente dell'unica difformità: un personaggio minore è in realtà l'unione di due persone vere. E nel ruolo del "giudice", capo mandante dei torturatori, che interroga il prigioniero Guillermo, ha recitato il vero Guillermo.
Di Tamburrini, che alla presentazione del film ancora non nasconde il suo sollievo di essere uno dei pochi ad averla scampata, è disponibile in rete la testimonianza al processo del 1985 contro i crimini della dittatura, sul sito nuncamas.org. Da leggere magari dopo aver visto il film, altrimenti si rischia di conoscere anticipatamente per filo e per segno la trama.

25 aprile 2007

precarietà

«Sono convinto che il libero mercato sia la migliore espressione possibile della comunità e del bene collettivo». Lo ha detto Philip Rosedale, il creatore di Second Life, una specie di sito/mondo virtuale di cui ogni giorno i giornali cercano di convincerci che non possiamo fare a meno. Ma potrebbero averlo detto in molti, perché purtroppo è un'opinione piuttosto diffusa. Come risultato, il libero mercato ha seguito il suo corso in vari settori, ad esempio sia nel campo abitativo sia in quello del lavoro. E i risultati sono che molta gente vive male, strozzata da entrambe le cose. Il cinema impero è un ex cinema costruito negli anni '30, a via dell'acqua bullicante, tor pignattara, roma, che ha funzionato fino agli anni '70 e poi è stato abbandonato. E' stato occupato a scopo abitativo da una quindicina di famiglie che ora sono a rischio sfratto da parte di un immobiliarista (finalmente questa parola ha acquisito nel senso comune il significato che merita). Ora, il cinema ha un valore storico, può essere trovato architettonicamente suggestivo, è stato citato più volte nei romanzi di Pasolini, ne esiste curiosamente una replica ad Asmara, Eritrea, però prima di tutto viene la sorte delle famiglie che ci abitano (tra l'altro, come si fa ad abitare in un cinema?). Sabato 21 aprile c'è stata una manifestazione, nata semplicemente contro lo sgombero del cinema impero ma ma poi ampliatasi contro la precarietà a due motori, il caro affitti e i lavori atipici. Il censis ha recente calcolato che dal 1999 al 2006 gli affitti sono aumentati del 112%. Probabilmente questa stima si riferisce agli affitti regolari e non comprende gli affitti in nero, che per alcune categorie di persone sono la norma. Quelli che non hanno lavoro o hanno un lavoro precario e nello stesso tempo sono in affitto, magari in nero, non vivono, al limite sopravvivono. E qualcosa succederà quando scopriranno di essere tanti e di non farcela più. Perché come dice Olivier Besancenot, che alle elezioni presidenziali francesi ha preso un discreto 4,3% per la Ligue communiste révolutionnaire, «le nostre vite valgono più dei vostri profitti».

20 aprile 2007

parlamentari nullatenenti

Qualche giorno fa è stato pubblicato un resoconto sui redditi dichiarati dagli attuali parlamentari nell'anno 2005. Senza sorpresa il più ricco è risultato Berlusconi, con i suoi 28 milioni di euro, altrettanto senza sorpresa tra i primi dieci ce ne sono sei di Forza Italia, due di An, uno dell'Udc e uno della rosa nel pugno.
Invece, dall'altra parte della graduatoria ci sono 7 deputati che, sorprendentemente, hanno dichiarato di non aver percepito alcun reddito in quell'anno. E' evidente che nel 2005 non fossero ancora parlamentari, altrimenti avrebbero sicuramente ricevuto il noto generoso stipendio. Però in una società come la nostra, dove salvo eccezioni il prestigio è dato direttamente dal denaro posseduto o da quanto si è capaci di generare denaro dalle proprie attività, come si fa a passare in pochi mesi da uno stato di, in pratica, reietto della società a quello di rappresentante eletto dal popolo? Anche da politico di professione, una graduale gavetta nelle amministrazioni locali un qualche reddito in forma di diaria dovrebbe produrlo.
Cosa facevano allora nel 2005 queste persone, prima di diventare parlamentari?

Massimo Fundarò (verdi), primo deputato verde siciliano, era imprenditore agricolo biologico ad Alcamo, nel 2005 era anche membro dell'esecutivo nazionale. (1) .

Maria Ida Germontani (AN) ha un curriculum piuttosto folto: sebbene le date non siano indicate chiaramente, nel 2005 doveva essere Coordinatrice Nazionale delle Politiche Femminili di Alleanza Nazionale, "garante per le “quote rosa” nelle liste elettorali di Alleanza Nazionale", Coordinatrice delle Commissione Interministeriale “Comunicazione e ruolo delle Donne”, Consulente politico dell'On. Stefania Prestigiacomo. Inoltre la Germontani svolge contemporaneamente attività di consulenza e pubblicistica in materia di società fiduciarie, diritto commerciale e societario e dal 1996 tiene settimanalmente su “ Il Secolo d’Italia “ la rubrica di commenti e costume “ Il Flash “. (2)

Donatella Poretti (Rosa nel Pugno) si dedicava (sic!) a Radio Radicale con due rubriche dedicate una alla ricerca scientifica e alle cellule staminali e l'altra ai quotidiani dell'America Latina e all'Aduc, di cui il compagno Vincenzo Donvito è presidente. (3)

Francesco Laratta (Ulivo) Dal 21 febbraio 2004 è Vicesegretario regionale vicario della Margherita e, per lo stesso partito, membro del Dipartimento Mezzogiorno, settore Patti territoriali. Dal 9/11/05 è stato nominato dal sindaco di San Giovanni in Fiore, Nicoletti, assessore con delega alla Sanità e Politiche Sociali. Con Decreto n. 248 del 10 ottobre 2005 del presidente della Giunta Regionale, on. Agazio Loiero, Franco Laratta viene nominato Presidente della Commissione regionale per l'emersione del lavoro non regolare.
E in più, collabora con Gazzetta del Sud, ha al suo attivo oltre 2000 articoli apparsi su (il Crotonese, la Gazzetta del Sud, e altri periodici). Ha recensito dal 1985 in poi i dischi di Mina per diverse testate giornalistiche. Ha scritto 5 volumi di attualità e cultura calabrese.
(4) (5)
(Update: Francesco Laratta ha postato una replica che si può leggere, commento n.2)


Francesco Caruso (PRC) a cui va la mia solidarietà perché il sito corriere.it ha indicato soltanto lui come nullatenente accompagnando per suffragare il concetto una fotografia in cui sembra addormentato sui banchi della camera (6), come possibili fonti di reddito ha scritto 3 libri dal 2003 al 2005. E' noto che possieda anche dei terreni che ha ereditato, in quanto ha reso pubblici tutti i dati a seguito di una campagna di stampa de "il giornale". (7)

Alberto Filippi (Lega Nord) è il caso più interessante. E' notizia di ieri che Filippi si sia lamentato di essere stato affiancato a caruso: "bisogna rettificare - ha dichiarato al 'Giornale di Vicenza - io non sono un poveraccio". (8) Buon per lui! Ma che lavoro faceva Filippi ? Se non si passa per siti di controinformazione, non fa parlare molto di sé. Il sito della camera dei deputati lo definisce imprenditore. Attraverso "la domenica di vicenza" si scopre che è laureato in Economia e Commercio e imprenditore nel settore della chimica di base con un network di distribuzione a livello nazionale. (9) Ma scoprire di quale azienda è a capo non è proprio facile, bisogna andare sul sito del cornedo calcio a 5 (10), fino all'anno scorso unichimica cornedo, sponsorizzato dalla unichimica srl di Torri di Quartesolo (Vi).
Poi su siti di controinformazione si può trovare altro: la uniholding, collegata alla unichimica, e alcuni strani incidenti.
Del resto Unichimica è nella lista del ministero dell'ambiente, aggiornata all'aprile 2007, degli impianti suscettibili di generare incidenti rilevanti ( per un deposito di fitofarmaci e uno di materiali tossici). (11)

Ali Rashid (PRC) era primo segretario della delegazione generale palestinese in Italia. Non ho trovato nessun'altra attività a parte la scrittura di alcuni articoli di giornale.


(1) notizie verdi anno II, n. 267;
(2) http://www.germontani.it/page.asp?cat=curriculum
(3) http://www.donatellaporetti.it/biografia.php
(4) http://www.francolaratta.it/leggi.asp?id_area=1&sarea=0&mac=1&id_art=1
(5) http://www.ebeteinfiore.it/chi_e.asp?key=111&mac=3 (sic!)
(6) http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/04_Aprile/17/redditi_deputati_camera.shtml
(7) http://www.altrosud.info/modules.php?name=News&file=article&sid=6
(8) http://it.news.yahoo.com/19042007/201/camera-filippi-lega-redditi-dei-parlamentari-non-poveraccio.html
(9) http://www.ladomenicadivicenza.it/a_55_IT_298_1.html
(10) http://www.cornedocalcioa5.com/leggi_news.php?id_news=1053
(11) http://www2.minambiente.it/sito/settori_azione/iar/stabilimenti/docs/veneto.pdf

17 aprile 2007

vete de mi

(Spagna 2006) di Victor Garcia Leon con Juan Diego, Juan Diego Botto, Cristina Plazas
un figlio trentenne indolente e approfittatore (Juan Diego Botto, attore fin da bambino), in fuga dalla madre, si presenta a casa del padre (Juan Diego, passato glorioso da attore militante), attore di teatro con ambizioni mai soddisfatte, scombussolandone la vita.
Nel corso del film il padre perderà la donna, il lavoro, la salute, la voglia di vivere e la faccia, mentre il figlio arriverà sempre a dire la cosa giusta e riuscirà a farsi benvolere da tutti, eccetto i suoi genitori.
Victor Garcia Leon si è detto stupito di come a ogni proiezione il pubblico rida molto, perché la materia trattata è ben tragica. In effetti non salva nè la generazione dei padri, che ricordano un sessantotto lontano, nè quella dei figli, che un sessantotto non l'hanno avuto proprio. A San Sebastiàn è piaciuto molto, potrebbe piacere anche qui.

il nostro messia

(Italia 2006) di Claudio Serughetti con Claudio Serughetti, Sarah Maestri, Sarah De Marchi, Vanessa Scalera, Maria Rita Cardella, Veronica Barbatano
In uscita, forse, a settembre 2007, è un film (molto) indipendente, con qualche probabile nota autobiografica, in cui un giovane regista in cerca di finanziamenti per il suo film viene ospitato da 5 aspiranti attrici in cerca di una svolta. Molte partecipazioni straordinarie, da Tinto Brass a Dolcenera, molte citazioni, da quelle esplicite, Fellini e Pasolini, ad altre più nascoste, da John Fante a Steno, per un risultato piuttosto prevedibile e didascalico, diretto con mano incerta. Il film è prodotto con il meccanismo dei coproducers, in cui tutti i partecipanti al film contribuiscono economicamente o con il lavoro alle spese di produzione. E si vede, perché attori e regista sono rappresentati come vittime del sistema, mentre i produttori sono rappresentati come dei mostri, e c'è anche un'invettiva contro il taglio dei finanziamenti al cinema. E fanno dire al critico, Tinto Brass con sigaro d'ordinanza, la spiegazione che avevamo già capito da soli.

il rabdomante

(Italia 2006) di Fabrizio Cattani, con Pascal Zullino, Andrea Osvart
Rischia di non essere mai visto, perchè attualmente è in cerca di distribuzione, ma è facile prevedere che la troverà presto.
Un contadino solitario, che ha il dono di trovare l'acqua e di parlare con le anime, aiuta a nascondere una ragazza dell'est che sta scappando da un mafioso locale e dai suoi tirapiedi.
Ambientato a Matera e nei suoi dintorni, con (bravi) attori quasi tutti pugliesi, ricorda altri film, da Rubini a Piva, passando per il Salvatores di Io non ho paura, ma la materia è inesauribile e il risultato è comunque ben riuscito, con momenti molto divertenti come quello dei due tirapiedi (stile capagira) alle prese con il vecchio fabbro (però in questa scena, più si è nati lontano dalla puglia, meno si capisce).

13 aprile 2007

riff


Da stasera, fino al 20 aprile, sarò al riff, rome indipendent film festival. E' uno dei migliori festival di cinema a roma, assieme al tekfestival, a asiaticafilmmediale, a panafricana (aggiungete .it per il loro sito ufficiale e non perdeteveli se siete in zona).


A chi va al cinema preferibilmente in spettacoli non affollati, in anticipo e cercando di non coprire la vista di nessuno e poi inevitabilmente a luci già spente entra qualcuno che con noncuranza gli si siede esattamente davanti, dedico questa vignetta di Gary Larson.

08 aprile 2007

miti

Il giorno di pasqua del 1995 mi trovavo a Ohrid, in Macedonia, a chiacchierare con un gruppo di albanesi (musulmani) di nazionalità macedone.
Si parlava in italiano semplificato, poiché loro avevano lavorato per qualche tempo in Italia.
Io: oggi in Italia è una grande festa, è il giorno in cui Gesù Cristo, che era morto, è ritornato vivo.
Loro (guardandosi): ma tu credi a questo ?
Io (sottintendendo "ovviamente"): Noo!
Loro (ridendo): è ovvio, se uno è morto come può ritornare vivo ?

05 aprile 2007

minimi delitti, pene esemplari

La peppermint jam è una casa discografica di hannover che ha ingiunto a telecom di farsi consegnare i nominativi di più di 3600 utenti italiani di internet che avevano messo in condivisione dei file musicali.
La richiesta è stata autorizzata da una sentenza del tribunale di roma, dopo che una precedente sentenza aveva negato la divulgazione dei nomi. L'operazione è stata realizzata con il contributo una società svizzera che ha reperito gli indirizzi IP degli utenti.
Una volta ottenuti i nominativi, la peppermint dice che forse non farà causa. Inizialmente manderà una lettera in cui richiede la cancellazione del file, un impegno scritto a non condividere più altri file e la richiesta di un "moderato" risarcimento dell'ordine delle centinaia di euro.
Fermo restando il legittimo diritto della peppermint jam di tutelare i propri interessi economici, propongo a tutti gli appassionati di musica di non comprare più materiale venduto da questa ditta. Niente più dischi o magliette del famosissimo James Kakande, da quel che sembra l'artista di punta. A meno che sperabilmente James Kakande non passi a una casa discografica meno adusa a pratiche simili. A quel punto potremmo pure comprarci un suo disco, una volta capito che tipo di musica fa (adesso non ci azzardiamo di certo a cercare di capirlo, troppo pericoloso).



Lorenzo Bassano è un regista di 40 anni arrestato a Dubai per il possesso di 0,8 grammi di hashish. Adesso rischia una pena fino a quattro anni. E' anche ammalato del morbo di Crohn, una malattia piuttosto perfida che colpisce l'apparato digerente.
Non ho trovato dettagli molto chiari sulle circostanze dell'arresto, sicuramente può sembrare molto incauto e pericoloso passare per l'aeroporto di Dubai con del fumo nei bagagli, specialmente se la quantità è così piccola (anche se dopo essermi documentato sul morbo di Crohn lo capisco già di più).
In ogni caso non si può stare quattro anni in galera per questo. L'unica strada per la sua liberazione è la grazia dello sceicco, e perché lo sceicco dia la grazia occorre perorare la causa di Lorenzo presso il governo italiano e il ministero degli esteri. E per quel quasi niente che può contare, peroro anch'io.

30 marzo 2007

the great TFR swindle

Per sapere cosa fare del TFR basterebbe notare che da qualche mese a questa parte giornali e tv hanno smesso improvvisamente di parlare di disastri borsistici, bond argentini o crack parmalat, e la borsa è ridiventata un luogo dove i soldi si moltiplicano allegramente.
Oppure dare un'occhiata a tutte le "guide" in circolazione, che inevitabilmente consigliano i fondi pensione.
O ancora considerare che se si sceglie di lasciare il tfr dov'è, è possibile passarlo ai fondi pensione in un secondo tempo, mentre se si scelgono i fondi pensione non si può più tornare indietro.

Ma se questo non dovesse bastare, c'è un test che risolve ogni dubbio.

Immaginiamo che il datore di lavoro dica che da quest'anno i soldi della tredicesima saranno usati per acquistare titoli o azioni in borsa (e quali comprare lo sa e lo decide lui) e a dicembre vi arriverà il ricavato della vendita in borsa, invece dei soldi accantonati come sempre. Voi accettereste o no ?
Se rispondete sì, allora fate bene a passare il tfr ai fondi.
Se rispondete no, come me, lasciate il tfr dov'è.

Nel mio ufficio, come prevedevo, non ho convinto nessuno. Ma su internet magari può andare meglio.

27 marzo 2007

Strage dimenticata

Oggi ricorre il decimo anniversario dell'affondamento della nave Kater i Rades.
Questa nave, o come si usa dire "carretta del mare", trasportava un gruppo di persone in fuga dall'Albania, dove era scoppiata una guerra civile a seguito dei fallimenti delle piramidi finanziarie promosse da Sali Berisha (presidente della repubblica allora e primo ministro adesso).
Il 28 marzo 1997 la Kater i Rades fu speronata dalla nave militare italiana Sibilla in acque territoriali internazionali, dopo un inseguimento da parte di mezzi navali e aerei italiani. Questi mezzi militari erano impegnati nel blocco contro gli sbarchi clandestini deciso dal governo di Romano Prodi (presidente del consiglio allora e anche adesso).
Il bilancio dei morti è imprecisato, in quanto non si conosce con precisione il numero delle persone imbarcate e molti non sono stati mai ripescati. Di sicuro i superstiti sono stati 34, i morti ripescati 4, sui dispersi le fonti variano da 57 a 105. I processo di primo grado ha condannato il capitano della nave albanese a quattro anni e il comandante della nave italiana a tre.
Se di questa strage dimenticata se ne ricorda talvolta qualcuno, è forse a causa della indiscutibile responsabilità delle autorità italiane.
Altri ricordano il naufragio della Yohan, il 25 dicembre del 1996, in cui morirono centinaia migranti provenienti da India, Pakistan e Sri Lanka, al largo di Porto Palo. Il numero è al solito imprecisato, ho trovato da 283 a 300, e non so se ne abbiano mai ripescato qualcuno.

Ma questi due episodi sono solo i più clamorosi di una sequenza praticamente giornaliera.
Fortress europe parla di 8153 morti dal 1988 a febbraio di quest'anno.Tra gli annegati in mare, 1929 erano nel canale di sicilia, 474 nell'adriatico.
Poi, tra gli altri, ci sono i 247 nascosti nei tir (soffocamento, schiacciamento o incidente stradale), gli 88 morti nei campi minati (tra Grecia e Turchia), i 51 annegati nei fiumi, i 34 morti di freddo a piedi, gli 8 morti assiderati perché nascosti tra i bagagli degli aerei.

23 marzo 2007

Una soluzione per il caro concerti


Silvio Rodriguez ha annullato un concerto in Cile perché il costo dei biglietti era troppo alto. Il concerto era previsto a Talca l'8 marzo, e i prezzi partivano da 40 mila a 80 mila pesos cileni (tra 80 e 110 dollari).
Sembra che molti ammiratori gli abbiano mandato lettere per lamentarsi del prezzo troppo alto del concerto, insostenibile per il livello di vita di molti cileni.
Lui allora si è informato sui prezzi degli altri concerti e ha deciso di cancellarlo.
Più volte, prima della tournèe, si era offerto di fare un concerto gratis a Santiago, l'ha anche proposto alla presidente della repubblica Bachelet che aveva voluto incontrarlo (i presidenti della repubblica non sono tutti ottuagenari che hanno fatto politica a vita), ma la risposta è stata negativa: un concerto gratuito avrebbe rovinato gli affari degli organizzatori dei concerti a pagamento.
Questa è un'esemplare distorsione dell'economia di mercato: il musicista si offre di suonare gratis, il pubblico sicuramente ne sarebbe stato felice, ma tutto va a monte perché l'intermediario, che ha un ruolo non indispensabile (ma lucroso), si oppone.

Adesso al buon Silvio Rodriguez è stata anche fatta causa. Lui è perplesso: "in 60 anni è la prima volta che vengo processato per qualcosa.", però convinto: "nessuno mi pagherà per questi concerti mancati e se qualcuno volesse pagarmi, rifiuterei. Se sono così non è perché ho la vocazione del santo. E' che pensare solo agli interessi materiali mi sembra una stupidaggine."
E il 30 aprile darà un concerto gratuito nella Repubblica Dominicana, "per i lavoratori, aspettando il 1° maggio".
Può darsi che vivendo in un paese come Cuba, dove i beni di prima necessità sono forniti gratuitamente, i beni di lusso non si trovano proprio e l'ostentazione di ricchezza è deprecata e dà nell'occhio, è più facile essere più distaccati rispetto al denaro.
Ma l'esempio è ammirevole. Chissà che qualche suo collega italiano non voglia seguirlo.

18 marzo 2007

1984


Scartabellando tra i libri, ho ritrovato questo "Satira" di Vincino del 1985, Primo Carnera editore, che non è altro che una raccolta di vignette satiriche pubblicate nel 1984 su Frigidaire.
Con una certa sorpresa, ho visto che gran parte delle vignette potrebbe essere spacciata come attuale e riciclata per illustrare fatti accaduti negli ultimo mese.
Dalle basi militari in Italia a Andreotti già vecchio burattinaio, da Baudo che imperversa in tv alla criminalizzazione dei movimenti degli anni '70, dalla demagogia contro le tasse al parlamento svuotato di significato.
Va a finire che in Italia rispetto a vent'anni fa è tutto sostanzialmente uguale, a parte i telefoni cellulari.




14 marzo 2007

Chi è il conte oliver



Il conte oliver originale è il personaggio raffigurato nella prima immagine.
Per comodità copio direttamente dalla descrizione del cast del gruppo tnt che si trovava nei fumetti di Alan Ford:

Il conte oliver è un nobile inglese del casato degli oliver-oliver. Ricercato continuamente dalla polizia per il suo illecito hobby di arraffare tutto quello che trova. E’ il più efficiente agente del gruppo, dotato di self control e di una dose di sfacciataggine che gli fanno risolvere le situazioni più intricate.

Il conte oliver è stato ideato da Max Bunker, il disegno è di Magnus, la descrizione probabilmente è di qualche redattore della editoriale corno o magari di Max Bunker stesso.



Il conte oliver che scrive su questo blog invece è quello in primo piano nella seconda foto, mentre tenta inutilmente di confondersi con gli zapatisti.
Purtroppo ancora non ho una descrizione a portata di mano. Quella del conte originale infatti non corrisponde per niente.

12 marzo 2007

alberto grifi

Alberto Grifi è uno dei maggiori registi "sperimentali" italiani. Poiché è complicato provare a dare una definizione di cinema sperimentale, è più esplicativo parlare del film che ho visto ieri, che poi è il suo più famoso. "Anna" è un film del 1972-75, dura quasi 4 ore, è stato girato con uno dei primi videoregistratori e poi riversato in pellicola grazie a metodi piuttosto ingegnosi, inventati dallo stesso Grifi. Il film era partito come film di denuncia (tradizionale, con un'abbozzo di sceneggiatura) sulla vita di una ragazza sedicenne incinta che viveva per strada intorno a piazza navona, conosciuta dal coautore Massimo Sarchielli.
Ben presto però è stato chiaro che cercare di rappresentare il vero utilizzando la finzione, per di più con una sceneggiatura calata dall'alto e da un punto di vista esterno, con un occhio pietoso e voyeuristico, avrebbe portato il film a un completo fallimento.
Le maestranze allora prendono via via possesso del progetto film, fino al momento cruciale in cui Vincenzo, l'elettricista della troupe, esce dal suo ruolo di forza lavoro passiva ed entra in campo, dichiarando il suo amore per Anna, diventando il protagonista e compiendo un gesto rivoluzionario di ribellione al potere, replica di quello esistente nella società, rappresentato da regista e sceneggiatore. A quel punto il film smette di essere di finzione, la sceneggiatura viene buttata e si filma soltanto la vita reale: la storia di Anna e Vincenzo, ma anche spaccati della generazione post '68.
Alla fine del film è stato proiettato un breve filmato d'epoca in cui Grifi racconta la fine di Vincenzo: accoltellato durante una rissa da Claudio Volontè, attore e fratello di Gian Maria.
Il film è raro e difficile da vedere (l'audio è pessimo), ma è eccezionale.
Grifi e Sarchielli erano presenti alla proiezione e faceva uno strano effetto vederli da vecchi quando nel film erano giovani ed è difficile immaginare invecchiati gli autori di un film così.
L'occasione era un premio alla carriera di Grifi da parte della festa del cinema di Roma. Grifi infatti ha problemi economici e di salute, è anche in corso una campagna per fargli ottenere i benefici della legge Bacchelli.
Si merita entrambe le cose.

Update, frase di Grifi sentita oggi alla radio:
"Realizza i desideri" era uno slogan situazionista, adesso è uno slogan della Rinascente.

02 marzo 2007

dritte sulla tanzania

Per non fare torto a chi non conosce l’inglese, traduco il post precedente in italiano. In pratica si tratta di una serie di informazioni per chi va in Tanzania, dotato di una guida turistica (io avevo la sciagurata lonely planet, ma le altre hanno lo stesso problema) e si rende rapidamente conto che quello che c’è scritto sulla guida non è stato ricontrollato da anni oppure le informazioni mancano del tutto.
Varie volte in passato ho usufruito io di contributi simili (principalmente su siti in inglese) e mi è quindi sembrato giusto provare a ricambiare.
Ovviamente questi appunti hanno solo l’intenzione di integrare o correggere una guida, che bisogna comunque avere, almeno per la mappa, gli indirizzi e le informazioni generali.
Se doveste utilizzarli, fatemi sapere come vi siete trovati.

Dar es Salaam
E’ una città piuttosto tranquilla per essere una capitale. Il centro non è trafficato e non sembra neanche pericoloso (c’è, come in tutta la Tanzania, il problema dell’assenza di illuminazione notturna).
E’ sorprendentemente difficile trovare posti dove servono birra. C'è un bar nei pressi del mercato del pesce, sul mare, ma la zona è raccomandabile solo di giorno.
I posti migliori dove mangiare sono su jumheri street. Sonny restaurant serve un buon barbecue, il ristorante New Passion serve birra e un curioso stufato di carne e banana. Nella stessa via c'è il kadri tea room, un posto ottimo per il pranzo con una varietà di snack indiani sui 300 scellini circa, serviti con salsa di cocco tritato.
Per dormire, il safari inn costa 20 dollari per la camera doppia con bagno e colazione. Il jambo inn sembra simile, solo l’ingresso è migliore.

Arusha
Se arrivate con l’autobus della Scandinavian sarete invitati a prendere un autobus gratuito per il meru house inn, senza problemi, l’hotel non è male, costa 10000 scellini (al netto dello sconto facilmente ottenibile), tutte queste cortesie servono a farvi scegliere per i safari la victoria expedition che si trova al piano terra dell’albergo: meglio evitare quest’ultima scelta, la macchina si rompeva ogni giorno, il cibo non era granché e il programma veniva accorciato.


Per un’alternativa per i safari, posso dire che a occhio sunny safaris e safari makers sembravano più efficienti, le macchine e l’equipaggiamento erano migliori, le guide sembravano più professionali e soprattutto sapevano aiutare a riparare la nostra macchina.
Il taglio dei programmi sembra essere un problema generale tanzaniano, colpisce anche i cultural tour (lo stregone non c'è, il fabbricante di coltelli è andato al mercato e così via), comunque interessanti.
In alternativa al meru house inn, di fronte c’è l’Arusha backpacker hotel, 5, 10 e 15 dollari per singola/doppia/tripla. Il suo ristorante è caro.
Il ristorante del meru house inn è invece economico ma il cibo è “internazionale”.
A pochi metri ci sono anche un internet point e un cambio, utili dal momento che Arusha di notte diventa piuttosto spaventosa.
Per mangiare alla tanzaniana, con carne alla brace servita senza posate e il cameriere che porta l’occorrente per lavarsi le mani prima e dopo la cena, si può andare al Pama bar, in Wachanga road (sarebbe una breve camminata a piedi, girando al distributore gapco, il punto è che di notte è buio pesto, quindi meglio prendere il taxi).

Moshi
Per dormire, consiglierei il moshi backpacker hostel, sembra buono (prima si chiamava Deville), 4/8/12 dollari per s/d/tr.
Altrimenti io ho dormito a a&a accomodation, 12000 scellini per la doppia con bagno, non male, niente colazione.
il ristorante Hill sotto a&a vende economici snack per pranzo (niente birra), sempre se non volete pranzare con la frutta per strada (meraviglioso il mango al pili pili - sale e chili).
Per la cena alla tanzaniana è consigliabile e molto animato l’east african pub inn, molta atmosfera, stessa strada di a&a accomodation.
Per un panorama del kilimanjaro al tramonto (di norma la cima viene fuori dalle nuvole solo all’alba e al tramonto), prendere una birra sul terrazzo del kindokoro hotel (il ristorante sembra caro, ma ha una bella atmosfera).

Lushoto
E’ una cittadina molto piccola, interessante come esempio di Tanzania rurale.
Per dormire c’è il tumaini hotel, 17000 scellini per la camera doppia, decente, ottima posizione. L’hotel ha anche 2 ristoranti, uno all’interno per turisti,uno in giardino per tanzaniani, ma nessuno dei due serve birra.

Il lushoto sun ha un ristorante deludente, anche se vi permette di portare birra da fuori.
La soluzione migliore per mangiare è di sedersi al checkpoint bar, dove c'e' un macellaio-cuoco che prepara mezzo chilo di carne bovina alla brace per 2000 scellini.
Dall'altra parte della strada vendono mishikaki a 200 scellini l’uno, nonche' ugali e altro cibo tradizionale, che si può portare al tavolo del bar.
Per l’irente viewpoint, la camminata è facile, non serve la guida, ci vuole un’ora e mezza ad andare e altrettanto a tornare, si incontrano molti villaggi e molta gente, fortunatamente poche automobili. I picnic lunch dell'irente farm sono soddisfacenti, costano 3000 scellini, vale la pena anche di comprare il formaggio (2500 scellini per una forma da 350 grammi).
Vicino alla chiesa cattolica, all'inizio del cammino per l'irente viewpoint c'e' un
campo da calcio dove e' facile unirsi ai locali e giocare (dalle 4 di pomeriggio in poi è l’orario migliore).

Tanga
L'ocean breeze hotel, praticamente l’unico raccomandato in città, era pieno. Mi hanno allora consigliato il malindi hotel su ring road, piuttosto buono, 12000 scellini la stanza doppia.
Il patwas restaurant, gestito da un indo-tanzaniano, fa effettivamente ottimi succhi di frutta, non ho provato la cucina (ma non è aperto per cena, comunque).
Il ristorante del campeggio kurutu e' caro (piatti principali a partire da 10000 scellini) ma vale la pena, almeno per i gamberi cucinati in una decina di modi diversi. Nella spesa per cenare lì bisogna calcolare anche il taxi per andare e venire dal centro di Tanga.

Bagamoyo
Mary nice place è un esempio di come una menzione su una guida può fare la fortuna di un posto e la rovina degli altri. Non tanto “nice”, non tanto economico (15000 scellini la doppia con bagno), fuori mano e in mezzo al nulla, ha stanze piuttosto malandate e senza zanzariera. La colazione è extra e costa 2500. Grazie alla pubblicità della lonely planet adesso è facile da trovare, in quanto hanno messo vari cartelli per la città, e altre camere sono in costruzione. Se avete la lonely planet e non volete andare lì, non saprete dove andare in alternativa: in questo caso, l’ideale è andare all’ufficio informazioni della scuola turistica e comprare una fotocopia della mappa bradt per 2000 scellini (è vero, per una fotocopia sarebbe troppo, ma comprende un’offerta alla scuola) su cui si trovano almeno altri 10 alberghi in città. Ci sono anche quelli sul mare, ma considerate che il mare non è granché, almeno dalla missione alle rovine di kaole.

Per mangiare, è buono il bar / ristorante New Top Life , si spende sui 5000 in due per ugali con pollo o con pesce.

Zanzibar
Zanzibar è molto più turistica del resto della Tanzania. Ci sono moltissimi negozi di souvenir e venditori di strada. In quanto italiani sarete automaticamente classificati come gente che ha comprato una settimana tutto compreso in un resort e sta facendo un’escursione di mezza giornata a stone town. Se i prezzi che vi chiedono sono doppi rispetto al continente, rassegnatevi. Se vi chiedono di cambiare uno o due euro in monete, aiutateli: si vede che hanno venduto qualcosa a un turista, ma le monete non sono accettate all’ufficio di cambio.

Nungwi
I bungalow sul mare di Union beach costano 30 dollari (non si trova nulla a meno).
“Mama restaurant local dishes” in centro è piuttosto spartano, ma serve un buon ugali con pollo per 1500 scellini.

I ristoranti sulla spiaggia hanno tutti qualità simile e un prezzo tra 8000 e 10000 scellini per il piatto principale. In dettaglio:
Baraka ha un piccolo menu e servizio lentissimo;
Fat fish sembra più attrezzato, ha menu esteso e servizio veloce ed è praticamente sopra il mare;
moose goose pub: servizio veloce e menu con ricette di Zanzibar (anche se il risultato è difficilmente distinguibile);
Langi langi, menu ridotto, passabile, non serve birra (ma permette di portarsela da fuori).
Camminando 20 minuti verso sud si può raggiungere Kendwa (altamente consigliato), praticamente ogni punto è ideale per fare il bagno, il rischio di rapine è praticamente nullo, poiché si incontra molta gente.
La spiaggia di Kendwa è più bella di quella di Nungwi, ma è consacrata ai villaggi turistici e i venditori sono più insistenti perché vi scambiano per clienti dei villaggi.
Invece da Nungwi camminando verso nord, oltre il porticciolo dei dhow, c’è un faro e un acquario delle tartarughe marine (ingresso 2 dollari o 2500 scellini, comprendente un’offerta per il progetto di ripopolamento; chiedete che non brutalizzino le tartarughe per farvele vedere meglio), e più avanti un tratto di mare con acqua caldissima (ma attenzione alle mini meduse).
Per partite a pallone sulla spiaggia, i punti migliori sono le due spiagge subito al sud del cholo bar. Il cholo bar, con amache e altre bizzarrie, è il posto dove vanno a bere tutti i turisti e tutti i locali che vogliono interagire con i turisti. Per trovare i bar dove va la gente del posto, seguire le luci e/o la musica.
Trasporti: se prenotate uno shuttle bus da stone town a nungwi, accertatevi che non ci sia gente da lasciare a kendwa, e al limite chiedete di essere portati prima a nungwi, perché la deviazione per kendwa può farvi perdere un’ora (la strada è pessima).

Stone town
Per dormire, gli hotel victoria, florida, malindi, flamingo, nel centro storico sembravano equivalersi, sui 30 euro per una doppia con bagno.
Io ho dormito al pyramid hotel, per 25 dollari la doppia con bagno. Le stanze e i letti sono in stile tradizionale di Zanzibar, la colazione sul terrazzo è buona (molta frutta), il terrazzo non è panoramico.
Il Monsoon restaurant è un posto suggestivo, si mangia seduti su cuscini in tavolini bassi, con musica dal vivo e menu attraente. E’ indicato per una cena più lussuosa del solito (10000 scellini le portate principali), naturalmente non vedrete abitanti del posto cenare lì. Tenete presente che la maggior parte delle portate principali è costituita dai contorni (che comunque sono buoni).
La house of wonders vale la visita, innanzitutto per la vista dal terrazzo dell’ultimo piano, poi per le esposizioni all’interno.
Il cibo di strada è ottimo: si possono trovare manghi, jackfruit, manioca, cocco, mais.
Ai forodhani gardens il cibo è vario e allettante, almeno finché non vi renderete conto che rimane lì per giorni e giorni (è cotto in precedenza, comunque, e bisogna ammettere che il giorno dopo non ci si sente male).
La birra è costosissima, 2500 scellini e non c’è modo di contrattare.

Due suggerimenti generali, per concludere.
Vi serviranno dei dollari, procurateveli di grande taglio (banconote da 100), l'ultimo tipo e senza tagli, altrimenti saranno rifiutati o fortemente deprezzati al cambio.
Leggerete molti avvertimenti su crimini e rapine a cui potreste andare incontro praticamente in ogni città. Senza essere imprudenti, tenete presente che sono esagerate.

27 febbraio 2007

tanzania tips



Here are some travel tips about Tanzania collected in my recent trip. I used a lonely planet guidebook and I wrote some note only in case of lack or inaccurate information. Because infrastructures for independent travelers is quite limited, I guess these informations are suitable for other guidebooks too. Hope this helps.


Dar es Salaam
Is not so easy to find places serving beer. A good one is a bar near the fish market, on the seafront.
Jumheri Street is the road to go to eat. Sonny restaurant have good and various grilled meat. New passion restaurant serves beer and a meat-with-bananas stew. Kadri tea room is great for lunch with a llunch with a lot of Indian snacks (about 300 shillings) served with crushed coconut sauce.
I slept in safari inn, 20 USD double room with bathroom, good.
Arusha
At Scandinavian bus station it is safe to take a free pickup to meru house inn, the hotel is good too, it costs 10000 Tsh (the price listed is little bit more, but it’s easy to have a discount), but avoid Victoria Expeditions (ground floor) for safaris (car breakdowns and program shorted). Since Arusha at night is quite scary, near meru inn there are a change and an internet point.
Near there, Arusha backpackers hotel costs 5/10/15 USD s/d/tr, looks better, but restaurant is expensive. Meru house restaurant is cheaper but serves backpacker food.
For Tanzanian dinner style (grilled meat eaten by hands, waiters coming with hot water for hand washing before and after dining) go to Pama bar in Wachanga road (better by taxi).
During safari, other safari operators as Sunny Safaris and Safari Makers looked better. At least they have better equipment, newer cars and gave essential tips to our driver to repair our car.
Shorting programs affects all guided tours in Tanzania, cultural programs too (healer is not here, knife maker went at market, and so on).

Moshi
For accommodation, moshi backpacker hotel (ex Deville) looks good (4/8/12 dollars s/d/tr).
I went to a&a accommodation, 12000 tsh, good, no breakfast.
For food, East African Pub Inn have Tanzanian grill, lot of atmosphere, same road of a&a.
Hill restaurant serves cheap snacks for lunch (no beer, they are Muslim), if you don’t want to lunch with fruit in street stalls (pili-pili mango is great).
For sunset views of Kilimanjaro, take a beer at kindokoro hotel’s roof bar. His restaurant looks expensive, but has good atmosphere.
Lushoto
Is a very small town.
Tumaini hotel, good location, 17000 tsh, decent. There are two restaurants; one inside serves tourist food, one outside serves Tanzanian food, none of two serves beer.
Lushoto sun is not so good, but lets you bring beer from outside.
The best option to eat is near the bus station: at Checkpoint bar (where of course you can have all drinks and sit at table) there is a butcher/cook serving grilled beef for 2000 tsh/half kilo). In front of this, you can buy (and bring) mishikaki at 200 tsh and Tanzanian food like ugali.
Irente viewpoint: easy walk, don’t need guide, it takes 1 hour and half one way. You’ll meet villages and many people, luckily few cars. Irente farm’s picnic lunches are a good deal (3000 tsh), it’s worth to buy cheese (2500 for a 350 gr. piece).
Near catholic church there is a football court where it’s easy to join locals to play (from 4 p.m. to sunset)

Tanga
Ocean breeze hotel was full, so I went in malindi hotel (12000 tsh double with bathroom), quite good.
Patwas restaurant have very good juices.
Kurutu camping’s restaurant is expensive (dishes from 10000 tsh), but is worth at least for various shrimps menu page. If you want to dine there, consider that you’ll have to add taxi fares to reach restaurant from downtown Tanga to restaurant bill.
Bagamoyo
Mary Nice Place is an example of how a guidebook mention can be a fortune for a place and a ruin for each other: not so nice, not so cheap (15000 Tsh per double room), far and in the middle of nowhere, has dilapidated rooms (no mosquito nets). Breakfast is not included, costs 2500 Tsh per person. Thanks to lonely planet they put many signposts in town and they are building more rooms.
If you have lp guidebook (this means you don’t have other options for accommodation), the best option is to go at tourism school information office, and buy a town map (actually is a photocopy of bradt guidebook map) for 2000 tsh (expensive, but includes an offer to the school) where you can find at least other 10 lodges.
Other hotels are on the seaside but sea is not very clean in the strip from mission to kaole ruins.
For local food, New Top Life bar restaurant serves ugali with fish for about 2500 tsh.

Zanzibar
Nungwi
Union beach decent bungalows with sea views cost 30 USD.
“Mama restaurant local dishes” is basic but serves good ugali with chicken for 1500 Tsh
Beach restaurants for dinner have all same price (8000/10000 seafood main course):
Baraka has small menu and slow service;
Fat fish has wide portions, quick and attentive service and large menu (most grill) and real sea view;
Moose goose pub: quick and wide, Zanzibar cuisine dishes (if you can see the difference);
Langi langi: not extended menu, don’t serves beer, decent quality, quantity and waiting time.
In 20 minutes walk south you can reach kendwa, highly recommended, no danger of muggings as many people do it, virtually every spot is great for swimming.
Kendwa beach is more beautiful than Nungwi but atmosphere is different because there are many expensive resorts (insistent sellers).
From Nungwi walking north, behind dhow harbour, there is a lighthouse and a turtles aquarium (entry 2 USD or 2500 TSH; often staff mishandle turtles in order to show you better, ask to not do) and a very hot water beach (beware of small jellyfish).
For beach football at sunset, the best places are the two beaches just south of cholo bar.
Cholo bar, with hammocks and other weirdness, is the place where all tourists, and all locals wanting to interact with tourists, go to drink. To find local people's bars, follow the music and/or lights.
Transport: if you book a shuttle bus from stone town to nungwi (5 USD) ask if some passenger is going to kendwa (in this case the trip is 1 hour longer as road is horrible).
Stone town
Accommodation: victoria, florida, malindi, flamingo hotel are all about 30 USD double with bath.
I slept at pyramid hotel, 25 USD double with bath. Traditional Zanzibar style rooms and beds, good breakfast with fruits on the roof (not panoramic).
Monsoon restaurant has attracting menu, atmospheric site, sitting on pillows, good food, is worth for a luxury dinner (10000 tsh main course), of course you’ll not see locals dining there. Note that side dishes are the most part of main course (nevertheless are good too).
House of wonders is worth a visit, for views and expositions.
Street food: are available mangoes, jackfruit, cassava, coconuts, corn.
In forodhani gardens, food is various and attractive, until you’ll not realize that is the same for days and days (is already cooked, by the way).
Beer is very expensive, 3000 tsh and there is no way to bargain.

19 febbraio 2007

da Vicenza









Sono rimasto a Vicenza fino a domenica sera, e ormai tutto quello che c'era da raccontare è già stato raccontato.
Posso solo aggiungere che la manifestazione è stata effettivamente grandissima, tanto che più di metà di cartelli e striscioni di cui si parlava sui giornali di domenica, non li ho visti dal vivo. Non avevo visto ad esempio lo spezzone dei centri sociali, il gruppo dei parlamentari e neanche i famosi striscioni di solidarietà agli arrestati.

Ho anche scoperto che Kelebek è famosissimo. Appena uscito sul piazzale della stazione di Vicenza ho sentito urlare "Miguel Martinez" e si è formato un capannello di gente intorno a lui per salutarlo.

A Vicenza si è parlato al lungo di un'altra brutta storia, quella dei 113 aerei da guerra Joint Strike Fighter che il governo italiano comprerà dagli Stati Uniti, per la modica somma di 13 mila miliardi (quasi mezza finanziaria), che saranno assemblati vicino a Novara e che, nota per i sostenitori del "porta occupazione", daranno lavoro a regime soltanto a 200 persone. Ma ci sarà tempo di parlarne, perché questa storia non può finire così.

Nelle foto (cliccare per ingrandirle), dall'alto in basso:
1 - l'applauditissimo gruppo di manifestanti americani contrari alla base;
2 e 3 - manifestanti creativi (in italiano e veneto);
4 - panorama di vicenza (patrimonio mondiale dell'umanità) da monte Berico: in alto a destra si vede la basilica palladiana, al centro c'è il duomo e in alto a sinistra, l'area verde con una striscia di cemento in mezzo è il sito dove si vorrebbe fare la base di guerra.

14 febbraio 2007

qualcosa di sinistra

«Sarebbe bene ricordare le persecuzioni fasciste contro le minoranze slovena e croata e la repressione italiana contro la Resistenza jugoslava dopo l'ignobile aggressione fascista a questo stato. [...]Dico questo non certo per giustificare lo scempio delle foibe ma per pronunziare eque condanne[...]Onore a Napolitano ma non sarebbe male che visitando Trieste, onori le Foibe, onori la Risiera di San Saba, e non dico vada, ma almeno mandi un fiore alla lapide in ricordo dei giovani d'etnia slovena in provincia di Trieste fucilati da un reparto delle forze armate italiane per aver rifiutato di prendere le armi contro la propria gente».

Si potrebbe pensare (sperare) che queste parole, piuttosto equilibrate, siano state pronunciate da un politico di sinistra, oppure da uno storico.
Invece no, le ha dette Cossiga, il picconatore. E per la prima volta nella vita mi tocca pure dargli ragione.

13 febbraio 2007

a Vicenza

Perché a Vicenza, già adesso, 1.586.000 metri quadri di territorio della città sono occupati dall'esercito americano.
Perché in Sardegna, alla Maddalena, l'acqua è radioattiva in quanto nel 2003 c'è stato un incidente a un sottomarino nucleare americano, incidente negato finché non ce n'è stata l'evidenza.
Perché le stragi (impunite) di Ustica e del Cermis sono state provocate da militari americani partiti da basi in Italia.
Perché la guerra in Irak ha causato 600.000 morti.
Perché gli Stati Uniti d'America sono governati fino alla fine del 2008 da un presidente guerrafondaio che è in grado di iniziare altre guerre in giro per il mondo.
Perché in Italia esistono già 113 basi militari americane.
Perché nel programma del governo in carica, perso tra le 200 pagine, c'era l'impegno a ridurre la presenza delle basi militari in Italia.
Per tutti questi motivi, sabato prossimo sarò a Vicenza.

09 febbraio 2007

pacs

“Con questa riforma noi attentiamo proprio all’ordinamento della famiglia”. Rutelli, Casini o Mastella che parlano dei PACS ? No, Stanislao Monti Guarneri, parlamentare cattolico, nel 1919, riferendosi alla proposta di estensione del diritto di voto alle donne.
Le donne hanno potuto votare solo a partire da ventisette anni dopo, nel 1946.

Molti diritti umani, che al giorno d’oggi sono acquisiti e assolutamente indiscutibili, sono stati contrastati e negati al lungo in nome della difesa della famiglia. E senza che nessuno abbia mai messo in discussione il diritto di formare una famiglia tradizionale.

31 gennaio 2007

on behalf of

....technorati.
Dicono che gli serve un link. Mah.
Technorati Profile

26 gennaio 2007

lonely planet

La lonely planet non è più quella di una volta. Questa opinione è condivisa praticamente da tutti, anche sul loro forum.
Mi sentirei di aggiungere che è diventata ormai inutilizzabile.
Le insostenibili opinioni politiche ci sono state sempre (tipo "Pinochet ha salvato il Cile dai disastri di Allende", letta con sgomento sulla guida del Cile).
Le imprecisioni sulle informazioni pratiche sono invece aumentate nel tempo. Usando le lonely planet da più di dieci anni, ho collezionato una serie cospicua di alberghi chiusi da anni, di ristoranti scadenti, di indirizzi sbagliati, di consigli da non seguire.
Per concludere, di recente c'è stata la svolta editoriale allo scopo di attrarre i lettori con età e disponibilità di denaro superiore (quelli che usano la Fodor's o la Frommers, per capirsi). Adesso su ogni guida ci sono pagine e pagine dedicate a descrivere lussuosi alberghi da 200 dollari a notte e ristoranti da 50 a cena, anche in paesi dove è possibile dormire con 10 dollari o meno.
Sul loro forum c'è anche chi sostiene che prima la lonely planet si poteva leggere come un romanzo e adesso non più. E chi dice che anche rinominare la sezione "accomodation" in "where to sleep" denota l'intenzione di rivolgersi a un lettore più anziano e tranquillo. Entrambe le osservazioni mi sembrano eccessive.
Sull'edizione italiana, con le sue traduzioni approssimative, il taglio di molti inserti fotografici e la terrificante abitudine di dividere una guida originale in due o più edizioni, con le parti generali replicate, in modo da raddoppiare il prezzo, stenderei un velo pietoso.

Purtroppo non ho ancora scelto una guida che la sostituisca.
Il suo residuo punto di forza è che ha delle cartine piuttosto chiare con cui è possibile girare le città e trovare quel paio di alberghi economici, nella speranza che corrispondano alla descrizione.
Mentre le cartine delle altre guide non sono mai così efficienti.
L'anno scorso ho provato (in aggiunta) la footprint, che ha indicazioni molto sintetiche e precise, purtroppo non c'era modo di capire dove si trovavano gli alberghi e gli altri posti di cui parlava.
La rough guide, per quello che ho sfogliato, ha molte più più pagine, soprattutto dedicate a cosa vedere, ma mi è sembrato che molte informazioni pratiche non fossero precisissime.
Le prossime che proverò saranno le Bradt. Le ho viste anche in Italia, alla feltrinelli. Ne ho letto qualche pagina e non sembrano male.
Per quanto riguarda le guide scritte direttamente da italiani, nulla da dire: semplicemente non fanno per me.
Aggiornamento 2008:
Ho fatto un po' di prove con altre guide:
1) footprint, troppo sintetiche, non mettono nella mappa i posti segnalati e i prezzi sono "a fasce"
2) Bradt, non male, il suo lavoro lo fa, ma mi ha lasciato una strana sensazione di "non del tutto precisa" e "non del tutto attendibile"
3) Rough guide, ha vari estimatori, di certo su parti storico artistiche è più curata, ma, prezzi a fasce a parte, la trovo difficile da consultare.
Sulle routard, mi diverte il disegno del creatore baffone in copertina, che anno dopo anno diventa sempre meno fricchettone e più sedato turista di mezza età: è tutto un programma.
Risultato, per ora sono ritornato mestamente alle lonely planet, con il compromesso di prenderle in prestito in biblioteca per non dare soldi nè alla casa madre nè alla pessima editrice italiana. Sempre che non esca qualcosa di meglio.